<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ranked.it &#187; Web</title>
	<atom:link href="http://www.ranked.it/category/web/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ranked.it</link>
	<description>SEO e Web Marketing</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Aug 2010 15:55:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Errori comuni nella progettazione di siti turistici &#8211; Addendum</title>
		<link>http://www.ranked.it/web/errori-comuni-nella-progettazione-di-siti-turistici-addendum/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web/errori-comuni-nella-progettazione-di-siti-turistici-addendum/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[TURISMO: ANCORA IN CALO A MAGGIO LE PRESENZE ALBERGHIERE (-1,4%) BOCCA: &#8220;UNA SITUAZIONE CHE COMINCIA A PREOCCUPARE SOPRATTUTTO IN VISTA DELL’ESTATE&#8221; Dal sito di Federalberghi Nell&#8217;articolo precedente ho analizzato a livello tecnico alcuni siti turistici e ho determinato che, spesso, contengono errori di progettazione, talvolta pure grossolani. Mi sono spinto oltre e, complice la ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>TURISMO: <strong>ANCORA IN CALO</strong> A MAGGIO LE PRESENZE ALBERGHIERE (-1,4%) BOCCA: &#8220;UNA SITUAZIONE CHE COMINCIA A PREOCCUPARE SOPRATTUTTO IN VISTA DELL’ESTATE&#8221;<br />
</em><strong>Dal sito di </strong><a href="http://www.federalberghi.it/notizia1.asp?id=6208"><strong>Federalberghi</strong></a></p>
<p>Nell&#8217;articolo precedente ho analizzato a livello tecnico alcuni siti turistici e ho determinato che, spesso, contengono errori di progettazione, talvolta pure grossolani.</p>
<p>Mi sono spinto oltre e, complice la ricerca reale di un luogo di villeggiatura, ho potuto analizzare anche ciò che sta dietro ad un sito ossia il servizio che viene offerto all&#8217;utente qualora effettui una richiesta da web.</p>
<p><img class="flotta" title="errori-turismo" src="http://www.ranked.it/wp-content/uploads/2010/08/errori-turismo.jpg" alt="" width="312" height="214" />Partiamo da un presupposto: l&#8217;utente medio ha poco tempo a disposizione, non ha voglia di telefonare, nè di impegnarsi.  Questo vale sia nel il turismo che in tutti gli altri settori. Proprio per questo motivo l&#8217;e-mail rappresenta l&#8217;elemento cardine della comunicazione tra utente e gestore del sito web: è veloce, è semplice, è impersonale e consente di inviare solo i dati personali strettamente necessari (o perlomeno quelli ritenuti tali dall&#8217;utente).<br />
Ebbene alcune struttura ricettive che ho intervistato sostengono di non considerare più di tanto le richieste via e-mail poiché, a loro dire, in linea di massima, si tratta quasi sempre (sottolineo il quasi) di &#8220;perdite di tempo&#8221;. Il concetto è questo se un utente è realmente interessato telefona alla struttura ricettiva, non invia una e-mail. Personalmente, quando ho scritto per posta elettronica, ero fortemente interessato a trovare un alloggio. Ma potrei essere l&#8217;eccezione che conferma la regola. Di conseguenza poniamo sia valida la precedente affermazione e cioè che leggere la corrispondenza da web sia una grossa perdita di tempo mi chiedo allora per quale motivo il sito dia la possibilità all&#8217;utente di scrivere email o di compilari moduli di richiesta informazioni?<br />
<strong>Sarebbe più logico imporre all&#8217;utente l&#8217;uso del telefono stilizzando un adeguato css.</strong></p>
<p>Per farla breve ho scritto ad una ventina di strutture tra <a href="http://maps.google.it/maps?q=caorle&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;hq=&amp;hnear=Caorle+VE&amp;gl=it&amp;ei=tB1gTLz7LZ260gSCiIHOBw&amp;sa=X&amp;oi=geocode_result&amp;ct=title&amp;resnum=1&amp;ved=0CCIQ8gEwAA">Caorle</a> ed <a href="http://www.comune.eraclea.ve.it/">Eraclea</a> (località balneari del Veneto) ottenendo tre risposte, <strong>solo tre risposte</strong>. <br />
Può anche darsi che chi mi ha ignorato non disponesse di alloggi però, come si dice, chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Peraltro in futuro, scottato come sono, non contatterò più tali strutture, anzi, probabilmente, nemmeno proverò a cercare una sistemazione in quello specifico luogo turistico (in pratica l&#8217;e-maleducazione dell&#8217;uno deprime l&#8217;intera località turistica, cerchiamo di ragionare nell&#8217;ottica di centinaia se non migliaia di utenti che subiscono il medesimo trattamento).</p>
<p>Veniamo ora ai portalini di prenotazione on-line: in primo luogo funzionano maluccio e per i soli alberghi. Io cercavo un appartamento e, dopo aver constatato che non ottenevo alcun risultato nel periodo che mi aggradava, ho provato a simulare ricerche per altri periodi ottenendo sempre il nulla. Altri invece mostravano sempre gli stessi risultati per qualsiasi periodo. A quel punto, leggendo tra le righe, ho intuito che non esiste prenotazione on-line ma solo una lista di villaggi vacanze/residence che sono affiliati a quello specifico portale. <br />
<strong>Ma allora spiegatemi per quale motivo, per visualizzare tale lista, io sia costretto a definire il periodo di villeggiatura?</strong> Tanto vale inserire una lista ordinata di strutture con relative e-mail (a cui poi, però, non viene data risposta).</p>
<p>La conclusione è la seguente &#8211; e non vale per il solo web turistico &#8211; pianificando la realizzazione di un sito web è necessario porre estrema attenzione ai servizi da attivare, se non si è certi di poter soddisfare chi ne fa uso meglio non realizzarli, al limite lo stesso sito web diventa perfettamente inutile se non si è grado di fornire feedback e supporto a chi, attraverso di esso, ne fa richiesta.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web/errori-comuni-nella-progettazione-di-siti-turistici-addendum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Errori comuni nella progettazione di siti turistici</title>
		<link>http://www.ranked.it/seo/siti-turismo-errori-comuni/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/seo/siti-turismo-errori-comuni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 20:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[siti turistici]]></category>
		<category><![CDATA[strutture ricettive on-line]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/?p=129</guid>
		<description><![CDATA[Il sito turistico è navigato, generalmente, da un target di utenza estremamente etereogeneo; in effetti il classico biglietto aereo o la camera d&#8217;albergo possono essere acquistati sia dall&#8217;utente esperto che da quello alle prime armi.  Non solo, anche la dotazione informatica può variare considerevolmente e quindi è possibile che il sito venga visitato da chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="errori-siti-turistici" src="http://www.ranked.it/wp-content/uploads/2010/04/errori-siti-turistici.jpg" alt="errori-siti-turistici" width="480" height="277" /></p>
<p>Il sito turistico è navigato, generalmente, da un target di utenza estremamente etereogeneo; in effetti il classico biglietto aereo o la camera d&#8217;albergo possono essere acquistati sia dall&#8217;utente esperto che da quello alle prime armi.  Non solo, anche la dotazione informatica può variare considerevolmente e quindi è possibile che il sito venga visitato da chi utilizza un vecchio pc con Windows 95 (che, magari, viene acceso un paio di volte l&#8217;anno) come pure dall&#8217;utente che naviga tramite l&#8217;ultimo modello di telefonino.</p>
<p>Di conseguenza chi disegna e sviluppa un sito turistico deve prestare la massima attenzione affinchè quest&#8217;ultimo risulti veloce, semplice da navigare, usabile e ottimizzato per i motori di ricerca.</p>
<p>Analizziamo ora alcuni degli errori che vengono commessi più comunemente nella realizzazione di un sito web turistico.</p>
<h2>Siti multilingua e traduzioni</h2>
<p>La maggioranza dei siti che si occupano di turismo possiedono versioni in lingua non del tutto soddisfacenti. L&#8217;errore comune è quello di affidare le traduzioni ad un non professionista allo scopo di ridurre i costi. Eppure l&#8217;elemento cardine di un sito, quello che fa la differenza, che permette di realizzare la conversione e cioè l&#8217;alienazione del bene o del servizio è proprio il contenuto. A mio modo di vedere preferirei risparmiare sulla grafica piuttosto che sulla correttezza terminologica e stilistica della versione in lingua del sito!</p>
<p>Per quanto dotato possa essere colui che è stato deputato alla traduzione non possiederà mai l&#8217;esperienza e la sensibilità di chi effettua traduzioni per mestiere.</p>
<p>Dirò di più, la traduzione dovrebbe essere effettuata da un madrelingua, o perlomeno una sua revisione, poiché, soprattutto per quel che riguarda le lingue anglofone, esistono migliaia di modi di dire e di costruzioni linguistiche a cui è difficile poter accedere se non si è del luogo.</p>
<p><strong>Vi è mai capitato di visitare qualche paese estero e sorridere di fronte al&#8217;uso dell&#8217;Italiano maccheronico di qualche cartello? Ebbene molti turisti stranieri provano la stessa reazione navigando i nostri siti web!</strong></p>
<h2>Il form di richiesta informazioni</h2>
<p>A volte mi imbatto in form chilometrici che contengono decine di campi inutili. Questo è un errore grossolano. <strong>Il form dovrebbe essere semplicissimo</strong>, contenere solo gli elementi essenziali per effettuare la prenotazione.</p>
<p>Nella fattispecie:</p>
<ul>
<li>
<p>le etichette dei campi dovrebbero risultare chiare e <strong>porre un quesito all&#8217;utente</strong> piuttosto che contenere affermazioni. Per esempio, poniamo si stia prenotando un soggiorno presso un albergo e si voglia conoscere il numero degli ospiti, sembra più efficace un etichetta del tipo “In quanti soggiornerete nel nostro albergo?” piuttosto di un secco “Numero persone”;</p>
</li>
<li>
<p><strong>dovrebbero sempre essere indicati i campi obbligatori</strong> (meglio utilizzare il termine specifico piuttosto che il classico asterisco);</p>
</li>
<li>
<p>qualora il numero di informazioni da richiedere all&#8217;utente sia, per necessità, comunque molto elevato è buona pratica spiegare il perchè a quest&#8217;ultimo. Non serve addentrarsi troppo nel particolare, è sufficiente una frase del tipo “<em>Gentile utente, ci scusiamo per la lunghezza del modulo ma le informazioni richieste sono assolutamente essenziali per fornirti il nostro miglior preventivo/prezzo</em>”;</p>
</li>
<li>
<p><strong>la validazione dei campi è fondamentale per realizzare un buon form</strong>, per cui, se in un campo, ad esempio, viene richiesta una e-mail, deve essere approntato un meccanismo che blocchi la compilazione e segnali un errore qualora il dato inserito non corrisponda ad una email e così per tutti gli altri tipi di dati;</p>
</li>
<li>
<p>è utile <strong>approntare dei meccanismi di feedback susseguenti alla compilazione del form</strong> da parte dell&#8217;utente. Uno, per così dire, immediato e cioè una pagina di riepilogo in cui venga chiesto di ricontrollare tutti i dati immessi ed uno successivo quale può essere l&#8217;invio di un e-mail contenente il medesimo riepilogo (non sotto forma di una cruda lista di termini) magari in formato html e dotata dei tratti distintivi del sito web (loghi aziendali, slogan e quant&#8217;altro);</p>
</li>
<li>
<p><strong>il pulsante che determina il processamento del form deve contenere una call to action</strong>. Per esempio, meglio l&#8217;imperativo “Prenota il tuo soggiorno” piuttosto dello standard “Invia”;</p>
</li>
<li>
<p>nonostante tutte queste accortezze molti utenti sono comunque spaventati dalla complessità dei form e abbandonano la pagina dei preventivi. Al riguardo è possibile approntare questo stratagemma: si può creare un form, cosidetto veloce, in home page, dotato di soli due campi nome e numero di telefono, sotto di esso, in bella evidenza, deve essere contenuto un messaggio che invita comunque l&#8217;utente a compilare il form più dettagliato per ottenere più efficacemente la prenotazione. In questo modo sarà possibile intercettare comunque una parte di utenza che, in condizioni normali, avrebbe abbandonato il sito.</p>
</li>
</ul>
<h2>I contenuti, questi sconosciuti</h2>
<p>Come si è detto i contenuti sono il cardine del sito web. L&#8217;errore più comune a questo riguardo è quello di pensare che siano sufficienti due righe per pagina (e magari le pagine sono solo quattro o cinque) e sperare (per alcuni clienti con cui ho lavorato direi, quasi, pretendere) che le prenotazioni avvengano in massa.</p>
<p>La realtà è diversa: concorrenza e competizione sono massime nel settore turistico e pertanto se non si realizza un sito dotato di contenuti innovativi e originali è praticamente impossibile emergere.</p>
<p>Viviamo in Italia un paese splendido quanto a cultura, arte e paesaggi: non credo sia difficile, ad esempio, scrivere delle guide o degli articoli sui luoghi da visitare, inserire una news relativa ad eventi, perlomeno di tanto in tanto, insomma produrre dei contenuti sul turismo!</p>
<p>Al limite, se proprio non si dispone di tempo o il budget è estremamente limitato, ci si può accordare con qualche blogger al fine di ripubblicare i suoi contenuti.</p>
<p><strong>In estrema sintesi un sito turistico per aver successo deve dare l&#8217;impressione di essere in continuo aggiornamento e questo vale sia per gli utenti che per i motori di ricerca</strong>.</p>
<h2>Grafica, Flash e navigabilità</h2>
<p>In tutta onestà non mi sento di dire che chi utilizza Flash per siti turistici sbagli, tutt&#8217;altro. In fin dei conti è necessario colpire il potenziale cliente affinché effettui la prenotazione. <strong>Sbaglia, tuttavia, chi utilizza il solo Flash per realizzare un sito turistico</strong>.</p>
<p>Non mi dilungo su questo aspetto ne ho parlato in varie occasioni: un sito composto da un unico swf è indigesto ai motori e tale può risultare anche agli utenti. Utilizziamo Flash per le sole animazioni ponendo attenzione a scrivere del testo alternativo che specifichi il loro significato, operazione utile, oltre che per i motori, anche lato l&#8217;accessibilità.</p>
<p>Sulle pagine introduttive (entra, scegli lingua, animazione, ecc..) meglio dette splash page non credo servano molte parole: <strong>devono essere rimosse</strong>!</p>
<h2>Immagini e fotografie</h2>
<p><strong>Le immagini sono fondamentali in un sito turistico: devono colpire positivamente l&#8217;utente e delimitare visivamente il prodotto venduto</strong>. Ricordiamolo sempre, l&#8217;obiettivo è la prenotazione o la vendita di un servizio turistico.</p>
<p>A livello grafico sembra importante:</p>
<ol>
<li>
<p>alternare fotografie panoramiche o comunque d&#8217;insieme ad altre relative al particolare;</p>
</li>
<li>
<p><strong>fotografare l&#8217;ambiente durante l&#8217;uso quotidiano</strong>, ad esempio un ristorante gremito, una piscina con ospiti e via dicendo. L&#8217;immagine, in questo modo, non risulta asetticamente preparata;</p>
</li>
<li>
<p>per lo stesso motivo, per ciò che concerne la rappresentazione di camere e alloggi, sembra utile abbellire gli ambienti con composizioni di fiori, piatti per colazione, libri e altri elementi di uso quotidiano;</p>
</li>
<li>
<p>se possibile, non inserire le immagini nude e crude, usare delle ombreggiature ai bordi, delle strutture contenitrici a sacchetto o, al limite, creare una cornice adeguata tramite css. Lo stacco tra foto e contenuto risulta meno accentuato e viene a crearsi maggiore armonia nella pagina;</p>
</li>
<li>
<p><strong>fotografare lo staff</strong>; ciò infonde fiducia nel potenziale cliente!</p>
</li>
<li>
<p>iconizzare: è ormai <strong>universale l&#8217;uso di icone per rappresentare i servizi aggiuntivi</strong> offerti dalle strutture ricettive;</p>
</li>
<li>
<p>dettagliare adeguatamente, tramite gallerie di immagini visualizzabili solo a richiesta dell&#8217;utente, gli stessi servizi aggiuntivi (piscina, piano bar, ristorante, ecc.);</p>
</li>
</ol>
<h2>Presentazione della struttura e navigabilità</h2>
<p>L&#8217;obiettivo di un sito turistico è semplice: deve rappresentare una struttura ricettiva e deve alimentare l&#8217;ideale che quest&#8217;ultima sia la migliore in circolazione (poco importa se poi questo non sia vero). È evidente, pertanto, la necessità che vengano comunicati all&#8217;utente tutti gli aspetti positivi e i servizi a valore aggiunto disponibili. Allo scopo sembra utile stilare, tramite un elenco puntato, tutti i comfort, inserire una mappa dei vani, indicare i servizi aggiuntivi (quali il parcheggio, la piscina, il ristorante, ecc.) in armonia con il punto sei del paragrafo precedente. Per quel che rigurda la navigazione è necessario prestare la massima attenzione nella composizione dei titoli di pagina (in altro a sinistra nel browser). Questi devono contenere una descrizione accurata della pagina a cui afferiscono (ad esempio: “Le nostre camere”, “il nostro ristorante”, “Prenota on-line” e via di questo passo). Se il sito è disposto su più livelli possono risultare di pratica utilità i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Breadcrumb">breadcrumb</a> e menù a tendina posti orizzontalmente sotto l&#8217;header quale snodo per accedere alle varie sezioni del sito. Se necessario può risultare utile la creazione di un menù contestuale a destra o sinistra del corpo dei contenuti.<br />
A livello SEO credo sia fondamentale, ancora più che per altre tipologie di siti web, l&#8217;uso di un efficace <a href="http://forum.html.it/forum/showthread.php?threadid=871868">mod rewrite</a> e l&#8217;utilizzo degli header H1,&#8230;,Hn per delimitare i titoli di pagina, paragrafo e sottoparagrafo.</p>
<h2>Pagina prezzi</h2>
<p>L&#8217;utente è fortemente interessato a conoscere il costo d&#8217;uso di una stuttura ricettiva. Dirò di più, molti utenti chiedono preventivi a più strutture contemporaneamente, di conseguenza è necessario predisporre una pagina prezzi con accuratezza, nella fattispecie:</p>
<ul>
<li>
<p><strong>inserire informazioni certe sul prezzo</strong> del prodotto/soggiorno/camera. <br />
Evitare pertanto di utilizzare range (da&#8230; a&#8230;) o definire il solo estremo inferiore (prezzi a partire da&#8230;). A mio avviso è imperativo essere onesti e affermare qualcosa del tipo: “la camera costa x euro” seguita da una tabella che associa un sovraprezzo per ogni servizio accessorio;</p>
</li>
<li>
<p>laddove possibile sembra efficace fare intendere al cliente che il prezzo venga modificato e aggiornato di continuo piuttosto che pubblicare, di anno in anno, una tabella che associ quest&#8217;ultimo alla stagione. Per esempio la sezione listino può essere delimitata da un titolo quale “I prezzi di oggi, &#8216;data&#8217;”. Dove per &#8216;data&#8217; intendo la data del giorno, generata dinamicamente dal server web;</p>
</li>
<li>
<p><strong>le pagine o le sezioni relative alle promozioni sono visitate da nove visitatori su dieci</strong>, di conseguenza deve sempre essere presente una qualche forma di sconto od offerta speciale. Il gift nel web funziona sempre (Google, del resto, ci ha costruito un impero!) quindi è opportuno offrire almeno un caffè ai clienti che accedono a quelle pagine. In caso contrario meglio eliminarle.</p>
</li>
</ul>
<h2>Pagina contatti</h2>
<p>Tale pagina dovrebbe contenere tutti i riferimenti per contattare la struttura: telefono, fax e cellulare per le chiamate notturne; inoltre nomi e recapiti dei referenti di ogni settore. Dovrebe essere presente una mappa del luogo dotata di coordinate GPS unitamente alle indicazioni stradali per raggiungere la struttura da stazioni e aeroporti limitrofi. Utile, direi quasi indispensabile, la creazione di una copia di questa pagina in formato PDF che il cliente possa stampare ed utilizzare durante il viaggio.</p>
<h2>Supporto dispositivi mobili</h2>
<p>Credo che i tempi siano maturi; sembra necessario creare una versione del sito ottimizzata per dispositivi mobili; peraltro se usate un cms open source probabilmente esistono plugin ed estensioni che effettuano gran parte del lavoro.</p>
<h2>Dare del tu o del voi</h2>
<p>La risposta è semplice, dipende dal tipo di clientela. Presumo che esista una corrispondenza molto forte tra numero di stelle e formalità. Ergo se la struttura è una piccola pensione o un agriturismo meglio dare del tu.</p>
<h2>Altro</h2>
<p>Lo decidete voi!<br />
Se vi saranno commenti interessanti andrò ad aggiungere altri punti a questo articolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/seo/siti-turismo-errori-comuni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Social The Cannibal</title>
		<link>http://www.ranked.it/web/social-the-cannibal/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web/social-the-cannibal/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 17:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/?p=120</guid>
		<description><![CDATA[Sono iscritto a molti forum di settore e noto che, da diverso tempo a questa parte, le discussioni si fanno sempre più rarefatte, spesso latitano temi importanti e si sono ridotti esponenzialmente i visitatori unici. Al di là di un meccanismo di saturazione contingente – vi sono, infatti, molte piazze virtuali in cui discutere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img class="size-full wp-image-121" title="facebook-social-cannibali" src="http://www.ranked.it/wp-content/uploads/2010/02/facebook-social-cannibali.jpg" alt="facebook-social-cannibali" width="480" height="314" /></p>
<p>Sono iscritto a molti forum di settore e noto che, da diverso tempo a questa parte, <strong>le discussioni si fanno sempre più rarefatte</strong>, spesso <strong>latitano temi importanti</strong> e <strong>si sono ridotti esponenzialmente i visitatori unici</strong>.</p>
<p>Al di là di un meccanismo di saturazione contingente – vi sono, infatti, molte piazze virtuali in cui discutere di Web Marketing e Seo, forse pure troppe – penso che molti degli utenti di queste piattaforme abbiano deciso di migrare verso altri lidi, nella fattispecie i Social.</p>
<p>In effetti il Social non è altro che un calderone in cui chiunque può versare di tutto.<br />
Prendiamo <a href="http://it-it.facebook.com/">Facebook</a>, in pochi secondi è possibile fare esplodere le proprie idee, inserire le proprie foto, condividere link, scrivere i propri post (in fin dei conti contiene un sistema minimale di blogging) ed effettuare qualsiasi altra attività virtuale.</p>
<p>Si possono creare gruppi di discussione (anche se, onestamente, ne ho visti veramente pochi di efficaci) e gestire contatti, relativi al proprio business o alle proprie amicizie, in maniera piuttosto semplice.</p>
<p>Credo, pertanto, che uno dei motivi del successo dei Social derivi dal fatto <strong>che l’utente, accedendo ad unico sito web, può effettuare una serie di operazioni che sino a qualche tempo fa poteva realizzare solo utilizzandone 5 o 6</strong>. Il Social rappresenta, insomma, un sistema di gestione dei contenuti che racchiude molte delle caratteristiche di altri sistemi sia di prima che di seconda generazione (<a href="http://twitter.com/">Twitter</a>, <a href="http://www.flickr.com/">Flickr</a>, <a href="http://www.youtube.com/?gl=IT&amp;hl=it">Youtube</a>, ecc.).</p>
<p>Il concetto può essere esteso anche in termini di utenza: con il Social <strong>non è più necessario discriminare</strong> – come ad esempio avviene nel forum di settore – trovano posto amici, colleghi, utenti che condividono gli stessi hobby o interessi ed è possibile il dialogo con il singolo utente così come con gruppi omogenei, per caratteristiche o interessi, di essi.</p>
<p>Il futuro ci riserva, insomma, almeno dal mio punto di vista, Social sempre più articolati, degli agglomerati di contenuti più vari che permetteranno di effettuare qualsiasi operazione in ambito web, probabilmente pure dell’e-commerce (non credo sia difficile immaginare che un giorno Facebook possa vendere on-line gli stessi prodotti per i quali permette di essere fan) con la conseguente cannibalizzazione dei siti specializzati.</p>
<p>Da nostalgico la previsione, sempre sia corretta, un po’ mi turba…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web/social-the-cannibal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ebay, un modello di business ancora efficace?</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/ebay-modello-business-efficace/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web-marketing/ebay-modello-business-efficace/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 14:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/?p=101</guid>
		<description><![CDATA[La mia è forse un&#8217;impressione erronea, ma ritengo non sia stato dato il giusto spazio ad una notizia di notevole importanza per tutto il movimento web. Ebay, il colosso americano, ha attivato una sezione di annunci gratuiti. I comunicati stampa asseriscono che si tratti di una strategia per aumentare il bacino di utenza. A mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="flotta" title="ebay-annunci-gratuiti" src="http://www.ranked.it/wp-content/uploads/2009/11/ebay-annunci-gratuiti.jpg" alt="ebay-annunci-gratuiti" width="300" height="300" /></p>
<p>La mia è forse un&#8217;impressione erronea, ma ritengo non sia stato dato il giusto spazio ad una notizia di notevole importanza per tutto il movimento web.</p>
<p><strong><a href="http://www.ebay.it/">Ebay</a>, il colosso americano, ha attivato una sezione di annunci gratuiti.</strong></p>
<p>I comunicati stampa asseriscono che si tratti di una <strong>strategia per aumentare il bacino di utenza</strong>.</p>
<p>A mio modo di vedere così non è, anzi, tutt&#8217;altro.</p>
<p>Penso invece si tratti di una radicale inversione di tendenza: un segno tangibile che il <strong>modello di business iniziale</strong> – che certamente ha dato i suoi frutti – <strong>sta scricchiolando</strong> e non è più applicabile tout court ai giorni nostri.</p>
<p>Ebay per un certo periodo di tempo ha rappresentato, per me e per milioni di altre persone, una sorta di pozzo dei desideri. Vi si trovava di tutto a prezzi più che concorrenziali; il punto è che, in larga misura, <strong>all&#8217;aumentare delle transazioni sono aumentati pure i fee richiesti</strong> (non effettuo vendite da anni e, pertanto, potrebbero essere avvenute inversioni di tendenza negli ultimi tempi).</p>
<p>Inoltre, quando le autorità si sono rese conto della portata di questo sistema di vendita, hanno cominciato ad effettuare dei controlli e, da quel che ho avuto modo di leggere, sono emerse numerose irregolarità (venditori professionali camuffati da occasionali, mancanza di documenti di fatturazione, iva non versata, ecc.).</p>
<p>A situazione in massima parte sanata sono sorti molti sistemi di e-commerce low cost facilmente accessibili e, pertanto, il buyer si è trovato ad un bivio: <strong>continuare a vendere su Ebay </strong>sostenendo costi piuttosto elevati o<strong> approntare una infrastruttura privata</strong>.</p>
<p>Da quello che osservo molto hanno scelto la seconda strada (ne è testimone il mio comparatore di prezzi preferito), altri hanno continuato ad utilizzare Ebay quale strumento di vendita secondario (per piccoli lotti, particolari promozioni, parte del listino), solo una minima parte, ritengo, ha continuato a vendere solo ed esclusivamente tramite il celebre sistema d&#8217;aste.</p>
<p>Sono sorti, inoltre, numerosi siti concorrenti che offrono tuttora, chi più, chi meno, la possibilità di pubblicare il proprio annuncio di vendita gratuito quali bacheca, kijii (di proprietà dello stesso Ebay), vivastreet, subito e via dicendo.</p>
<p>Di conseguenza penso non vi fosse altra strada: cedere alla logica tanto odiata dalle dot com, quella del servizio gratuito.</p>
<p>Ciò detto non posso non affermare che, per molti versi, Ebay mi ha spesso affascinato. È stato il sito che più ha nobilitato il concetto di <strong>autorevolezza nel web</strong> tramite il meccanismo del <strong>feedback</strong> (al termine della vendita/acquisto viene assegnato un voto agli attori della transazione). È vero tale dispositivo ha mostrato dei punti deboli nel tempo, tanto è vero che ora chi vende è impossibilitato a giudicare chi compra, ma tuttavia ha rappresentato e rappresenta tuttora qualcosa di ineguagliabile per valutare l&#8217;attendibilità di un utente.</p>
<p>Tramite E-bay, inoltre, è sorto anche <a href="http://www.paypal.it/it">PayPal</a>, sistema di pagamento online per antonomasia sicuramente odiato da molti ma, sarei uno stolto a non dirlo, maledettamente efficace.</p>
<p>Il sito, infine, credo rappresenti, trasversalmente, <strong>un collettore di gusti, mode e opinioni della gente</strong>.</p>
<p>Di contro credo di poter dire che Ebay, così come Google, Facebook e molti altri colossi del web non rappresenti <strong>un modello di democrazia assoluta</strong>. Tutte le modifiche che si sono succedute nel tempo, anche quelle più critiche, non hanno mai visto la partecipazione degli utenti. Oltre alla già citata imposizione relativa ai feedback altre – e forse più gravi – se ne sono determinate allo scopo di favorire PayPal quale (formalmente unico) strumento di pagamento. <strong>I fee</strong>, inoltre, almeno sino all&#8217;ultima mia vendita, <strong>sono sembrati anche a me sempre troppo elevati</strong>.</p>
<p>A livello strategico ritengo, infine, che non sia stato effettuato tutto il necessario per favorire i venditori professionali: la gestione dei negozi di proprietà di questi ultimi non è mai stata un granchè. Si tratta di <strong>micrositi con limitate possibilità di customizzazione</strong>. Io credo che sarebbe risultato efficace dare l&#8217;impressione di esternalizzare alcune situazioni di vendita, garantendo almeno ad alcuni venditori la possibilità di crearsi, senza particolare esperienza, un sito di e-commerce più accattivante, efficace, efficiente e appunto, in apparenza, slegato da Ebay stessa. Inoltre per chi vende quotidianamente perchè non prevedere un canone mensile anziché un fee proporzionale al venduto (in aggiunta agli odiati diritti d&#8217;asta)?</p>
<p>Per concludere il solito epitaffio: <strong>si è “spremuto” quanto più si poteva quel modello di business in questi anni</strong> e ci si appresta a giungere alla fase discendente del ciclo di vita del prodotto (salvo nuovi e mirabolanti interventi/idee/eventi), oppure si è ragionato solo sul profitto del presente senza considerare che, con opportuni e tempestivi cambi di rotta, si poteva proseguire col medesimo modello per molti altri anni a venire?</p>
<p>A voi la sentenza!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web-marketing/ebay-modello-business-efficace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Web 7.0</title>
		<link>http://www.ranked.it/web/web-70/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web/web-70/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/?p=98</guid>
		<description><![CDATA[Già ho avuto modo di farlo notare: mi piace poco il termine web 2.0. Credo che, in tutti i campi, l&#8217;evoluzione implichi continuità con il passato; per tale motivo ritengo che sia sbagliato porre una netta separazione tra il web di quattro o cinque anni fa e quello attuale. Ma procediamo oltre. È indubbio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="flotta" title="L'evoluzione del web e della user-experience" src="http://www.ranked.it/wp-content/uploads/2009/08/evoluzione-web.jpg" alt="L'veoluzione del web e della user-experience" width="319" height="247" />Già ho avuto modo di farlo notare: mi piace poco <a href="http://www.ranked.it/web/web-2-0/">il termine web 2.0</a>. Credo che, in tutti i campi, l&#8217;evoluzione implichi continuità con il passato; per tale motivo ritengo che sia sbagliato porre una netta separazione tra il web di quattro o cinque anni fa e quello attuale. Ma procediamo oltre. È indubbio che il web di oggi possegga una caratteristica fondamentale e cioè la forte interazione tra utente e sito, forum, blog, ecc.. Quest&#8217;ultimo ha l&#8217;opportunità di contribuire alla creazione di contenuti interessanti, scopo principale di un sito web. Questa innovazione non ha però comportato un miglioramento sostanziale di tutti quegli strumenti che permettono la comunicazione tra user e pagina web. Di conseguenza viene da chiedersi quale possa essere lo scenario futuro e cioè come possa essere migliorata, nei prossimi anni, l&#8217;user experience, l&#8217;ergonomia e, in particolare, l&#8217;immissione e la gestione di questa marea di contenuti generati dagli utenti. Ragioniamo pertanto sulle possibili evoluzioni di alcuni dei componenti delle pagine web..</p>
<h2>I form</h2>
<p>Se ci pensate, ajax o meno, le gestione dei form è invariata da un decennio: lunghi campi da compilare spesso con la pratica certezza che, al minimo errore, si debba effettuare ogni singolo inserimento ex novo. Ecco allora che, in un prossimo futuro, il browser al momento dell&#8217;installazione provvederà a raccogliere un set comune di dati personali che poi provvederà a cedere ai form delle pagine web. Questa funzionalità è già parzialmente attiva, come pure esistono software, generalmente a pagamento, che ottengono, più o meno lo scopo. Il fatto è che nessuno di questi è efficace ed efficiente: gli id dei form cambiano da sito a sito e quindi il browser non è in grado di riconoscere quale dato vada inserito in un certo campo pur magari essendo associato alla stessa label di un form precedentemente compilato. <strong>Ecco allora che una standadizzazione degli id dei form potrebbe decisamente migliorare le cose</strong>. Poi, probabilmente, diverrà possibile effettuare <strong>inserimenti tramite voce</strong>. Sia chiaro, attualmente questo è già possibile con software quali Dragon Naturally Speaking o con lo stesso Opera; sono, tuttavia, soluzioni ancora non soddisfacenti o comunque costose, almeno per quello che ho avuto modo di sperimentare. Io mi auguro avvenga una rivoluzione dal basso e cioè che sia il sistema operativo ad implementare comandi vocali applicabili poi anche al browser.</p>
<h2>Le interfacce</h2>
<p>Flash o meno, penso vi sarà un evoluzione delle interfacce di navigazione: saranno utilizzate sempre più interfacce di simulazione (cioè oggetti reali o elaborazioni digitali degli stessi al cui clic corrisponda una determinata azione) rispetto alle attuali interfacce di rappresentazione. Probabilmente farà capolino il 3D, <a href="http://code.google.com/intl/it/apis/o3d/">ci sta giusto lavorando Google</a> in questo periodo. Ovviamente queste innovazioni avranno successo quanto più saranno usabili, altrimenti si tratterà dell&#8217;ennesimo esperimento non andato a buon fine.</p>
<h2>Le immagini</h2>
<p>Già con l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML_5">html 5</a> che, ormai, è praticamente realtà, sarà possibile migliorare notevolmente l&#8217;inserimento di immagini e contenuti multimediali in un sito. Io penso però che, in futuro, sarà possibile visualizzare un&#8217;immagine, spostarla, ingrandirla, ruotarla, metterla in correlazione con altre. Anche in questo caso presumo che, per ottenere la massima efficienza, sia il browser a dover attivare tali funzionalità e non nuove modalità di scripting.</p>
<h2>I video</h2>
<p>I video credo siano la nota più dolente del web attuale; il loro inserimento, in youtube o altra piattaforma, è una operazione lunga, laboriosa e spesso limitata a poche centinaia di megabyte per i limiti imposti dalle piattaforme. È sufficiente poi che &#8220;salti&#8221; per un attimo l&#8217;adsl ed è la fine: si deve ricominciare tutto daccapo! Mi aspetto allora che vengano implementati uploader intelligenti che utilizzino meccanismi di resume. Spero in nuovi formati di compressione più efficienti e, ovviamente, nell&#8217;implementazione di connessioni più veloci.</p>
<h2>Autenticazione</h2>
<p>Da super utente frequento decine di forum, social, negozi online, ecc.; per ciascuno di essi devo ricordarmi login e password. Aggiungiamoci poi tutti i siti che realizzo e gestisco: c&#8217;è di che impazzire. Eppure la soluzione per risolvere il problema dell&#8217;autenticazione è già disponibile: <a href="http://openid.net/">OpenID</a>! Si tratta di un geniale strumento gratuito che permette di inserire una sola volta login e password e consente di accedere a tutti i siti che lo interrogano tramite apposito script/plugin. In tutta sincerità non mi spiego il perchè non abbia, almeno siano ad ora, avuto il successo che merita!</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>A livello di user experience c&#8217;è molto da migliorare, questo credo sia un dato incontrovertibile. Penso anche che non debba e non possa essere il solo web a migliorarsi, ma che l&#8217;evoluzione debba avvenire dal basso e cioè dai sistemi operativi e dai browser.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web/web-70/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un anno e più di spunti</title>
		<link>http://www.ranked.it/seo/spunti-usabilita-web-marketing/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/seo/spunti-usabilita-web-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 19:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[captcha]]></category>
		<category><![CDATA[IE6]]></category>
		<category><![CDATA[landing page]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>
		<category><![CDATA[tag]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/seo/spunti-usabilita-web-marketing/</guid>
		<description><![CDATA[È trascorso ormai più di un anno dalla pubblicazione del primo articolo di Ranked.it e, mi auguro, di aver mantenuto i propositi che mi ero posto. Ho sempre pensato che nel web si possa avere successo solamente creando qualcosa di veramente innovativo o, in alternativa, migliorando notevolmente qualcosa che già esiste; così, a corollario, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/spunti.jpg" alt="spunti.jpg" title="spunti.jpg" class="flotta" height="377" width="300" />È trascorso ormai più di un anno dalla pubblicazione del primo articolo di <strong>Ranked.it</strong> e, mi auguro, di aver mantenuto i propositi che mi ero posto.</p>
<p>Ho sempre pensato che <strong>nel web si possa avere successo solamente creando qualcosa di veramente innovativo</strong> o, in alternativa, <strong>migliorando notevolmente qualcosa che già esiste</strong>; così, a corollario, per ciò che concerne i blog, <strong>si può scrivere di qualcosa di originale</strong> o <strong>citare chi scrive qualcosa di originale</strong> apportando miglioramenti e definendo opportune riclassificazioni (offrendo, di fatto, un percorso di lettura più a misura di utente).<br />
Personalmente credo di aver cercato di produrre contenuti originali e questo, consentitemi di dirlo, mi costa non poco in termini di impegno e tempo e spiega il numero ridotto di articoli pubblicati.</p>
<p><strong>Ciò detto, ringrazio sentitamente tutti i lettori di questo blog e propongo altri quattro spunti che mi auguro risultino altrettanto interessanti!</strong></p>
<ul>
<li><a href="#tag">Uso dei tag</a></li>
<li><a href="#padding">Il problema del padding con Internet Explorer 6</a></li>
<li><a href="#landing">Landing page</a></li>
<li><a href="#captcha">Captcha e la morte del form</a></li>
</ul>
<h2><strong><a title="tag" name="tag" id="tag"></a>Uso dei tag</strong></h2>
<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tag_%28metadato%29"><strong>tag</strong></a> o etichetta non è altro che un collegamento ipertestuale a pagine, sezioni, articoli che trattano dell&#8217;argomento specificato nell&#8217;etichetta stessa. Viene utilizzato in maniera massiccia nei blog, nei portali, nei siti social quale meccanismo di navigazione trasversale rispetto al tradizionale menù di navigazione.</p>
<p>Se vogliamo possiamo considerarlo una shortcut per effettuare una data ricerca: volendo, per esempio, individuare tutte le pagine che trattano di &#8220;scarpe sportive&#8221; possiamo indifferentemente digitale tale termine nel campo di ricerca del sito o selezionare, in maniera molto più rapida, l&#8217;omonimo tag.</p>
<p>Il sistema delle etichette è molto efficace e immagino che presto verrà utilizzato anche da sistemi software non web related.</p>
<p>Per i motori di ricerca il tag risulta un elemento di fondamentale importanza: permette di tracciare un percorso di scansione dei contenuti di un sito secondo logiche fortemente semantiche.</p>
<p>Ciò detto, <strong>io sono convinto che molti blog, siti e portali abusino di tale strumento: deprimano, cioè, la user experience anziché migliorarla</strong>.</p>
<p>Limitando l&#8217;analisi ai soli blog posso affermare che:</p>
<p>1.    le categorie <strong>sono tag</strong>, soddisfano la definizione di cui sopra;</p>
<p>2.    inserire in ogni articolo un tag troppo generico o che ripete pedissequamente l&#8217;etichetta della categoria rappresenta, a mio avviso, un grave errore: è un elemento ridondante e, a lungo andare, distoglie l&#8217;attenzione dai quei tag che, invece, rappresentano l&#8217;unico mezzo rapido per giungere ad un certo argomento;</p>
<p>3.    la conseguenza è la seguente: in un articolo <strong>dovrebbero essere inseriti solo ed esclusivamente quei tag che garantiscono valore aggiunto</strong> e cioè quelli che permettono la navigazione trasversale verso risorse raggiungibili, in maniera tradizionale, con estremo dispendio di tempo;</p>
<p>4.    L&#8217;<strong>efficacia di un tag è inversamente proporzionale al suo uso</strong>: se ogni articolo del blog contiene lo stesso tag evidentemente quest&#8217;ultimo perde di qualsiasi efficacia;</p>
<p>5.    le <strong>nuvole di tag</strong> (tag cloud), a mio avviso, non garantiscono alcun valore aggiunto, creano dissonanza cognitiva (spesso mi imbatto in blocchi di link che si estendono per più di 500px in altezza!) e quindi tendono a confondere l&#8217;utente.</p>
<p>Aggiungo anche che sarebbe opportuno <strong>strutturare uno standard atto a definire la valenza di un tag</strong> (ad esempio attraverso l&#8217;uso di colori o altri segni distintivi). Potrebbe, infatti, essere molto efficace definire tipi di tag che afferiscono a interi livelli o macro aree di un sito web e altri, invece, a singoli argomenti o risorse (basterebbero due colori diversi, universalmente riconosciuti, per tipo di tag).</p>
<p>Concludo segnalandovi <a href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/2385-blog-e-cloud-tag.html">questa discussione su TPU</a> che tratta proprio di questo argomento.</p>
<h2><strong><a title="padding" name="padding" id="padding"></a>Il problema del padding con Internet Explorer 6</strong></h2>
<p><strong>Internet Explorer 6 risulta a tutt&#8217;oggi uno tra i browser più utilizzati dall&#8217;utente medio</strong>. Credetemi sulla parola, nonostante non vi sottoponga statistiche di utilizzo, studi e proiezioni!</p>
<p>IE6 ha decine e decine di errori di interpretazione dei css e funziona, molto spesso, con logiche che vanno ben al di là degli standard W3C.</p>
<p>A questo riguardo sono costretto a far notare che molti siti web, blog e portali non considerano che, sotto certe condizioni, tale browser interpreta in maniera non corretta il padding di un box, specialmente quando il layout viene realizzato tramite float.</p>
<p>Lo spiacevole risultato è il seguente: <strong>la sidebar</strong> (la colonna laterale) del sito o del blog anziché disporsi a lato della colonna centrale, collassa e si pone sotto di essa, generando non poca confusione nell&#8217;utente.</p>
<p>Questo errore si verifica in numerosissimi siti web anche di importanza nazionale! Suggerisco quindi di progettare un sito considerando quale piattaforma di test quella utilizzata dall&#8217;utente medio e non la propria.</p>
<p>Se Microsoft vi ha &#8220;imposto&#8221; l&#8217;installazione di IE7 vi propongo una soluzione molto pratica per visualizzare pagine in &#8220;formato&#8221; IE6: installare <a href="http://ieview.mozdev.org/">Ie View</a>, una semplice e gratuita extension di Firefox.</p>
<h2><strong><a title="landing" name="landing" id="landing"></a>Un layout per landing page da testare</strong></h2>
<p>È un dato incontrovertibile, le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Landing_page">landing</a> strutturate sul modello americano (chilometri di testo, poche immagini, ripetute call to action e, in generale, scarsa attenzione all&#8217;aspetto estetico) convertono. Personalmente le trovo piuttosto sgradevoli; io, però, non faccio testo: sono &#8211; e non è un vanto &#8211; un super utente!</p>
<p>Mi sono spesso chiesto tuttavia se vi possano essere altri modelli di landing che garantiscano al web marketer di &#8220;ipnotizzare&#8221; l&#8217;utente e indurlo a selezionare il fatidico link &#8220;compra subito&#8221;!</p>
<p>A questo riguardo ho pensato ad una landing che si sviluppa in orizzontale: immaginate una serie di cartelloni pubblicitari che reclamizzano un certo prodotto, per spostarsi da un cartellone all&#8217;altro basta semplicemente un clic del mouse; il movimento viene realizzato tramite un javascript che permette di ottenere uno scroll morbido (viene quindi rispettato il principio universale secondo il quale l&#8217;utente non deve utilizzare la barra di scorrimento orizzontale del browser quando naviga). Da un&#8217;altra angolazione pensate a quattro o più pagine web affiancate tra loro, ciascuna dotate di testo, immagini e link che, tramite un gradevole effetto di scrolling, permettano di raggiungere le successive.</p>
<p>Qualche tempo fa ne ho creato un prototipo anche grazie al mio amico Marco Olivetti (potete <a href="http://www.marcolivetti.com/comments/sviluppare-un-sito-in-orizzontale-completo-di-scroller/">scaricare liberamente codice ed esempio</a> nel suo blog) che a breve verrà sottoposto ad un testing intensivo su Adwords.</p>
<p>Mi auguro che altri mi imitino sarebbe interessante raccogliere poi nei commenti o in un articolo ad hoc pareri, impressioni e risultati.</p>
<h2><strong><a title="captcha" name="captcha" id="landing2"></a>Captcha, la morte del form</strong></h2>
<p>Quasi quotidianamente rimpiango di non aver studiato archeologia! Se l&#8217;avessi fatto forse sarei in grado di decifrare certe sottospecie di geroglifici che taluni siti si ostinano a chiamare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Captcha">Captcha</a>.</p>
<p>Lo so, è un meccanismo necessario per prevenire lo spam, ma questo non giustifica il fatto che, in alcuni casi, si sia raggiunto un tale livello di incomprensibilità che, per paradosso, il captcha è diventato l&#8217;elemento del form che più fa perdere tempo all&#8217;utente.</p>
<p>Pertanto, ogniqualvolta sono costretto a strizzare gli occhi davanti a immagini contenenti numeri distorti, semitrasparenti, circondati da fogliame o fauna di vario tipo, la tentazione di abbandonare la pagina web è molto, molto forte.</p>
<p>Pensate al celebre sistema di sharing Rapidshare: il capcha è composto da un serie di sette numeri &#8211; già di per sé incomprensibili -, ciascuno dei quali seguito da una figura stilizzata di cane o gatto. Il sistema chiede all&#8217;utente di inserire nel box di convalida solo i numeri associati alla figura di un animale o dell&#8217;altro. Siamo al ridicolo!</p>
<p>La lotta agli spam bot probabilmente impone soluzioni drastiche ma, se si continua di questo passo, oltre agli spammer soccomberanno anche gli user!</p>
<p>Alcuni siti ovviano all&#8217;inconveniente utilizzando captcha che sottopongono all&#8217;utente semplici addizioni. Non so se tale soluzione è praticabile dai siti di grandi dimensioni ma, se anche non lo è, resta il fatto che la direzione intrapresa è comunque del tutto errata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/seo/spunti-usabilita-web-marketing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Miglioriamo l’usabilità del nostro blog!</title>
		<link>http://www.ranked.it/web-marketing/usabilita-blog/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web-marketing/usabilita-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 22:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Usabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[consigli blog]]></category>
		<category><![CDATA[feed supporto]]></category>
		<category><![CDATA[usabilità blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/generale/usabilita-blog/</guid>
		<description><![CDATA[Il blog rappresenta, senza dubbio, lo strumento che più ha rivoluzionato il modo di fare web: grazie a piattaforme quali WordPress, Blogspot, MovableType ed altre, chiunque, in tempi rapidissimi, è in grado di personalizzare, secondo le proprie esigenza, una infrastruttura per la gestione dei contenuti solida, semplice da aggiornare e, generalmente, di bell&#8217;aspetto. In questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/sfera.jpg" alt="Usabilità del blog" title="Usabilità del blog" class="flotta" height="279" width="300" />Il blog rappresenta, senza dubbio, lo strumento che più ha rivoluzionato il modo di fare web: grazie a piattaforme quali WordPress, Blogspot, MovableType ed altre, chiunque, in tempi rapidissimi, è in grado di personalizzare, secondo le proprie esigenza, una infrastruttura per la gestione dei contenuti solida, semplice da aggiornare e, generalmente, di bell&#8217;aspetto.</p>
<p>In questo articolo mi ripropongo di suggerire alcuni principi che possano migliorare, in maniera consistente, l&#8217;<strong>usabilità</strong> del vostro blog e cioè <strong>l&#8217;attitudine di quest&#8217;ultimo ad essere fruito in maniera efficace ed efficiente dall&#8217;utente medio</strong>.</p>
<p>Nella fattispecie:</p>
<ol start="1" type="1">
<li><strong>scrivere titoli efficaci per ciascun      post</strong>;</li>
<li><strong>se un articolo viene suddiviso in più      post è buona norma inserire in ciascuno di essi un indice</strong>, in modo      tale che l&#8217;utente che proviene da un motore di ricerca riesca ad avere      comunque una visione d&#8217;insieme;</li>
<li><strong>utilizzare, laddove possibile, il principio della piramide capovolta</strong> (ne ho parlato in      questo <a href="http://www.wmtools.com/news/articoli-sul-web-marketing/il-linguaggio-da-utilizzare-e-come-rivolgersi-all%E2%80%99utente">articolo</a>);</li>
<li><strong>gestire in maniera opportuna i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Really_simple_syndication">feed</a></strong>. Molti autori, allo scopo di ottenere comunque una visita al proprio sito      (e far visualizzare gli ads, aggiungo io) sono soliti integrare nei propri rss solo un      breve sommario di un articolo; ciò complica notevolmente le cose      a chi, come me, utilizza un palmare (o altri strumenti come il mio nuovo <a href="http://www.iacchi.org/2007/11/21/sony-reader-informazioni/">ebook      reader</a> o un telefono di ultima generazione, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPhone">I-Phone</a>, ad esempio, che      sarà presto disponibile in Italia). Con tali dispositivi, la transizione      dal software che gestisce l&#8217;aggiornamento e la lettura dei feed (io ne uso      uno gratuito che mi sento di consigliarvi: <a href="http://pda.jasnapaka.com/prssr/">pRSSreader</a>) al browser      web è lunga e molto fastidiosa; la connessione non è sempre disponibile e,      pertanto, molti usano aggiornare i feed non appena agganciano una rete wi-fi,      per poi leggerli off-line. In quest&#8217;ultimo caso proporre il solo sommario      significa, spesso, rendere molto scontento l&#8217;utente e rischiare che elimini il vostro blog dalla sua personalissima lista. Credo, peraltro, che      l&#8217;utente che utilizza i feed sia piuttosto esperto e quindi poco propenso      al clic sui vostri Adsense;</li>
<li><strong>garantire supporto ai browser dei      dispositivi mobili</strong>: fino a poco tempo fa si trattava, purtroppo per      molti, di una spiacevole evenienza, di un tipico problema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accessibilit%C3%A0_%28informatica%29">accessibilità</a>.      Ora le cose sono cambiate, questi strumenti sono così diffusi che, in      breve tempo, entreranno nel novero delle dotazioni informatiche standard e      quindi nel raggio di azione dell&#8217;usabilità. Così, se un tempo era un      errore discriminare i &#8220;pochi&#8221; <a href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/accessibilita.htm">utenti      svantaggiati</a>, ora è diventato un abominio non rendere il proprio blog      fruibile a questa categoria di user. Qualcuno storcerà il naso adducendo      che ciò significherebbe creare un template ex novo, ottimizzato per gli      schermi ridotti! Niente di più falso, bastano 10 minuti di tempo e <a href="http://alexking.org/projects/wordpress">WordPress Mobile Edition</a>      di Alex King per ottenere una versione mobile del proprio blog che si      attiva ogniqualvolta quest&#8217;ultimo viene navigato da un dispositivo di quel      tipo. Immagino esistano componenti simili anche per tutte le altre      piattaforme blog;</li>
<li><strong>migliorare la gestione della pagine di      errore (404)</strong>: ne ho parlato tempo fa in questo <a href="http://www.ranked.it/web-marketing/errore-404/">articolo</a>;</li>
<li><strong>utilizzare in maniera appropriata lo      strumento TAG</strong>: è inutile riempire un articolo di tag inutili al solo      scopo di poter posizionare per chiavi che mai nessuno andrà a ricercare      nei motori di ricerca! Direi che, in media, quattro o cinque termini      rappresentativi siano più che sufficienti, anche perché l&#8217;efficacia di un      tag penso sia inversamente proporzionale al suo utilizzo. Aggiungo che,      tuttavia, nutro qualche riserva sull&#8217;efficienza delle cloud di tag;</li>
<li><strong>dare supporto alla ricerca avanzata</strong>:      la ricerca standard di WordPress è assolutamente migliorabile. Alcuni      addirittura la disattivano e preferiscono implementare il box di Google      (mi chiedo se valga la pena di rischiare di perdere un utente per pochi      spiccioli!). Ecco allora un plugin che può essere utile allo scopo: <a href="http://dancameron.org/wordpress/wordpress-plugins">Search Everything</a>      di Dan Cameron;</li>
<li><strong>garantire un&#8217;ottima leggibilità</strong>: il      blog <strong>deve essere letto</strong> e non      solo visto! Meglio rinunciare agli effetti grafici di ultimo grido se      questi impediscono una agevole lettura. È necessario garantire sempre un      adeguato <strong>contrasto tra sfondo e      carattere</strong>. Inoltre, si devono utilizzare sapientemente margini,      padding e interlinea: diamo respiro ai blocchi di testo, nulla urta di più      l&#8217;utente che la &#8220;dissonanza cognitiva&#8221;, ammassi di vocaboli senza stacchi,      né separatori. Nel caso estremo in cui non si possa rinunciare a certe      componenti grafiche (potrebbe essere il caso di un blog aziendale che      debba rispettare particolari standard estetici) si può utilizzare uno <a href="http://dev.wp-plugins.org/wiki/ThemeSwitcher">switcher</a> che      permette all&#8217;utente di scegliere in autonomia che tipo di layout      preferisce;</li>
<li><strong>gestire la sidebar in maniera      appropriata</strong>. Questa componente, pur rappresentando un elemento cardine del blog, viene spesso sottovalutata. Mi sono chiesto più volte, infatti, chi mai naviga il web log tramite gli archivi (la      lista di collegamenti ai mesi, per cui selezionando, ad esempio, dicembre      si giunge all&#8217;ulteriore lista degli articoli scritti in quel dato lasso di      tempo) o il calendario, eppure sono spesso presenti nella prima schermata!      Io sto pensando addirittura di eliminarli, mi è bastato un giro su <a href="http://crazyegg.com/">CrazyEgg</a> per dissipare gli ultimi dubbi.      Di conseguenza credo che una buona sidebar debba mostrare immediatamente      la ricerca, le categorie e tutte quelle componenti che più sono utili      all&#8217;utente, relegando a fondo pagina, per l&#8217;appunto, archivi, meta, credo      pure i link e tutto ciò che ha minore importanza per i vostri lettori.</li>
</ol>
<p>Concludo l&#8217;articolo giunto, casualmente, a dieci punti. Tratterò ancora di questo argomento, nel frattempo cedo a voi la parola.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web-marketing/usabilita-blog/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SEO e Motori di Ricerca del futuro &#8211; PARTE SECONDA</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-2/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 18:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-parte-seconda/</guid>
		<description><![CDATA[A voi, amici, la seconda parte dell&#8217;articolo sul futuro del SEO e dei Motori di Ricerca. Mi piacerebbe che ciascuno di voi, poi, presentasse il suo personale scenario: i commenti sono a vostra disposizione! Analisi, test, feedback La conoscenza del comportamento degli utenti, l&#8217;analisi delle loro abitudini, dei loro gusti e delle loro preferenze assumerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #153448"><strong>A voi, amici, la seconda parte dell&#8217;articolo sul futuro del SEO e dei Motori di Ricerca. Mi piacerebbe che ciascuno di voi, poi, presentasse il suo personale scenario: i commenti sono a vostra disposizione!</strong></p>
<h2><strong>Analisi, test, feedback</strong></h2>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_futuro_big.jpg" title="SEO e Motori di ricerca nel fututo"><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_futuro.jpg" alt="Seo e Motori di Ricerca nel futuro" height="228" title="Seo e Motori di Ricerca nel futuro" class="flotta" /></a>La conoscenza del comportamento degli utenti, l&#8217;analisi delle loro abitudini, dei loro gusti e delle loro preferenze assumerà un ruolo sempre più importante. Si renderà necessario condurre test, panel, analisi estensive su campioni di utenti che condividono caratteristiche comuni.</p>
<p>Non solo, anche lo studio delle <strong>correlazioni semantiche che intercorrono tra date tipologie di utenti</strong> risulterà elemento imprescindibile per effettuare un buon posizionamento. Ecco allora che diventeranno sempre più importanti le aziende che dispongono delle risorse e della competenza per effettuare questo tipo di ricerche. Il feedback di chi arriverà alle nostre pagine dai motori di ricerca diventerà merce preziosissima. <strong>Ogniqualvolta un utente ci visita ci dovremo chiedere chi è, da dove viene, che mestiere fa, a che classe sociale appartiene</strong>, corrisponde ad un gruppo di user che abbiamo già &#8220;tracciato&#8221;?</p>
<h2><strong>Software di analisi del posizionamento, log e metriche</strong></h2>
<p>Come si diceva l&#8217;analisi del traffico dai motori rappresenterà una attività di fondamentale importanza. <strong>Mi auguro che, a breve, sarà possibile individuare ciascun utente in maniera più efficace, attraverso la geolocalizzazione.</strong> Attualmente i software di statistiche fanno difficoltà a tracciare un utente che utilizza un IP dinamico, generalmente messo a disposizione dalle adsl economiche. Ma, in un futuro molto vicino, potrebbe essere sviluppato da queste stesse applicazioni un algoritmo più efficace che effettui operazioni quali l&#8217;individuazione del range di IP dell&#8217;utente (ogni adsl, in ciascuna sessione di navigazione, assegna, infatti, degli IP compresi in un dato intervallo), consideri parametri quali il browser utilizzato, la provenienza geografica, il tempo di navigazione, ecc, per tracciare, con un modesto margine di errore, ciascun utente.</p>
<p>Di contro, <strong>risulterà molto difficile definire delle metriche SEO efficaci</strong>. La posizione nelle serp non potrà più essere utilizzata quale parametro di valutazione dell&#8217;efficacia di una campagna. I software attuali che, sulla base di una lista di chiavi, individuano la posizione delle pagine nei motori, potranno essere tranquillamente disinstallati, non essendo in grado che di offrire la visione dei risultati relativi ad utenti appartenenti a date tipologie. Lo ribadisco: <strong>si deve ragionare in tre dimensioni, utente/chiave/posizione!</strong></p>
<p>Ammettiamo, in ogni caso, che vengano implementati software di posizionamento in grado di condurre report su base tridimensionale: anche per la query più banale, sarebbero necessarie decine e decine di interrogazioni che simulino classi di utenti diverse, insomma, vi sarebbe il rischio concreto di saturazione della banda dei Motori di Ricerca. Pertanto, presumo che simili applicazioni sarebbero immediatamente bandite da Google e tutti gli altri Search Engine.</p>
<p>Ecco allora, che in mancanza di dati certi, i SEO &#8211; e gli stessi software di Posizionamento &#8211; non potranno che affidarsi all&#8217;analisi a posteriori dei log. Teorizzo anche la nascita di<strong> piattaforme di condivisione dei log che permettano </strong>di classificare gli utenti e, quando possibile, di attribuire l&#8217;uso di certe keyword a ciascuna classe. Per concludere, l&#8217;analisi statistica e la Web Analytic diverranno argomenti di importanza assoluta.<strong> </strong></p>
<h2><strong>Fattori di Posizionamento</strong></h2>
<p>Già ora, senza adeguati capitali e tempo, il posizionamento per chiavi competitive è un&#8217;operazione molto complessa e, soprattutto, costosissima. Ma pensiamo a quello che succederà fra qualche anno.</p>
<p><em>Pensiamo, ad esempio, ad una ricerca per la chiave &#8220;cinema&#8221;: le serp muteranno spostandosi di pochi chilometri. Interverrà, infatti, la geolocalizzazione allo scopo di presentare risultati coerenti con l&#8217;area geografica in cui l&#8217;utente si trova; ma interverrà pure la personalizzazione: l&#8217;utente, se &#8220;conosciuto&#8221; dai motori, potrà ottenere in cima alle serp siti relativi a cinema che proiettano, in quella data settimana, film comici, proprio perché sono quelli che preferisce. E, ancora, in posizione intermedia, potrebbero essere presenti collegamenti a video contenenti i trailer di quei stessi film&#8230;</em></p>
<p><strong>I fattori da considerare per effettuare un posizionamento saranno troppi e difficilmente misurabili.</strong> Ecco allora che sarà ancora più conveniente effettuare politiche di <a href="http://www.ranked.it/seo/seo-long-tail/">Long Tail Optimization</a>. Individuare, cioè, enormi quantità di chiavi settoriali e di nicchia, dove il campione di utenti che ne fa uso risulterà ridotto e dove i motori non saranno in grado di disporre di dati certi per personalizzare la ricerca.</p>
<p>Quanto al codice, non credo si potrà fare molto! Sicuramente sarà necessario effettuare analisi più approfondite dei competitor, dei loro fattori on page e off page. Il link tematico avrà valenza superiore e, all&#8217;aumentare delle capacità semantiche dei motori, sarà possibile stabilire correlazioni tra siti web che, attualmente, agli occhi degli stessi motori, non hanno alcun elemento comune.</p>
<p>Quanto alla promozione online, si dovrà passare dall&#8217;ottica di link popularity a quella di <a href="http://www.ranked.it/seo/social-popularity/">social popularity</a>. Le strategie per ottenere link e trust saranno quelle che possono fare la differenza: link baiting, word of mouth, buzz diventeranno termini ancora più importanti di ora per tutti i SEO. Mi viene da pensare, infine, che l&#8217;attività di Posizionamento nei Motori di Ricerca sarà molto più costosa, soprattutto in termini di tempo e, forse, di studio e dedizione.</p>
<h2><strong>Varie</strong></h2>
<p>Da qualche mese sono stati implementati i cosiddetti <a href="http://technorati.com/posts/tag/indicizzazione+google+risultati+supplementari">risultati supplementari</a> da parte di Google.</p>
<p>Ammetto di non aver compreso appieno il loro funzionamento; l&#8217;unica certezza, ad oggi, <a href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/981-risultati-supplementari-parliamone.html">è che sono del tutto inefficaci</a>. Ad ogni modo prevedo che, col passare degli anni, si svilupperanno sempre più differenziazioni tra serp di serie A e serp di serie B; quando l&#8217;algoritmo riterrà che una pagina presenti contenuti non del tutto nuovi e/o comunque interessanti per l&#8217;utente provvederà ad estrometterla dai risultati principali ma, in mancanza di dati certi in merito ad una sua violazione delle linee guida, sarà obbligato ad indicizzarla comunque in un altro indice, meno importante. Solo fra qualche tempo si potrà valutare l&#8217;efficacia di queste operazioni: temo che, per un certo periodo, metaforicamente parlando, molte pagine meritevoli del Paradiso, saranno costrette a dimorare, ingiustamente, nel Purgatorio&#8230;</p>
<p>Della Privacy ho parlato a più riprese. Aggiungo solo che mi sembra possibile che, fra qualche tempo, la ricerca personalizzata intervenga anche sugli IP statici e quindi, a distanza di qualche tempo, se le mie previsioni sono corrette, anche sugli IP dinamici. Insomma, prima o poi, ma posso sbagliare, il meccanismo sarà attivo anche quando non abbiamo effettuato un accesso all&#8217;account di Google (e degli altri motori che implementeranno applicazioni similari).</p>
<h2><strong>Sem e Seo</strong></h2>
<p>A mio avviso, uno degli scopi della ricerca personalizzata è favorire la ricerca a pagamento, il Pay per Click (o altra forma prevista tra qualche anno). Mi sto domandando se, in questo scenario futuro, <strong>sarà più semplice e meno costoso effettuare del buon SEM</strong> piuttosto che avventurarsi in una complessa campagna di posizionamento. Onestamente non so rispondere a questo quesito. Le campagne SEM potrebbero aumentare a scapito di quelle SEO. Potrebbe accadere che, ad un aumento della domanda di ADS verrebbe a corrispondere una diminuzione del loro costo per le economie di scala, questo determinerebbe un ulteriore effetto volano. Ma potrebbe accadere anche l&#8217;esatto opposto, come molti affermano: l&#8217;aumento della richiesta di ADS potrebbe portare alla saturazione degli spazi espositivi e quindi a costi a click proibitivi, dirottando nuovamente molti investimenti verso il posizionamento organico.</p>
<p>L&#8217;esperienza, tuttavia, insegna: quando il PPC fu introdotto per la prima volta numerosi siti e blog titolavano &#8220;il SEO è morto&#8221; e, in tutta onestà, questo non è avvenuto.</p>
<h2><strong>Lo spam</strong></h2>
<p>Leggo di continuo proclami dei ricercatori dei motori di ricerca: dicono di essere vicini a sistemi per arginare lo spam, eppure il fenomeno non si arresta. Tutt&#8217;altro.</p>
<p>Attualmente, circa l&#8217;11% dei risultati delle serp statunitensi è composto da pagine prive di contenuti e ricolme di ads. E, tale percentuale non tiene conto di molte altre categorie di &#8220;junk pages&#8221;. <strong>Insomma, diciamocelo, oggi lo spam dilaga.</strong></p>
<p>In futuro? Uso l&#8217;immaginazione&#8230; Da una parte i motori potrebbero divenire più intelligenti ed eliminare molti siti che &#8220;sporcano le serp&#8221;, dall&#8217;altra l&#8217;aggiunta della dimensione utente potrebbe rendere gli attuali spam engine molto meno efficaci e quindi meno redditizi.</p>
<p>Tuttavia, potrebbe anche accadere che il fenomeno si espanda anche in considerazione delle economie di scala che si possono attuare creando spam engine. Lo spammer, per mantenere inalterato il suo guadagno, potrebbe aumentare l&#8217;offerta di siti spam, sembra logico!</p>
<p>Inoltre, come sta avvenendo per i motori, stanno proliferando nuove tipologie di spam engine verticalizzate.</p>
<p>In definitiva, lo spam, come molte altre attività perniciose, segue il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principi_della_dinamica#Terzo_principio_o_principio_di_azione_e_reazione">Terzo Principio della Dinamica</a>.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p><strong>Il Posizionamento è una attività in via di estinzione?</strong><br />
Non credo. Per meglio dire, è una attività che nei prossimi anni subirà una incredibile evoluzione.<br />
I SEO dovranno essere sempre più polivalenti e specializzati, ottimi copywriter, attenti all&#8217;analisi, alla statistica, alla Web Analytic, ai trend: insomma, degli esperti di comunicazione tout court. Non ci si potrà più improvvisare esperti di Posizionamento, lo spero almeno&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img width="459" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/ultimo_seo.jpg" alt="ultimo_seo.jpg" height="109" title="ultimo_seo.jpg" /></p>
<p>E se il futuro fosse talmente infausto quasi a voler dire che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Highlander_%28film%29">ne resterà uno solo</a>, beh, allora, mi auguro di essere <strong>IO</strong> quell&#8217;unico sopravissuto!</p>
<p align="center"><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/the_end.jpg" alt="La fine del SEO?" height="104" title="La fine del SEO?" /></p>
<p><em style="color: #153448">L&#8217;articolo è disponibile anche in PDF, convertito e lavorato in tale formato <strong>interamente a mano</strong>. Potete leggerlo, pubblicarlo, farci quello che vi pare, vi chiedo solo un link a questo blog in cambio&#8230;</em><strong><span style="color: #153448"><br />
[<a rel="nofollow" href="http://www.ranked.it/wp-content/pdf/SEO-motori-ricerca-futuro.pdf" title="Seo e Motori di Ricerca del futuro in PDF fatto a mano">Scarica articolo</a> - PDF 100 KByte]</span></strong><em style="color: #153448"><br />
</em><br />
<!--post2pdf_exclude--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SEO e Motori di Ricerca del futuro &#8211; PARTE PRIMA</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 18:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/generale/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-parte-prima/</guid>
		<description><![CDATA[Introduzione Negli ultimi mesi Google Inc. ha annunciato (e in parte implementato) numerose nuove funzionalità per il suo motore di ricerca: Universal Search, Ricerca Verticale dei risultati e Ricerca Personalizzata. Credo vi siate resi conto che nutro un interesse quasi morboso per questi argomenti, soprattutto per l&#8217;ultimo. Ma, a torto, forse? Sono applicazioni che sconvolgeranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p><a href="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_ricerca_big.jpg" title="Come sarà il SEO in futuro? Come saranno i Motori di Ricerca?" rel="lightbox"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_ricerca_futuro.jpg" alt="seo_motori_ricerca_futuro.jpg" title="seo_motori_ricerca_futuro.jpg" class="flotta" height="208" width="300" /></a> Negli ultimi mesi Google Inc. ha annunciato (e in parte implementato) numerose nuove funzionalità per il suo motore di ricerca: <strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2007/05/universal-search-best-answer-is-still.html">Universal Search</a></strong>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vertical_search">Ricerca Verticale</a> dei risultati e <strong><a href="http://www.ranked.it/google/la-ricerca-personalizzata-di-google/">Ricerca Personalizzata</a></strong>.</p>
<p>Credo vi siate resi conto che nutro un interesse quasi morboso per questi argomenti, soprattutto per l&#8217;ultimo. Ma, a torto, forse? Sono applicazioni <strong>che sconvolgeranno totalmente il modo di operare in ambito SEO</strong>!</p>
<p>Non mi riferisco, certamente, a quei surrogati di ricerca personalizzata che mostrano Google e compagnia in questi giorni, ma a quello che sarà visibile e utilizzabile fra qualche anno: una rivoluzione!<br />
Immaginiamoci davanti al nostro computer fra qualche anno: ogni nostra ricerca differirà sensibilmente da quelle effettuate dai nostri colleghi, amici, connazionali.<br />
Ma anche i nostri stessi risultati muteranno, a loro volta, da un luogo ad un altro e, ancora, verranno visualizzati (del resto già avviene) non solo link a siti web, ma anche a immagini, video, file musicali, mappe&#8230;</p>
<p>Date queste premesse lo scopo dell&#8217;articolo è quello di individuare un possibile scenario che descriva il SEO dei prossimi anni. Alcune delle implementazioni descritte sono già attive e quindi le mie sono previsioni piuttosto spicciole, lo ammetto. Ma ho tentato anche di spingermi oltre di immaginando come potrà essere il mio lavoro fra qualche anno.</p>
<p>Prima di iniziare, una precisazione: d&#8217;ora in avanti, forse impropriamente, considererò come personalizzate quelle serp che condividono le seguenti caratteristiche:</p>
<ul type="disc">
<li>mostrano risultati      che tengono conto delle ricerche precedenti effettuate da un utente;</li>
<li>mostrano risultati      che tengono conto della posizione geografica dell&#8217;utente;</li>
</ul>
<h2>Ottimizzare per gli utenti, non per i motori</h2>
<p>Da anni si sostiene l&#8217;importanza di un&#8217;ottimizzazione che tenga conto principalmente delle <strong>esigenze degli utenti</strong> e, solo quando abbia soddisfatto questo aspetto, possa, poi, considerare i motori.  Spesso, per varie ragioni, questo principio è disatteso anche dai Seo più famosi e capaci.</p>
<p>Ma in futuro, quando le serp cambieranno di continuo, presumo sarà indispensabile concentrarsi, molto più di adesso, <strong>sull&#8217;effettiva utilità dei contenuti e sull&#8217;usabilità</strong>.</p>
<p>Pensiamo all&#8217;attività che sta alla base del posizionamento: <strong>l&#8217;individuazione delle keyword</strong>.<br />
Oggi, generalmente il cliente propone un argomento ed il SEO effettua delle ricerche allo scopo di individuare una lista di chiavi a questo correlate sulle quali ottimizzare poi il sito. Presumo che non sarà più possibile operare in questa modalità!<br />
Anzi, la campagna di posizionamento dovrà essere concepita in modo diametralmente opposto: sulla base dell&#8217;argomento prescelto, dovremo individuare un insieme di utenti che <strong>condividono esperienze e caratteristiche</strong> <strong>comuni</strong> e, solo al termine di questa operazione, potremo definire una lista di chiavi a questi correlate.<br />
La fase di individuazione della tipologia di utente risulterà fondamentale. <strong>Si dovranno aggregare gli utenti per abitudini, per stili di vita, per appartenenza ad una data classe sociale e ad un certo ambiente lavorativo.</strong></p>
<p>Chiariamo il concetto con un esempio: poniamo vi siano due individui che effettuino una stessa ricerca, ma mentre il primo è un medico, il secondo è un utente qualsiasi che vuole informarsi su una data patologia. A ricerca personalizzata attiva, i risultati saranno molto diversi sulla base della quantità di dati relativi a questi stessi utenti di cui il motore dispone. Per il professionista verranno mostrate serp tecniche, è un esperto del settore, vuole approfondire, vuole studiare, aggiornarsi.<br />
L&#8217;utente comune, invece, è interessato a disquisizioni meno dotte, insomma a conoscere semplicemente le caratteristiche di una patologia.</p>
<p>Di conseguenza il SEO sarà costretto ad abbandonare una logica prettamente bidimensionale  &#8211; chiave/posizione &#8211; in luogo di una tridimensionale che tenga conto di un ulteriore variabile: l&#8217;utente!.</p>
<p><strong>Non sarà più possibile affermare che un sito è in prima posizione per una certa keyword, ma piuttosto che è in prima posizione per una certa chiave sulla base di una data percentuale di utenti.</strong></p>
<h2>Ricerca Universale</h2>
<p>Da circa due mesi Google ha annunciato <strong>Universal Search</strong>, la presentazione dei risultati che elenca non solo collegamenti a siti web, ma anche a video, immagini, mappe, libri, ecc..</p>
<p>Onestamente tale modalità di visualizzazione delle serp non mi convince: credo che, attualmente, più del 95% degli utenti sia interessata a individuare, tramite una ricerca, solamente link a siti web e non ad altre risorse.</p>
<p>In futuro, però, le cose potrebbero cambiare radicalmente e quindi il SEO dovrà essere in grado di <strong>ottimizzare contenuti molto diversi da quelli elencati nelle serp attuali</strong>.<br />
Ad esempio i contenuti video, attraverso trascrizioni ottimizzate dei dialoghi (almeno sino a quando gli algoritmi non saranno in grado di effettuare analisi vocali), tagging e via dicendo; ma anche i  <strong>meta delle immagini</strong> (quelle informazioni specifiche che si ottengono, ad esempio in Windows, mediante la pressione del tasto destro sul file immagine e la selezione dell&#8217;opzione proprietà) a cui i motori presumo attribuiranno un peso specifico ben più elevato. Quindi file audio, mappe e via dicendo.</p>
<h2>Verticalizzazione dei risultati</h2>
<p>Il web cresce in maniera esponenziale ogni giorno: nuove pagine, nuovi siti, nuovi contenuti. All&#8217;aumentare della complessità informativa si rendono necessarie nuove attività di catalogazione e di distribuzione delle informazioni: il caro, vecchio concetto del Divide et Impera.</p>
<p>Ebbene a questo riguardo, già ora, Google e tutti gli altri motori stanno attuando in maniera sempre più massiccia la cosiddetta <strong>verticalizzazione dei risultati</strong>.  Danny Sullivan la definisce <a href="http://searchengineland.com/070516-143312.php#what">ricerca specializzata</a>: i siti e tutte le altre risorse vengono raggruppati per topic, ad esempio finanza, medicina, cucina, ecc..<br />
Così, per effettuare una ricerca, dapprima si determina la sezione del motore afferente ad un dato topic (o si seleziona una macrocategoria o, ancora, si utilizza un&#8217;opzione di tipo &#8220;search within&#8221; all&#8217;interno di una serp) e quindi si digita la query ottenendo, ovviamente, risultati intimamente legati al tema prescelto.</p>
<p>Questo sistema, credo, risulterà di indubbia utilità per l&#8217;utente; un esempio può chiarire il concetto: digitando, in un motore di ricerca, il termine &#8220;safari&#8221; si ottengono, in testa alle serp, risultati afferenti al famoso browser di Apple. Risultati del tutto privi di utilità per un utente interessato ad informazioni sui &#8220;Safari in Africa&#8221;. Ecco, allora, che una ricerca specializzata a tema &#8220;viaggi e tempo libero&#8221; potrebbe eliminare i risultati non pertinenti in favore di quelli che realmente lo sono.</p>
<p>A questo riguardo il SEO, per sua sfortuna, dovrà applicarsi ancora più di oggi nella <strong>tematizzazione della pagina</strong> nelle sue componenti on page, ma anche e soprattutto in quelle off page. Dovrà essere posta molta più attenzione ai link in entrata, un numero considerevoli di questi non a tema potrebbe essere molto deleterio. I motori,  probabilmente, presteranno molta più attenzione ai link in uscita, come a dire: &#8220;dimmi con chi vai e ti dirò chi sei&#8221;.</p>
<p><strong>Fine della prima parte</strong></p>
<p>Nella seconda si tratterà di:</p>
<ul type="disc">
<li>Analisi,      test, feedback</li>
<li>Software      di analisi del posizionamento, log e metriche</li>
<li>Fattori      di Posizionamento</li>
<li>Varie</li>
<li>Sem      e Seo</li>
<li>Lo      spam</li>
<li>Conclusioni</li>
</ul>
<p><!--post2pdf_exclude--></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Web 2.0 Demystified</title>
		<link>http://www.ranked.it/web/web-2-0/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/web/web-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 15:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/web/web-2-0/</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto con interesse l&#8217;ultimo rapporto Nielsen Netratings riguardo alla penetrazione del Web 2.0 nel nostro paese. Dallo studio si evince che, come nella maggioranza dei paesi europei, l&#8217;Italia ha visto un incremento considerevole di fruitori di siti che appartengono a questa categoria. Nella fattispecie circa il 56% del totale dei navigatori ha effettuato una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ranked.it/wp-content/images/web_2_0_big.jpg" rel="lightbox"><img rel="lightbox" width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/web_2_0.jpg" alt="Web 2.0 Demystified" height="229" title="Web 2.0 Demystified" class="flotta" /></a>Ho letto con interesse l&#8217;ultimo rapporto <a href="http://www.nielsen-netratings.com/pr/PR_040407_IT.pdf" title="Estratto dello studio Nielsen Netratings sul web 2.0">Nielsen Netratings</a> riguardo alla penetrazione del Web 2.0 nel nostro paese. Dallo studio si evince che, come nella maggioranza dei paesi europei, l&#8217;Italia ha visto un incremento considerevole di fruitori di siti che appartengono a questa categoria. Nella fattispecie circa il 56% del totale dei navigatori ha effettuato una o più sessioni presso siti web 2.0.</p>
<p>A prescindere dalle categorizzazioni poste dall&#8217;indagine è importante sottolineare che i servizi che hanno ottenuto il maggior incremento di visitatori sono stati <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale" title="Wikypedia Italia">Wikipedia</a>, <a href="http://www.youtube.com/" title="YouTube">Youtube</a>, <a href="http://www.myspace.com/" title="MySpace">Myspace</a> e <a href="http://www.blogger.com/start?hl=it" title="Blogger">Blogger</a>. L&#8217;uso di questi strumenti, sicuramente più coinvolgenti di altri, ha aumentato i tempi delle sessioni di navigazione: circa 28 ore al mese contro le 19 scarse dell&#8217;utente, per così dire, tradizionale. Emerge anche un dato inquietante, il web 2.0 sembrerebbe &#8220;cosa da uomini&#8221;, giacché il gentil sesso che fa uso di questi servizi risulta, soltanto, una minoranza. Le donne italiane, in sostanza, sembrerebbero interessate solamente a servizi di &#8220;vita virtuale&#8221; quali, ad esempio, <a href="http://www.neopets.com/" title="Neopetz">Neopetz</a> e <a href="http://piczo.com" title="Piczo">Piczo</a>.</p>
<p>In sintesi il fruitore di web 2.0 è un utente, quasi esclusivamente maschio, più maturo, più esperto di tecnologia ed in grado di investire più tempo che in passato nella navigazione.</p>
<p>Veniamo alla definizione di web 2.0 di Nielsen Netratings: &#8220;Il Web 2.0 o My.Internet è l&#8217;ambiente in cui si sono sviluppati dei siti e delle applicazioni web, che mettono il controllo del contenuto, sia generato direttamente dall&#8217;utente che no, nelle mani del consumatore&#8221;.</p>
<p>Ho riletto più volte la citazione e, onestamente, trovo una contraddizione formale. Quel &#8220;che no&#8221; mi lascia piuttosto perplesso. In pratica è pure web 2.0 un&#8217; applicazione che permette all&#8217;utente di controllare dei contenuti non da lui generati. Ma allora mi chiedo che significhi controllare.<br />
Prendiamo, ad esempio, YouTube. Ad un utente generico questo servizio permette di visualizzare un filmato, di inserirlo nella propria playlist e, al massimo, di invitare un amico a riprodurlo. Che altro? Queste stesse operazioni, certo, forse in maniera semplificata, non sono effettuabili anche in siti che non appartengono al novero del web 2.0?</p>
<p>Ma anche nel caso in cui sia lo stesso utente a generare contenuti, siamo certi che questo non poteva avvenire già da tempo? Pensiamo ad esempio ai numerosi siti che permettevano di gestire un hard disk virtuale parecchi anni or sono.</p>
<p>Consideriamo ora Myspace o Blogger. Sembrano proprio evoluzioni di servizi quali <a href="http://www.tripod.lycos.com/" title="Tripod">Tripod</a> o <a href="http://it.geocities.yahoo.com/" title="Geocities">Geocities</a> (rispettivamente acquistati da Lycos e Yahoo!) che permettevano di fruire gratuitamente di uno spazio web e, attraverso la scelta di template predefiniti, di costruire il proprio sito personale. Sto parlando di applicazioni disponibili anni or sono, molto prima che venisse coniata l&#8217;etichetta 2.0 e prendesse piede il fenomeno blog.</p>
<p>Esaminiamo, inoltre, le applicazioni P2P, attive da anni e fruite da milioni di utenti che, per ragioni di comodo, raramente vengono incluse in questi studi.<br />
<a href="http://www.emule-project.net/" title="Emule">Emule</a>, ad esempio, ti consente di inserire contenuti (anche autonomamente generati) e di condividerli con la comunità, lo stesso dicasi per <a href="http://www.bittorrent.com/" title="Bittorrent">Bittorrent</a> e tutte le altre piattaforme di sharing.</p>
<p>Poi avete mai sentito parlare di newsgroup, liste di discussione e quant&#8217;altro? Si tratta di servizi che adottano un meccanismo molto semplice: si invia una e-mail al gruppo a cui si è iscritti e, con lo stessa procedura, si ottengono risposte da altre utenti. Il tutto viene quindi pubblicato su un server visibile a chiunque sia dotato dell&#8217;applicazione apposita, normalmente inclusa in qualsiasi client di posta elettronica.<br />
Io, in tutta onestà, non vedo una grossa differenza tra questi strumenti e <a href="http://it.answers.yahoo.com/" title="Yahoo! Answers">Yahoo! Answers</a> (altro simulacro del web 2.0). Il server diviene un sito e, anziché inviare domande per e-mail, si usa una web form. Altre differenze? Ok, si possono votare le risposte, ma, insomma, non mi sembra una funzionalità che ponga quest&#8217;ultima applicazione ad un livello tanto superiore alla precedente.</p>
<p>Veniamo, infine, ai mondi virtuali. Via, sono dei puri e semplici videogiochi aperti al pubblico della rete! Vengono etichettati come web 2.0, eppure da anni si effettuano partite online a Counterstrike o Pro Evolution Soccer.</p>
<p>Di esempi ne potrei trovare altre decine&#8230;</p>
<p>A questo punto mi viene da pensare che, come in tutte le presunte rivoluzioni, è bene guardare al passato e, dalla sua analisi, riconsiderare il presente. Ecco perché sto con <a href="http://www-128.ibm.com/developerworks/podcast/dwi/cm-int082206.txt" title="Tim Barners Lee sul web 2.0">Tim Berners-Lee</a> quando dice che il web 2.0 non esiste: la migliorata interazione tra applicazione internet ed utente è pura e semplice evoluzione di ciò che già esisteva. Per cortesia, lasciamo perdere numeri o etichette.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ranked.it/web/web-2-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
