La SEO Long Tail

Pubblicato il 16 Maggio 2007
Autore:
L'articolo tratta di Seo .

long_tail.jpgSpesso i Seo si affannano allo scopo di risultare ai primi posti per serp sostanzialmente impossibili da scalare, almeno nel breve periodo. Tentare, ad esempio, di posizionare, in poco tempo, pagine per la chiave “hotel + nome città” è un’operazione quasi sicuramente destinata al fallimento, anche disponendo di un budget piuttosto elevato.

In effetti, concentrarsi solo su chiavi molto competitive può non rappresentare la migliore strategia di posizionamento praticabile o l’unica, se non altro. Da tempo si discute, infatti, dell’importanza e del rendimento delle cosiddette chiavi minori, di nicchia per intenderci, che, se in gran numero, garantiscono comunque un numero elevato di visitatori a costi decisamente inferiori.

A questo riguardo, disponendo di un sito già avviato, un’attività molto redditizia è l’analisi della propria Long Tail. Il termine è stato coniato per la prima volta da Chris Anderson, se non erro nelle pagine di Wired. È un concetto di Marketing, non strettamente correlato al Seo.

Per dirla in maniera semplice, si presuppone che la somma dei ricavi generati dai prodotti di nicchia sia non molto distante dai profitti ottenibili dalla vendita, in quantità, di uno o più prodotti.

Per il web l’enunciato potrebbe essere così modificato: la somma degli utenti provenienti dai motori di ricerca tramite chiavi minori può essere quasi equivalente al numero degli stessi ottenibile dalle chiavi primarie.

Seo Long Tail

Effettuare l’analisi della propria Long Tail è piuttosto semplice: è sufficiente controllare le statistiche e individuare quelle chiavi che portano un numero ridotto di visitatori. Ovviamente sommando i loro rendimenti si può ottenere il dato che più interessa: il numero di utenti della vostra Long Tail (l’area gialla del grafico). Determinate le chiavi più efficaci (quasi certamente escludendo quelle che portano un solo visitatore all’anno) sarà poi possibile pubblicare nuovi contenuti legati ai temi individuati.

Alcuni suggerimenti per migliorare la propria Long Tail

Vi sono numerose attività che vi possono permettere di migliorare la vostra Long Tail, analizziamone alcune:

  • utilizzare più combinazioni di chiavi di ricerca attraverso l’individuazione di termini correlati. Lo scopo di questa attività è quello di creare uno spread di termini che potrebbero essere ricercati dagli utenti (utile allo scopo anche il dizionario dei sinonimi). Ricordo che, per le chiavi minori (quindi con meno ricorrenze nelle serp), non è necessaria una keyword density molto elevata e, pertanto, anche un solo termine per pagina può, generalmente, essere sufficiente;
  • privilegiare l’utilizzo di chiavi composte. L’utilizzo di combinazioni del tipo “termine principale + termine di nicchia” comporta due indubbi vantaggi: si compete in serp meno complesse rispetto a quelle derivabili dal posizionamento per il solo termine principale e si acquisisce un metodo per ottenere una fonte quasi inesauribile di chiavi di ricerca; Attenzione, tuttavia, a non creare pattern di pagine web contrari alle politiche dei motori di ricerca (un classico esempio è quello relativo a “termine + città”), cosa che, se mal gestita, può portare a penalizzazioni e ban;
  • individuare temi correlati allo scopo di determinare nuove categorie di chiavi di ricerca; spesso ci si fossilizza su di un tema senza considerare che vi sono argomenti affini che possono comunque risultare intimamente legati ai contenuti del nostro sito. Per fare un esempio piuttosto banale, dovendo posizionare una pagina per “mele” può essere utile considerare anche i termini (o temi) “frutta”, “macedonia”, e, ancora, “frutteto” o, perché no, “buccia”;
  • utilizzare anche chiavi con mispelling (errori di battitura). Il web è un mondo frenetico, è facile digitare erroneamente un carattere al posto di un altro, pertanto, può essere molto utile creare pagine ottimizzate per chiavi che rappresentano, anche per la vostra Long Tail, gli errori di battitura più comuni;
  • creare una mappa delle pagine che compongono la vostra Long Tail. Spesso le pagine della “coda” vengono escluse dalla mappa del sito per non creare dissonanza nell’utente, trattando queste, spesso, anche temi che si distanziano notevolmente da quello principale. Ma per i motori di ricerca una mappa è sempre di fondamentale importanza e pertanto sembra utile crearne una aggiuntiva per la sola Long Tail;
  • scrivere sempre e comunque contenuti di qualità. Ottimizzare per la Long Tail è un’operazione lunga e onerosa, ma non pensate di cavarvela creando centinaia e centinaia di pagine con testo quasi identico e con contenuti scadenti: otterrete una duplice punizione, da una parte l’assenza di conversioni (l’utente non trovando testi utili abbandonerà immediatamente il sito), dall’altra possibili penalizzazioni e ban da parte dei motori di ricerca;
  • mantenete l’identità tra le pagine della vostra Long Tail e il vostro sito. Questa pratica permette all’utente di individuare immediatamente dove si trova e, con un clic, arrivare a capire quale sia il tema principale trattato.

long_tail_ranked.gif

A questo punto, prima di terminare l’articolo, mi approprio di un’idea di Jacopo Gonzales che ha recentemente rivelato la sua Long Tail in Marketing Routes: non solo pubblico la mia modesta “Coda Lunga” (Ranked.it è online da pochi mesi, non ridete, per cortesia!), ma invito altri tre blogger a fare altrettanto.

King Hack, Fra e Nelli, forza, fateci vedere la vostra Long Tail!
E, ovviamente, girate l’invito ad altri blogger.

10 commenti all'articolo “La SEO Long Tail”

  1. 30 Maggio 2007 alle 09:09

    E’ stato un singolo caso o c’è stato più di un utente a cercare “google mi sento paranoico”?
    In serp, ranked è quarto con:
    Privacy, Google e la Ricerca Personalizzata

    Più che una ricerca sembra un pensiero, uno sfogo, una confessione ad un amico… vi siete mai divertiti con ricerche di questo genere?

  2. 28 Luglio 2007 alle 09:50

    E’interessantissimo questo articolo! Proverò a fare la mia personale long tail!

  3. 26 Novembre 2007 alle 11:51

    A me sembra inutile cercare di posizionarsi nella Long Tail, perchè i suoi benefici dipendono solo dalla somma di TUTTE le singole chiavi a basso traffico e non è pensabile posizionarcisi per tutte!

  4. 29 Novembre 2007 alle 13:24

    Vi segnalo un articolo sulla INUTILITà del lavoro di posizionamento per le chiavi della Long Tail. Molto interessante

  5. 8 Aprile 2008 alle 13:21

    Oltre al discorso del “numero di accessi” ritengo, sulla base di dati empirici, che gli accessi dalle chiavi minori o composte siano destinate a un miglior successo in termini di permanenza e di n. di pagine visitate dall’utente. In qualche modo sembra infatti che l’utente con le idee più precise sia più intereessato ad approfondire un argomento…
    voi che dite?

  6. 2 Ottobre 2008 alle 10:51

    Molti sottovalutano l’importanza della long tail e sbagliano di grosso. Con un approccio mirato agli accessi e non alla keyword si possono ottenere risultati strabilianti. Il problema è farlo capire ai clienti. Molti sono convinti che una key possa generare tutto il traffico necessario verso il sito ma non è sempre così. La long tail va benissimo come concetto ma ha anche i suoi difetti, tipo “traffico non targhettizzato” che non genera conversioni. Se al cliente bastano gli accessi la long tail è perfetta, se gli servono conversioni le cose si complicano un po…

Scrivi il tuo commento