Analisi chirurgica di un Back Link

Pubblicato il 22 Luglio 2007
Autore:
L'articolo tratta di Google, Seo .

Analisi chirurgica di un BL

Nella perpetua caccia al Back link credo si debbano tenere presenti alcuni principi fondamentali che permettano di stabilire se una fonte è buona o meno. Lo scopo è quello di non sprecare del tempo prezioso nella ricerca di link che non garantiscono alcun valore aggiunto al nostro sito web.

A mio avviso un BL comunica a Google tre distinte informazioni sul nostro sito:

  • autorevolezza (PR)
  • affidabilità (TR)
  • significato

L’ultimo credo sia il parametro più importante per il motore di ricerca.

Un esempio può chiarire il concetto: possiedo un sito che tratta, guarda caso, di frutta, e ricevo un BL da un altro sito di frutta con anchor “banane”.

Proviamo ad ipotizzare come Google valuta questo link.

Gbot raggiunge la pagina del sito che ci linca conoscendone già i contenuti, la frutta; di conseguenza si aspetta di trovare link in uscita che siano in qualche modo collegati a questo tema. Inoltre, il sito lincante ha già un PR e un TR ben definiti, ovverosia un indice di popolarità e di affidabilità che il motore utilizza per posizionare le sue pagine nelle Serp.

Arrivato sul link che porta al nostro sito, decide di seguirlo ed arriva alla nostra pagina.

Nel passaggio trasferisce delle informazioni; il ragionamento alla base è il seguente: il sito a monte ha per Google un valore pari ad x, questo linca il sito a valle con un anchor a tema. Google presume pertanto che l’autore del sito a monte trovi rilevante il sito a cui ha assegnato il link: quest’ultimo deve trattare, per forza di cose, dello stesso argomento, la frutta.

Il BL, insomma, ha apportato al nostro sito un triplice vantaggio: gli ha assegnato della rilevanza grazie al passaggio del PR, dell’autorevolezza grazie al passaggio di TR e, soprattutto, ha sancito che tratta di un argomento correlato a quello del sito a monte.

Per dirla alla maniera dei semiotici e di chi si occupa di linguistica: i BL attribuiscono significato al nostro significante-sito, che come un contenitore vuoto si vede riempire di significato e valenza.

Di conseguenza condivido in pieno la tesi di coloro che sostengono che sia decisamente più proficuo tentare di ottenere BL mirati e a tema. Condanno senza appello, però, coloro che trasformano questa pratica in integralismo.
Anche un collegamento non a tema, a mio modesto avviso, può essere utile al nostro sito!

Se una pagina web riceve un BL da un sito non a tema ad elevato PR e TR, riceve comunque dei benefici in termini di PageRank e di TrustRank. Ovviamente a livello di significato il beneficio sarà nullo: Google, conclusa l’analisi, avrà individuato che le due fonti trattano di temi distinti.

Insomma, in ogni caso il link (se non proveniente da fonti ritenute “indegne” da Google) è sempre utile.

Forse in futuro la discrepanza di “significato”, considerata nell’ultimo esempio, potrebbe rappresentare una delle armi di Google per combattere i BL non spontanei: in effetti un sito che tratta di macchine agricole, per esempio, non dovrebbe avere alcun legame con uno che tratta di prenotazioni alberghiere e quindi nemmeno dei collegamenti.

Questo articolo è stato scritto dal mio amico Marek Dimitrovic.

5 commenti all'articolo “Analisi chirurgica di un Back Link”

  1. 22 Luglio 2007 alle 23:24

    Chiunque svolga per davvero lavori da SEO sa che è vero quanto affermi, e cioè che anche un link da sito in trust ha la sua utilità. Complimenti, articolo chiaro e impeccabile

  2. 28 Luglio 2007 alle 09:53

    Vero! Ogni BL ha la sua utilità!

  3. 30 Luglio 2007 alle 15:33

    Ciao Enrico.

    Bell’articolo, chiaro e puntuale…. mi spiace questo movimento di GG verso l’estremizzazione del concetto di BL perchè taglierebbe una delle possibilità di internet di diffondere link from palo to frasca! Poco utile ma comunque valido per l’espansione della rete!

    Buone vacanze!

    Paolo

  4. 13 Agosto 2007 alle 18:49

    Ciao Enrico stavo per farti i complimenti per il post meravigliandomi per le tue conoscenze di semiotica ma leggo che non l’hai scritto tu..
    se fosse un po’ più lungo penserei che l’ha scritto dimino!

    cmq chiunque l’abbia scritto, mi piace.

  5. 25 Novembre 2007 alle 13:52

    Interessante articolo. Mi ha dato spunti di riflessione.

Scrivi il tuo commento