Italia.it: una vergogna tutta italiana

Pubblicato il 19 Settembre 2014
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L'articolo tratta di Usabilità, Web, Web Marketing .

Logo Italia.it

Era il 2007 e, durante la collaborazione con Marketing Routes, storico blog di Web Marketing ora defunto, scrissi questo articolo. Ebbe un buon successo, oltre 200 commenti e si parlò dell’argomento lì e in altri blog e forum per settimane. Ora che Italia.it è stato chiuso, non essendo più on-line Marketing Routes, ho deciso di ripubblicarlo integralmente.

Buona lettura!

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Da diverso tempo le amministrazioni al Governo (sia di destra che di sinistra) hanno promosso – e sempre rimandato – la costituzione di un mega portale atto a favorire lo sviluppo del turismo nel Belpaese.

E’ arrivato il gran giorno: Italia.it è online!

Ricapitoliamo. Spese previste (in parte già sostenute): 45 milioni di euro di cui 21 milioni in 12 mesi per il data entry e altri “spiccioli” per le regioni.

Come si legge in questo documento l’infrastruttura del portale, con funzionalità di booking, ha un costo pari a Euro 7.850.040.

Rendiamoci conto: un CMS che costa circa 15 miliardi del vecchio conio?

Ero elettrizzato, mi aspettavo chissà quali attività di marketing e, soprattutto, di web marketing con un tale impiego di risorse. Viral, buzz, supporto alla blogsfera, annunci Adwords, banner, affiliazioni, insomma qualunque cosa possa venire in mente ad un web marketer insomma. Certo, si tratta di un sito della Pubblica Amministrazione, ma lo scopo principale è quello di incentivare il consumo della risorsa turismo tramite il web. Mi pare lecito destinare una fetta consistente del budget in visibilità.

Amara sorpresa. Nessun tipo di investimento!

Mi spiego: ieri viene indetta una conferenza stampa presieduta tra gli altri dal Presidente del Consiglio (poco prima della crisi) in cui viene presentato il nuovo logo destinato ad Italia.it.

Il logo?

Non ricordo con precisione, ma giurerei che il progetto sia partito nel 2005 (Ministro Stanca). Sono stati necessari quasi due anni per la creazione di un logo? E quanto è costato questo logo?

Poi, lo dico francamente, assumendomene tutta la responsabilità: non mi sembra un granché! Anzi, direi che è piuttosto banale e anonimo. C’è il rosso, il puntino della “I”, c’è il verde della “T”, ma dov’è il bianco se il font è tutto nero?

Che significato ha lo slogan: “Il paese della qualità”. Forse per un paese come la Svizzera andrebbe bene. Mi infastidisce l’ormai internazionale  “Italia, mamma, spaghetti, mandolino”. Ma in questo caso, stiamo parlando di turismo, usiamo l’altrettanto banale, ma di certo efficace “Il paese del sole”!

Analizzo velocemente il sito.

Raggiunta l’home page ci si trova di fronte ad una splash screen tutta in Flash con sottofondo “Il Barbiere di Siviglia”. Ci torno spesso, lo so, mitico Jacob Nielsen: “Flash 99% is bad”.

Mi chiedo se sia possibile che chi ha realizzato il sito non abbia tenuto in considerazione il principio sacrosanto di progettazione web che impone di non realizzare pagine inutili per l’utente? Inoltre una pagina simile è un suicidio lato seo.

Parliamoci chiaro si tratta di un sito che deve posizionarsi in tutto il mondo!

Visualizzo il codice e noto l’uso di html 4.01. Per carità lecito, lo dice pure la Legge sull’accessibilità, ma mi sarei aspettato almeno un Xhtml, via.

Guardo meglio e nella home non c’è una sola riga di testo: nulla! Se lo spider ci passa che mai troverà? E poi mi si perdoni esiste o non esiste deconcept (et similia) per eliminare quella fastidiosa cornice che si crea attorno alle animazioni Flash?

Passo al sito vero e proprio, cliccando nuovamente su skip. Ennesima intro in Flash condita da un benvenuto in varie lingue. Skip!!!

Ci sono, al termine di un complicato gioco di scatole cinesi, eccomi al sito di Italia.it!

 

image002

Flash anche in questa sezione. Selezionando un’area verde di quell’Italia stilizzata viene visualizzato un layer che scorre (ma a che scopo?) con la descrizione della Regione corrispondente.

Flash utilizzato su Italia.it

La cosa divertente è che la descrizione si amplia di parola in parola. Servono almeno 30 secondi per visualizzarla tutta! Muovo inavvertitamente il mouse fuori dal layer di qualche millimetro ed ecco che questo sparisce e devo sorbirmi nuovamente la comparsa di ogni parola! E poi la luce: un invitante freccia rossa che permette di visitare le sezione delle più ambite mete turistiche italiane.

Raggiungo la mia amata/odiata città: Venezia.

Ennesimo header in Flash (identico in tutte le sezioni delle città) con accostamento cromatico azzardato: rettangolo ipercolorato, quadrato in bianco e nero.

Clicco allora su “cartina interattiva” e con grande sorpresa mi trovo di fronte ad un “service unavailbale” del valore stimato, signore e signori, di 50 mila euro. Via, dobbiamo essere clementi: lo è solo temporaneamente!

Errori a ripetizione nel sito Italia.it

Tralascio altre disavventure di poco conto e la crescente dissonanza cognitiva causata dalla criticabile disposizione delle informazioni…

A questo punto un po’ di seo: amanti del mod rewrite a me!

Ecco un tipico url di Italia.it: http://www.italia.it/wps/portal/!ut/p/kcxml/04
_Sj9SPykssy0xPLMnMz0vM0Y_QjzKLN4j3MgLJgFjGpvqRqCKOcAFfj
_zcVP0goESkOVDE0MdMPyonNT0xuVI_WN9bP0C IDc0otzb0REAnAYWzg!!/
delta/base64xml/L0lJSk03dWlDU1lBIS9JTGpBQU15
QUJFUkVSRUlrLzRGR2dkWW5LSjBGUm9YZnJDRUEhLzdfMF8xTDYvMQ!!?PC_7
_0_1L6_WCM_CONTEXT=/wps/wcm/connect/Portale+del+Turismo
/homepage/Organizza+il+tuo+viaggio/&country=NotDef
.

Non male! Credo che i motori apprezzeranno!

Decido di congratularmi personalmente con chi ha creato il sito e clicco in basso su “Chi siamo”.

Ecco che ottengo: “L\x{2019}iniziativa del portale nazionale del turismo Italia.it nasce nell\x{2019}ambito del più ampio programma \x{201C}Scegli Italia\x{201D} lanciato dal Comitato dei Ministri per la Società dell\x{2019}Informazione e previsto dall\x{2019}art. 12 della legge 80/2005 con l\x{2019}obiettivo di promuovere e valorizzare anche sulla rete internet l\x{2019}offerta turistica italiana sotto i diversi profili culturali, ambientali, enogastronomici e del made in Italy. Italia.it è una realizzazione della Presidenza del Consiglio – Dipartimento per l\x{2019}Innovazione e le Tecnologie supportato a tal fine dalla società Innovazione Italia del Gruppo Sviluppo Italia. Per informazioni: Raggruppamento temporaneo di Impresa: IBM S.p.A. ITS S.p.A. Tiscover Innovazione Italia”

Un piccolo errore: del codice che, a mio modesto avviso, non andava pubblicato…

Infine decido di provare a validare qualche sezione: ovviamente non tutte le pagine sono valide. Il campione statistico non è rilevante.

Noto essenzialmente errori di ampersand: qualcosa deve anche essere stato fatto, ma non può essere considerato sufficiente.

Ci osserva tutto il mondo: il codice deve essere pulito! Siamo o non siamo “il paese della qualità”?

Sono esausto: aiutatemi voi a trovare altri errori!

Devo però spendere due parole sul discorso accessibilità. Vedo che esiste una sezione apposita nel portale.

Mi chiedo però come si possa avere il coraggio di trattare tale argomento in un sito realizzato al 90% in Flash e, soprattutto, con un codice di qualità così scadente?

Mi riservo, peraltro, di rileggermi il testo della Legge Stanca (tu quoque) sul tema accessibilità. Trattandosi di un sito creato dalla Pubblica Amministrazione non dovrebbe essere fruibile anche dagli utenti svantaggiati?

Ad ogni modo per esercizio prendete il tool Web XACT (analizzatore di accessibilità) e fate un check di una pagina qualsiasi che non sia la home (che ve lo anticipo: presenta molti warning ed errori): non è possibile, il tool si impalla! Temo sia la lunghezza degli url…

Per concludere non posso che congratularmi con chi ha progettato, ideato e realizzato questo progetto: sono fiero di appartenere, come voi, al paese della qualità!

2 commenti all'articolo “Italia.it: una vergogna tutta italiana”

  1. 6 Aprile 2015 alle 03:01

    Ciao,
    mi ricordo di questo articolo su Marketing Routes che seguivo con molto piacere..
    Ricordo pure le proteste e critiche per il sito italia.it, a quanto pare uno dei siti più costosi di tutti i tempi.. Di sicuro i “creatori” hanno saputo vendere il loro lavoro a peso d’oro.. avranno lavorato ad una tariffa da almeno 3000 euro l’ora.. non credi? :P

    Un sito che avrebbe aver dovuto aver dietro un’infrastruttura da panico, che era quasi sempre irraggiungibile, vuoi per l’eccesso di traffico, vuoi per i vari errori che c’erano dietro.. Onestamente il logo seppur semplice, non mi dispiaceva nemmeno.. però il resto era orribile.. per non parlare poi dell’oscuramento dopo poco tempo dalla pubblicazione..

    In quel tempo abitavo a Roma e lavoravo come web designer in una società che sviluppava un CMS o WCM (come piaceva chiamarlo a loro) che rivendeva a grandi aziende e sfruttava concorsi e bandi vari per accapparrarsi ingenti “BONUS” (all’epoca noi ignari dipendenti non sapevamo nulla) e ricordo che il titolare, si vantava che fossero dei loro amici ad aver fatto il sito.. e non dico cosa dicevano su questi “GENI” dell’informatica e commerciali.. ( considera poi che da un giorno all’altro ci presentiamo in ufficio dopo una settimana di ferie festive, e troviamo l’ufficio completamente vuoto.. e nessuno sapeva nulla.. 20 persone di fronto all’ingresso incredulo dell’accaduto.. giusto per farti capire che tipo di gente era questa..) sicuramente di tutti quei milioni, una buona parte sarà andata in mazzette.. infondo li lavorano spesso in questo modo.

    Allo stato attuale però vedo che il famigerato portale italia.it è stato completamente rifatto.. Anche graficamente non è malvagio e per lo meno è stato realizzato in maniera più che soddisfacente.. Con codice apparentemente corretto ( a prima svista eh? :P )
    Qual’è la società che lo ha realizzato stavolta? E quanti milioni hanno preso questi? :D

    Che ne pensi ora?

    Ciao
    Roberto

    • 6 Aprile 2015 alle 13:06

      Ciao Roberto :)
      Se devo dire la verità dopo il primo Italia.it non sono andato oltre.
      Avevo comunque già visto l’ultima versione, l’ho rivista oggi e dico che mi sembra più equilibrato.
      Però è molto povero, se vai a vedere le schede di una regione/città, piazzare tutto su quattro tab in croce, con testi pure senza una adeguata interlinea e spaziatura a me onestamente sembra riduttivo, quando in Italia si può scrivere un libro su di un piccolo borgo abitato da 100 persone. Non trovo cenni sulla viabilità, i mezzi pubblici, sul come spostarsi in Italia. Non ho idea della quantità di visitatori che abbia il sito, quello che è certo che vista la quantità di lingue e il numero di pagine credo che, arbitrariamente, se è stato pagato oltre i 100/200k è comunque troppo.
      Ho poi effettuato un check con woorank e mi continua a restituire un 404 se inserisco il suo url, non so il perché.
      Ho riprovato con un altro tool che, francamente, non conoscevo, seositecheckup.com, e mi restituisce un 65%: mancano le meta keywords, utili per un sito del genere quali snippet dei risultati di ricerca in Google, il code/text ratio è del 2.3%, piuttosto basso, il tool riporta 123 broken link che non mi spiego, aggiunge un /it/ oltre a quello presente, ne viene fuori un /it/it/ per ogni pagina, magari sbaglia il tool, ma investigherei fossi chi ha realizzato il sito. Su 36 immagini, 35 sono senza ALT, questa sì è cosa grave, vista l’importanza che le immagini possono avere in un sito che tratta dell’Italia, senza un ALT vengono del tutto ignorate da Google.
      Insomma un passo avanti, ma siamo ben lontani da avere in mano un prodotto efficace per “vendere” l’Italia all’estero, posso dirlo a buon diritto in quanto l’ho finanziato anche io, con le mie tasse! :)

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