Google+, la mia opinione

Pubblicato il 11 Agosto 2011
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L'articolo tratta di Google, Social .

Trascorso più di un mese dal primo utilizzo di Google+ sento di dover dire la mia su questo nuovo strumento social.

Google+ la mia opinionePartiamo da un presupposto, si può fare del web di successo in due modi: realizzando qualcosa di realmente innovativo o migliorando considerevolmente qualcosa che già esiste. Google molto spesso ha raggiunto il primo obiettivo, in certe circostanze il secondo. Altre volte ha semplicemente inglobato un ottimo prodotto e ci ha sviluppato sopra delle migliorie, è il caso di Urchin, divenuto poi Google Analytics.
In alcune occasioni, tuttavia, l’azienda di Mountain View non ha raggiunto alcuno dei due obiettivi ed ha fallito: pensate a Buzz, ad esempio, o a Google Answer.

Pertanto l’unica domanda che ci si può porre è la seguente: Google+, pur ancora in fase di sviluppo, può essere, in potenza, il miglior strumento social a disposizione degli utenti?
Ovviamente solo il tempo potrà rispondere a tale quesito, da parte mia posso però dire di nutrire qualche dubbio al riguardo.

Analizziamo alcune delle caratteristiche negative di Google+, almeno a mio modo di vedere:

  • L’impiego eccessivo di Ajax: si tratta di una tecnologia molto efficace se utilizzata in alcuni frangenti, di impatto negativo se, appunto, se ne abusa. [1]
    Nella fattispecie, utilizzando computer non troppo recenti, ho notato rallentamenti e, talvolta, tempi di risposta piuttosto carenti da parte dell’interfaccia.
  • Alcuni bug se si visualizza il social con dispositivi non propriamente standard: con il mio piccolo portatile da 11 pollici (dotato comunque di risoluzione HD) quando accedo al pannello delle cerchie non riesco a visualizzare correttamente tutta la pagina e sono costretto ad agire sulle barre di scorrimento più volte (probabilmente perché ho impostato lo zoom del browser oltre il 100%, pratica, tuttavia, piuttosto comune quando lo schermo del notebook è di modeste dimensioni). A volte ho notato che la pagina si allarga oltre le dimensioni dello schermo e sono costretto ad agire sulla barra di scorrimento orizzontale.
  • Il meccanismo di aggregazione delle cerchie: trovo un po’ scomodo il drag and drop, anche se può essere effettuato selezionando più utenti. Lo trovo oltremodo scomodo se uso il pad del notebook. Insomma, credo si potesse creare una interfaccia più efficace.
  • L'”integrazione spinta” con tutti gli altri strumenti di Google (Blogger, Gmail, Android, ecc.): il “vouyerismo” di Google trova in G+ la sua massima espressione. Me ne sono accorto al primo utilizzo, quando mi è stato richiesto se volevo invitare ad iscriversi nel social il mio medico della mutua che ha oltre 65 anni, non usa internet e non ha sottoscritto alcun servizio di Google. Ovviamente il suo nominativo si trova nella mia rubrica telefonica Android, che è stata inglobata in Gmail, a cui G+ ha libero accesso. Premesso che ho sottoscritto un contratto con Google all’apertura dell’account che, evidentemente, prevede tali pratiche, mi sembrerebbe comunque corretto un approccio meno invasivo: se un utente nella mia rubrica telefonica non ha sottoscritto servizi google non dovrebbe comparire nel calderone! Alcuni amici hanno ritrovato nel sistema contenuti, dati personali o meno utilizzati in qualsiasi altro servizio di Google. Dal mio punto di vista sarebbe necessario razionalizzare l’uso e le possibili triangolazioni di tutte queste informazioni forse addirittura a monte, tramite l’account di Google.

Analizziamo gli aspetti positivi:

  • Le cerchie e il nuovo modello di stato: funzionalità di certo interessante, certamente innovativa è l’idea di poter visualizzare il flusso di stato specifico per ciascuna cerchia. [2]
  • Applicazione Android: l’applicazione Android di Google+ è decisamente ben fatta, decisamente superiore a quella di Facebook.
  • L'”integrazione spinta”: per alcuni è un pregio poter condividere tutti i dati delle applicazioni di Google (NdR: aggiunta successiva alla prima pubblicazione dell’articolo dopo avere discusso dell’argomento con alcuni amici).

Veniamo poi alla tesi sostenuta da molti e cioè che G+ sia una infrastruttura più per web addicted che per utenti medi, laddove, invece, Facebook rappresenti un semplice strumento di svago (un po’ come avveniva nei vecchi forum, dove vi erano aree tecniche e un’area off topic dove si discuteva del più o del meno): che posso dire, fino a qualche settimana fa la pensavo anche io così, comincio però a ricredermi. Gli iscritti sono aumentati esponenzialmente e mi chiedo, sinceramente, se Google sia disposta a creare uno strumento per soli web addicted.

La mia conclusione, pertanto, è la seguente: ritengo che, ad oggi, l’utente medio, già dotato di account Facebook, possa anche iscriversi a Google+ ma che non abbia alcun vantaggio ad abbandonare il primo per quest’ultimo; ovviamente considero improbabile che l’utente medio sia disposto ad utilizzare due social.

[1] Del resto lo stesso cavallo di battaglia di Google, la ricerca, a mio modesto avviso ne abusa. Uno dei motivi per cui il motore di ricerca ha avuto successo è stata proprio la semplicità, l’essere asettico, essenziale. Ora, invece, sono presenti le anteprime dei siti (a che servono? a chi servono?), i risultati, il Google Instant, suggerimenti, auto completamento. Funzionalità, insomma, non utili a tutti o, perlomeno, non essenziali e che determinano un aumento considerevole del peso delle pagine. La banda a disposizione di ciascun utente, almeno in Italia, è rimasta invariata (anzi, forse si è pure ridotta), pertanto io, fosse possibile, vorrei poter attivare una opzione che mi permettesse di riutilizzare il motore di ricerca classico (se già esiste tale possibilità fatemelo sapere!).
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[2] Se ci pensate è simile al principio dell’opt in – opt out per le email. Nel caso di Facebook chiunque può chiederti l’amicizia ma tu puoi rifiutare. Nel caso di Google+, invece, chiunque ti può includere nella sua cerchia e, solo successivamente, puoi impedire che costui legga il tuo stato. Apparentemente sembra un dettaglio di poco conto, ma, ve l’assicuro, non è così.
Ho trovato, peraltro, molto stimolante, a livello sociologico, il cosiddetto “accerchiamento selvaggio”; ogni giorno migliaia di persone inglobano nelle loro cerchie altre migliaia di utenti del tutto sconosciuti (io, nel mio piccolo, ricevo tra le 5 e le 10 notifiche giornaliere). Eppure con Facebook succede molto di rado che uno sconosciuto mi chieda l’amicizia! Ma è proprio l’assenza di una barriera (la possibilità di rifiutare in anticipo l’amicizia) che rende le persone smaniose di includerti nella loro cerchia. È un po’ come quando qualcuno regala qualcosa, il fatto che un prodotto sia gratuito accresce in quasi tutti gli individui il bisogno di possesso dello stesso. Che posso dire, a me non succede e, sinceramente, non capisco che utilità vi sia nel leggere i fatti di 5000 utenti sconosciuti (sì, 5000 è il limite imposto da Google!).
Il buon Enrico Altavilla mi ha segnalato un grossolano errore che ho commesso nel descrivere, troppo superficialmente, il funzionamento delle cerchie. In realtà chi ti invita nella sua cerchia non può visualizzare il tuo stato senza il tuo assenso e il tuo reciproco inserimento nella tua cerchia, la guida di G+ recita quanto segue: “Quando qualcuno ti aggiunge a una cerchia, ciò non gli darà un accesso ulteriore alle informazioni del tuo profilo. Tuttavia, potrebbe essere più semplice per tale persona intraprendere azioni che generano notifiche indirizzate a te, ad esempio commentando i tuoi post o condividendo contenuti direttamente con te”.
Io, lo dico con la massima onestà intellettuale, trovo tale sistema poco comprensibile, preferisco la gestione del consenso di Facebook, mia personale opinione, sia chiaro. V’è da dire, tuttavia, che la Privacy viene rispettata in questo frangente.
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Un commento all'articolo “Google+, la mia opinione”

  1. 5 Dicembre 2011 @ 16:55

    La mia opinione è che non avevamo affatto bisogno di un ennesimo social network!!!
    Chiara

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