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	<title>Commenti a: I nuovi orizzonti della pubblicità on line</title>
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	<description>SEO e Web Marketing</description>
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		<title>Di: Danilo</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-484</link>
		<dc:creator>Danilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 10:56:52 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo che i piccoli portali iper-specializzati e con un pubblico realmente verticalizzato possano essere totalmente &quot;destituiti&quot; dai grandi nomi della rete fondamentalmente generalisti e massivi. Sarebbe come ritornare alle logiche televisive o dei mass media in generale, la forza del web è diametralmente opposta, in quanto permette il libero aggregarsi degli utenti attorno a temi autonomamente prescelti e quindi non imposti. Questo darà alle aziende avvedute la possibilità di concentrare i propri sforzi pubblicitari verso target ben definiti sia quantitativamente che qualitativamente. Su quest&#039;ultimo punto proverei davvero a riflette..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che i piccoli portali iper-specializzati e con un pubblico realmente verticalizzato possano essere totalmente &#8220;destituiti&#8221; dai grandi nomi della rete fondamentalmente generalisti e massivi. Sarebbe come ritornare alle logiche televisive o dei mass media in generale, la forza del web è diametralmente opposta, in quanto permette il libero aggregarsi degli utenti attorno a temi autonomamente prescelti e quindi non imposti. Questo darà alle aziende avvedute la possibilità di concentrare i propri sforzi pubblicitari verso target ben definiti sia quantitativamente che qualitativamente. Su quest&#8217;ultimo punto proverei davvero a riflette..</p>
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		<title>Di: Salvatore Naso</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-480</link>
		<dc:creator>Salvatore Naso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 00:17:50 +0000</pubDate>
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		<description>Oltre alla differenza dovuta al fatto che l&#039;azienda venda caramelle oppure mercedes, credo sia importante per il publisher verificare l&#039;accessibilità e la funzionalità di un sito web pubblicizzato (se utilizza il PPA), mentre invece ciò non accade con il PPC.  

Con il PPA potrebbe essere premiata l&#039;abilità di un publisher nel riconoscere le potenzialità di un sito di e-commerce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre alla differenza dovuta al fatto che l&#8217;azienda venda caramelle oppure mercedes, credo sia importante per il publisher verificare l&#8217;accessibilità e la funzionalità di un sito web pubblicizzato (se utilizza il PPA), mentre invece ciò non accade con il PPC.  </p>
<p>Con il PPA potrebbe essere premiata l&#8217;abilità di un publisher nel riconoscere le potenzialità di un sito di e-commerce.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: quasigoal</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-449</link>
		<dc:creator>quasigoal</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 09:41:26 +0000</pubDate>
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		<description>a me il PPC o PPA non è mai piaciuto, vedo che tante aziende buttano via mucchi di euro per quasi nulla...ok, non oso pensare a quanto ancor più viene gettato tramite la pubblicità off-line 
(settore che non conosco affatto), alla quale noi delle nuove generazioni siamo oramai stra-abituati e perciò quasi insensibili (o solo io adotto il &quot;non ti curar di loro, guarda e passa&quot;?).

non può finire tutto sul PPA: confido nelle grandi potenzialità del web di essere un medium fatto di relazioni, di utenti, di libertà d&#039;accesso etc. etc. per darci nuove forme di pubblicità che siano sempre le più democratiche possibili. stiamo a vedere...io per ora accetto ben volentieri di &quot;contrastare il cost per action&quot; come consigliava l&#039;autore del post. Nel mio piccolo non uso nemmeno AdSense. :0)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>a me il PPC o PPA non è mai piaciuto, vedo che tante aziende buttano via mucchi di euro per quasi nulla&#8230;ok, non oso pensare a quanto ancor più viene gettato tramite la pubblicità off-line<br />
(settore che non conosco affatto), alla quale noi delle nuove generazioni siamo oramai stra-abituati e perciò quasi insensibili (o solo io adotto il &#8220;non ti curar di loro, guarda e passa&#8221;?).</p>
<p>non può finire tutto sul PPA: confido nelle grandi potenzialità del web di essere un medium fatto di relazioni, di utenti, di libertà d&#8217;accesso etc. etc. per darci nuove forme di pubblicità che siano sempre le più democratiche possibili. stiamo a vedere&#8230;io per ora accetto ben volentieri di &#8220;contrastare il cost per action&#8221; come consigliava l&#8217;autore del post. Nel mio piccolo non uso nemmeno AdSense. :0)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Top Ten internet marketing - Novembre 2007</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-448</link>
		<dc:creator>Top Ten internet marketing - Novembre 2007</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 09:46:03 +0000</pubDate>
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		<description>[...] 5) Torna dopo qualche mese d&#8217;assenza Marek Dimitrovic questa volta con un articolo dedicato alla pubblicità su Internet dal titolo: i nuovi orizzonti della pubblicità on line. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 5) Torna dopo qualche mese d&#8217;assenza Marek Dimitrovic questa volta con un articolo dedicato alla pubblicità su Internet dal titolo: i nuovi orizzonti della pubblicità on line. [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: mr Yak</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-446</link>
		<dc:creator>mr Yak</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 12:49:56 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo devo quotare buona parte delle riflessioni dell&#039;amico Marek, la tendenza del mercato è quella, ed il rischio per il piccolo publisher di essere fatto fuori è sempre più alto.
Non vedrei la cosa però in termini di negazione del ppa: attuato con criterio il pay per action può essere uno strumento eccezionale in termini di resa, almeno quanto il ppc.
Il punto, a mio avviso, è proprio l&#039;attuazione &quot;con criterio&quot;: una commissione del 2-3% sulla vendita di un prodotto da 300€ (es pacchetto last minute) non è un criterio ragionevole!
Purtroppo ad ora sul web siamo in una situazione in cui vengono stravolte alcune regole basilari dell&#039;economia (oltre che logiche): ad un rischio di investimento maggiore dovrebbe corrispondere un margine di guadagno maggiore, ad un rischio minore corrispondere un margine di guadagno minore.
Esattamente ciò che non accade.
 Ovviamente il problema sorge dalla disparità quasi insanabile tra investitore e publisher in termini di forza contrattuale, problema risolto in altri settori attraverso forme di cooperazione ed unione delle parti deboli. Nel web la cosa rimane un miraggio ad ora, in futuro la vedo come una strada da percorrere, prima o poi, per evitare di chiudere quasi tutti bottega perchè privi di profitti.
Si deve trovare il sistema di &quot;rinegoziare&quot; le %, trovare un equilibrio reale tra i guadagni delle parti. E&#039; un&#039;idea utopistica se non cambia un po&#039; la mentalità di fondo, ma o si fa così o si cambia mestiere, almeno nel lungo periodo.
Modestissimamente imho
Yak</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo devo quotare buona parte delle riflessioni dell&#8217;amico Marek, la tendenza del mercato è quella, ed il rischio per il piccolo publisher di essere fatto fuori è sempre più alto.<br />
Non vedrei la cosa però in termini di negazione del ppa: attuato con criterio il pay per action può essere uno strumento eccezionale in termini di resa, almeno quanto il ppc.<br />
Il punto, a mio avviso, è proprio l&#8217;attuazione &#8220;con criterio&#8221;: una commissione del 2-3% sulla vendita di un prodotto da 300€ (es pacchetto last minute) non è un criterio ragionevole!<br />
Purtroppo ad ora sul web siamo in una situazione in cui vengono stravolte alcune regole basilari dell&#8217;economia (oltre che logiche): ad un rischio di investimento maggiore dovrebbe corrispondere un margine di guadagno maggiore, ad un rischio minore corrispondere un margine di guadagno minore.<br />
Esattamente ciò che non accade.<br />
 Ovviamente il problema sorge dalla disparità quasi insanabile tra investitore e publisher in termini di forza contrattuale, problema risolto in altri settori attraverso forme di cooperazione ed unione delle parti deboli. Nel web la cosa rimane un miraggio ad ora, in futuro la vedo come una strada da percorrere, prima o poi, per evitare di chiudere quasi tutti bottega perchè privi di profitti.<br />
Si deve trovare il sistema di &#8220;rinegoziare&#8221; le %, trovare un equilibrio reale tra i guadagni delle parti. E&#8217; un&#8217;idea utopistica se non cambia un po&#8217; la mentalità di fondo, ma o si fa così o si cambia mestiere, almeno nel lungo periodo.<br />
Modestissimamente imho<br />
Yak</p>
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	<item>
		<title>Di: Marek</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-440</link>
		<dc:creator>Marek</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 18:20:48 +0000</pubDate>
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		<description>@ferdi: questo è un discorso giusto da parte del publisher, è un&#039;ottima cosa fare un mix dei vari PP... il porblema è vedere in futuro come i grandi colossi dell&#039;adv spingeranno al cosa... non credo che convenga neanche a loro, ma se dovessero tutti puntare sul ppa sarebbe la fine di gran parte del nanopublishing..

@Nelli: il fatto è che ora siamo in un mercato ancora maturo.. un domani anche l&#039;ortofrutta sotto casa potrebbe pretendere il PPA... solo che potendolo garantire in pochi, ecco che fatturerano adv soltanto i portali/siti più grandi ed affermati... diciamo che il mio è una articolo a salvaguardia dei piccoli publisher, che sono spesso una grande risorsa per la libertà del web (libertà che a mio avviso col PPA diminuirebbe un bel po&#039;, oltre a favorire troppo l&#039;investitore..)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ferdi: questo è un discorso giusto da parte del publisher, è un&#8217;ottima cosa fare un mix dei vari PP&#8230; il porblema è vedere in futuro come i grandi colossi dell&#8217;adv spingeranno al cosa&#8230; non credo che convenga neanche a loro, ma se dovessero tutti puntare sul ppa sarebbe la fine di gran parte del nanopublishing..</p>
<p>@Nelli: il fatto è che ora siamo in un mercato ancora maturo.. un domani anche l&#8217;ortofrutta sotto casa potrebbe pretendere il PPA&#8230; solo che potendolo garantire in pochi, ecco che fatturerano adv soltanto i portali/siti più grandi ed affermati&#8230; diciamo che il mio è una articolo a salvaguardia dei piccoli publisher, che sono spesso una grande risorsa per la libertà del web (libertà che a mio avviso col PPA diminuirebbe un bel po&#8217;, oltre a favorire troppo l&#8217;investitore..)</p>
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	<item>
		<title>Di: nelli</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-439</link>
		<dc:creator>nelli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 16:37:02 +0000</pubDate>
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		<description>tu suggerisci di non supportare il cost per action?

beh ammesso che si possa contrastare la tendenza in atto (ho scritto oggi un post su wmtools dove riportavo i dati dell&#039;adv online: il 50% dei modelli si basa su performance) penso che comunque per i piccoli la soluzione sia quella di specializzarsi.

lo vedo nel mio contesto. il portale in cui lavoro è ridicolo come numeri rispetto ai portali nazionali, ma molte società amano mettere insieme realtà piccole molto forti localmente (o di nicchia) e fare numero perchè sanno che certi siti magari meno forti raggiungono quegli utenti che sfuggono i siti più famosi. 

comunque ti posso anche &quot;rassicurare&quot; che molte aziende che investono non hanno ancora padronanza di tutto questo e si limitano a chiedere &quot;spazi&quot; pubblicitari riportando ai parametri di misura della carta stampata.

cmq interessante articolo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tu suggerisci di non supportare il cost per action?</p>
<p>beh ammesso che si possa contrastare la tendenza in atto (ho scritto oggi un post su wmtools dove riportavo i dati dell&#8217;adv online: il 50% dei modelli si basa su performance) penso che comunque per i piccoli la soluzione sia quella di specializzarsi.</p>
<p>lo vedo nel mio contesto. il portale in cui lavoro è ridicolo come numeri rispetto ai portali nazionali, ma molte società amano mettere insieme realtà piccole molto forti localmente (o di nicchia) e fare numero perchè sanno che certi siti magari meno forti raggiungono quegli utenti che sfuggono i siti più famosi. </p>
<p>comunque ti posso anche &#8220;rassicurare&#8221; che molte aziende che investono non hanno ancora padronanza di tutto questo e si limitano a chiedere &#8220;spazi&#8221; pubblicitari riportando ai parametri di misura della carta stampata.</p>
<p>cmq interessante articolo!</p>
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	<item>
		<title>Di: ferdi</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/i-nuovi-orizzonti-della-pubblicita-on-line/#comment-438</link>
		<dc:creator>ferdi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 12:19:19 +0000</pubDate>
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		<description>credo che la soluzione ideale sia un PPI o PPC mixato con un PPA. In pratica si pagano le impression o i click, magari anche poco, e se da queste ne deriva una action si ottiene la relativa commissione.
Il solo PPA di fatto permette alle aziende di fare branding a costo zero.
Per esperienza devo aggiungere che a volte ci sono dei PPA che rendono meglio dei PPC, specialmente se il sito è molto specifico.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo che la soluzione ideale sia un PPI o PPC mixato con un PPA. In pratica si pagano le impression o i click, magari anche poco, e se da queste ne deriva una action si ottiene la relativa commissione.<br />
Il solo PPA di fatto permette alle aziende di fare branding a costo zero.<br />
Per esperienza devo aggiungere che a volte ci sono dei PPA che rendono meglio dei PPC, specialmente se il sito è molto specifico.</p>
]]></content:encoded>
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