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Errori comuni nella progettazione di siti turistici

giovedì 29 aprile 2010

errori-siti-turistici

Il sito turistico è navigato, generalmente, da un target di utenza estremamente etereogeneo; in effetti il classico biglietto aereo o la camera d’albergo possono essere acquistati sia dall’utente esperto che da quello alle prime armi.  Non solo, anche la dotazione informatica può variare considerevolmente e quindi è possibile che il sito venga visitato da chi utilizza un vecchio pc con Windows 95 (che, magari, viene acceso un paio di volte l’anno) come pure dall’utente che naviga tramite l’ultimo modello di telefonino.

Di conseguenza chi disegna e sviluppa un sito turistico deve prestare la massima attenzione affinchè quest’ultimo risulti veloce, semplice da navigare, usabile e ottimizzato per i motori di ricerca.

Analizziamo ora alcuni degli errori che vengono commessi più comunemente nella realizzazione di un sito web turistico.

Siti multilingua e traduzioni

La maggioranza dei siti che si occupano di turismo possiedono versioni in lingua non del tutto soddisfacenti. L’errore comune è quello di affidare le traduzioni ad un non professionista allo scopo di ridurre i costi. Eppure l’elemento cardine di un sito, quello che fa la differenza, che permette di realizzare la conversione e cioè l’alienazione del bene o del servizio è proprio il contenuto. A mio modo di vedere preferirei risparmiare sulla grafica piuttosto che sulla correttezza terminologica e stilistica della versione in lingua del sito!

Per quanto dotato possa essere colui che è stato deputato alla traduzione non possiederà mai l’esperienza e la sensibilità di chi effettua traduzioni per mestiere.

Dirò di più, la traduzione dovrebbe essere effettuata da un madrelingua, o perlomeno una sua revisione, poiché, soprattutto per quel che riguarda le lingue anglofone, esistono migliaia di modi di dire e di costruzioni linguistiche a cui è difficile poter accedere se non si è del luogo.

Vi è mai capitato di visitare qualche paese estero e sorridere di fronte al’uso dell’Italiano maccheronico di qualche cartello? Ebbene molti turisti stranieri provano la stessa reazione navigando i nostri siti web!

Il form di richiesta informazioni

A volte mi imbatto in form chilometrici che contengono decine di campi inutili. Questo è un errore grossolano. Il form dovrebbe essere semplicissimo, contenere solo gli elementi essenziali per effettuare la prenotazione.

Nella fattispecie:

  • le etichette dei campi dovrebbero risultare chiare e porre un quesito all’utente piuttosto che contenere affermazioni. Per esempio, poniamo si stia prenotando un soggiorno presso un albergo e si voglia conoscere il numero degli ospiti, sembra più efficace un etichetta del tipo “In quanti soggiornerete nel nostro albergo?” piuttosto di un secco “Numero persone”;

  • dovrebbero sempre essere indicati i campi obbligatori (meglio utilizzare il termine specifico piuttosto che il classico asterisco);

  • qualora il numero di informazioni da richiedere all’utente sia, per necessità, comunque molto elevato è buona pratica spiegare il perchè a quest’ultimo. Non serve addentrarsi troppo nel particolare, è sufficiente una frase del tipo “Gentile utente, ci scusiamo per la lunghezza del modulo ma le informazioni richieste sono assolutamente essenziali per fornirti il nostro miglior preventivo/prezzo”;

  • la validazione dei campi è fondamentale per realizzare un buon form, per cui, se in un campo, ad esempio, viene richiesta una e-mail, deve essere approntato un meccanismo che blocchi la compilazione e segnali un errore qualora il dato inserito non corrisponda ad una email e così per tutti gli altri tipi di dati;

  • è utile approntare dei meccanismi di feedback susseguenti alla compilazione del form da parte dell’utente. Uno, per così dire, immediato e cioè una pagina di riepilogo in cui venga chiesto di ricontrollare tutti i dati immessi ed uno successivo quale può essere l’invio di un e-mail contenente il medesimo riepilogo (non sotto forma di una cruda lista di termini) magari in formato html e dotata dei tratti distintivi del sito web (loghi aziendali, slogan e quant’altro);

  • il pulsante che determina il processamento del form deve contenere una call to action. Per esempio, meglio l’imperativo “Prenota il tuo soggiorno” piuttosto dello standard “Invia”;

  • nonostante tutte queste accortezze molti utenti sono comunque spaventati dalla complessità dei form e abbandonano la pagina dei preventivi. Al riguardo è possibile approntare questo stratagemma: si può creare un form, cosidetto veloce, in home page, dotato di soli due campi nome e numero di telefono, sotto di esso, in bella evidenza, deve essere contenuto un messaggio che invita comunque l’utente a compilare il form più dettagliato per ottenere più efficacemente la prenotazione. In questo modo sarà possibile intercettare comunque una parte di utenza che, in condizioni normali, avrebbe abbandonato il sito.

I contenuti, questi sconosciuti

Come si è detto i contenuti sono il cardine del sito web. L’errore più comune a questo riguardo è quello di pensare che siano sufficienti due righe per pagina (e magari le pagine sono solo quattro o cinque) e sperare (per alcuni clienti con cui ho lavorato direi, quasi, pretendere) che le prenotazioni avvengano in massa.

La realtà è diversa: concorrenza e competizione sono massime nel settore turistico e pertanto se non si realizza un sito dotato di contenuti innovativi e originali è praticamente impossibile emergere.

Viviamo in Italia un paese splendido quanto a cultura, arte e paesaggi: non credo sia difficile, ad esempio, scrivere delle guide o degli articoli sui luoghi da visitare, inserire una news relativa ad eventi, perlomeno di tanto in tanto, insomma produrre dei contenuti sul turismo!

Al limite, se proprio non si dispone di tempo o il budget è estremamente limitato, ci si può accordare con qualche blogger al fine di ripubblicare i suoi contenuti.

In estrema sintesi un sito turistico per aver successo deve dare l’impressione di essere in continuo aggiornamento e questo vale sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Grafica, Flash e navigabilità

In tutta onestà non mi sento di dire che chi utilizza Flash per siti turistici sbagli, tutt’altro. In fin dei conti è necessario colpire il potenziale cliente affinché effettui la prenotazione. Sbaglia, tuttavia, chi utilizza il solo Flash per realizzare un sito turistico.

Non mi dilungo su questo aspetto ne ho parlato in varie occasioni: un sito composto da un unico swf è indigesto ai motori e tale può risultare anche agli utenti. Utilizziamo Flash per le sole animazioni ponendo attenzione a scrivere del testo alternativo che specifichi il loro significato, operazione utile, oltre che per i motori, anche lato l’accessibilità.

Sulle pagine introduttive (entra, scegli lingua, animazione, ecc..) meglio dette splash page non credo servano molte parole: devono essere rimosse!

Immagini e fotografie

Le immagini sono fondamentali in un sito turistico: devono colpire positivamente l’utente e delimitare visivamente il prodotto venduto. Ricordiamolo sempre, l’obiettivo è la prenotazione o la vendita di un servizio turistico.

A livello grafico sembra importante:

  1. alternare fotografie panoramiche o comunque d’insieme ad altre relative al particolare;

  2. fotografare l’ambiente durante l’uso quotidiano, ad esempio un ristorante gremito, una piscina con ospiti e via dicendo. L’immagine, in questo modo, non risulta asetticamente preparata;

  3. per lo stesso motivo, per ciò che concerne la rappresentazione di camere e alloggi, sembra utile abbellire gli ambienti con composizioni di fiori, piatti per colazione, libri e altri elementi di uso quotidiano;

  4. se possibile, non inserire le immagini nude e crude, usare delle ombreggiature ai bordi, delle strutture contenitrici a sacchetto o, al limite, creare una cornice adeguata tramite css. Lo stacco tra foto e contenuto risulta meno accentuato e viene a crearsi maggiore armonia nella pagina;

  5. fotografare lo staff; ciò infonde fiducia nel potenziale cliente!

  6. iconizzare: è ormai universale l’uso di icone per rappresentare i servizi aggiuntivi offerti dalle strutture ricettive;

  7. dettagliare adeguatamente, tramite gallerie di immagini visualizzabili solo a richiesta dell’utente, gli stessi servizi aggiuntivi (piscina, piano bar, ristorante, ecc.);

Presentazione della struttura e navigabilità

L’obiettivo di un sito turistico è semplice: deve rappresentare una struttura ricettiva e deve alimentare l’ideale che quest’ultima sia la migliore in circolazione (poco importa se poi questo non sia vero). È evidente, pertanto, la necessità che vengano comunicati all’utente tutti gli aspetti positivi e i servizi a valore aggiunto disponibili. Allo scopo sembra utile stilare, tramite un elenco puntato, tutti i comfort, inserire una mappa dei vani, indicare i servizi aggiuntivi (quali il parcheggio, la piscina, il ristorante, ecc.) in armonia con il punto sei del paragrafo precedente. Per quel che rigurda la navigazione è necessario prestare la massima attenzione nella composizione dei titoli di pagina (in altro a sinistra nel browser). Questi devono contenere una descrizione accurata della pagina a cui afferiscono (ad esempio: “Le nostre camere”, “il nostro ristorante”, “Prenota on-line” e via di questo passo). Se il sito è disposto su più livelli possono risultare di pratica utilità i breadcrumb e menù a tendina posti orizzontalmente sotto l’header quale snodo per accedere alle varie sezioni del sito. Se necessario può risultare utile la creazione di un menù contestuale a destra o sinistra del corpo dei contenuti.
A livello SEO credo sia fondamentale, ancora più che per altre tipologie di siti web, l’uso di un efficace mod rewrite e l’utilizzo degli header H1,…,Hn per delimitare i titoli di pagina, paragrafo e sottoparagrafo.

Pagina prezzi

L’utente è fortemente interessato a conoscere il costo d’uso di una stuttura ricettiva. Dirò di più, molti utenti chiedono preventivi a più strutture contemporaneamente, di conseguenza è necessario predisporre una pagina prezzi con accuratezza, nella fattispecie:

  • inserire informazioni certe sul prezzo del prodotto/soggiorno/camera.
    Evitare pertanto di utilizzare range (da… a…) o definire il solo estremo inferiore (prezzi a partire da…). A mio avviso è imperativo essere onesti e affermare qualcosa del tipo: “la camera costa x euro” seguita da una tabella che associa un sovraprezzo per ogni servizio accessorio;

  • laddove possibile sembra efficace fare intendere al cliente che il prezzo venga modificato e aggiornato di continuo piuttosto che pubblicare, di anno in anno, una tabella che associ quest’ultimo alla stagione. Per esempio la sezione listino può essere delimitata da un titolo quale “I prezzi di oggi, ‘data’”. Dove per ‘data’ intendo la data del giorno, generata dinamicamente dal server web;

  • le pagine o le sezioni relative alle promozioni sono visitate da nove visitatori su dieci, di conseguenza deve sempre essere presente una qualche forma di sconto od offerta speciale. Il gift nel web funziona sempre (Google, del resto, ci ha costruito un impero!) quindi è opportuno offrire almeno un caffè ai clienti che accedono a quelle pagine. In caso contrario meglio eliminarle.

Pagina contatti

Tale pagina dovrebbe contenere tutti i riferimenti per contattare la struttura: telefono, fax e cellulare per le chiamate notturne; inoltre nomi e recapiti dei referenti di ogni settore. Dovrebe essere presente una mappa del luogo dotata di coordinate GPS unitamente alle indicazioni stradali per raggiungere la struttura da stazioni e aeroporti limitrofi. Utile, direi quasi indispensabile, la creazione di una copia di questa pagina in formato PDF che il cliente possa stampare ed utilizzare durante il viaggio.

Supporto dispositivi mobili

Credo che i tempi siano maturi; sembra necessario creare una versione del sito ottimizzata per dispositivi mobili; peraltro se usate un cms open source probabilmente esistono plugin ed estensioni che effettuano gran parte del lavoro.

Dare del tu o del voi

La risposta è semplice, dipende dal tipo di clientela. Presumo che esista una corrispondenza molto forte tra numero di stelle e formalità. Ergo se la struttura è una piccola pensione o un agriturismo meglio dare del tu.

Altro

Lo decidete voi!
Se vi saranno commenti interessanti andrò ad aggiungere altri punti a questo articolo.

Web 7.0

martedì 25 agosto 2009

L'veoluzione del web e della user-experienceGià ho avuto modo di farlo notare: mi piace poco il termine web 2.0. Credo che, in tutti i campi, l’evoluzione implichi continuità con il passato; per tale motivo ritengo che sia sbagliato porre una netta separazione tra il web di quattro o cinque anni fa e quello attuale. Ma procediamo oltre. È indubbio che il web di oggi possegga una caratteristica fondamentale e cioè la forte interazione tra utente e sito, forum, blog, ecc.. Quest’ultimo ha l’opportunità di contribuire alla creazione di contenuti interessanti, scopo principale di un sito web. Questa innovazione non ha però comportato un miglioramento sostanziale di tutti quegli strumenti che permettono la comunicazione tra user e pagina web. Di conseguenza viene da chiedersi quale possa essere lo scenario futuro e cioè come possa essere migliorata, nei prossimi anni, l’user experience, l’ergonomia e, in particolare, l’immissione e la gestione di questa marea di contenuti generati dagli utenti. Ragioniamo pertanto sulle possibili evoluzioni di alcuni dei componenti delle pagine web..

I form

Se ci pensate, ajax o meno, le gestione dei form è invariata da un decennio: lunghi campi da compilare spesso con la pratica certezza che, al minimo errore, si debba effettuare ogni singolo inserimento ex novo. Ecco allora che, in un prossimo futuro, il browser al momento dell’installazione provvederà a raccogliere un set comune di dati personali che poi provvederà a cedere ai form delle pagine web. Questa funzionalità è già parzialmente attiva, come pure esistono software, generalmente a pagamento, che ottengono, più o meno lo scopo. Il fatto è che nessuno di questi è efficace ed efficiente: gli id dei form cambiano da sito a sito e quindi il browser non è in grado di riconoscere quale dato vada inserito in un certo campo pur magari essendo associato alla stessa label di un form precedentemente compilato. Ecco allora che una standadizzazione degli id dei form potrebbe decisamente migliorare le cose. Poi, probabilmente, diverrà possibile effettuare inserimenti tramite voce. Sia chiaro, attualmente questo è già possibile con software quali Dragon Naturally Speaking o con lo stesso Opera; sono, tuttavia, soluzioni ancora non soddisfacenti o comunque costose, almeno per quello che ho avuto modo di sperimentare. Io mi auguro avvenga una rivoluzione dal basso e cioè che sia il sistema operativo ad implementare comandi vocali applicabili poi anche al browser.

Le interfacce

Flash o meno, penso vi sarà un evoluzione delle interfacce di navigazione: saranno utilizzate sempre più interfacce di simulazione (cioè oggetti reali o elaborazioni digitali degli stessi al cui clic corrisponda una determinata azione) rispetto alle attuali interfacce di rappresentazione. Probabilmente farà capolino il 3D, ci sta giusto lavorando Google in questo periodo. Ovviamente queste innovazioni avranno successo quanto più saranno usabili, altrimenti si tratterà dell’ennesimo esperimento non andato a buon fine.

Le immagini

Già con l’html 5 che, ormai, è praticamente realtà, sarà possibile migliorare notevolmente l’inserimento di immagini e contenuti multimediali in un sito. Io penso però che, in futuro, sarà possibile visualizzare un’immagine, spostarla, ingrandirla, ruotarla, metterla in correlazione con altre. Anche in questo caso presumo che, per ottenere la massima efficienza, sia il browser a dover attivare tali funzionalità e non nuove modalità di scripting.

I video

I video credo siano la nota più dolente del web attuale; il loro inserimento, in youtube o altra piattaforma, è una operazione lunga, laboriosa e spesso limitata a poche centinaia di megabyte per i limiti imposti dalle piattaforme. È sufficiente poi che “salti” per un attimo l’adsl ed è la fine: si deve ricominciare tutto daccapo! Mi aspetto allora che vengano implementati uploader intelligenti che utilizzino meccanismi di resume. Spero in nuovi formati di compressione più efficienti e, ovviamente, nell’implementazione di connessioni più veloci.

Autenticazione

Da super utente frequento decine di forum, social, negozi online, ecc.; per ciascuno di essi devo ricordarmi login e password. Aggiungiamoci poi tutti i siti che realizzo e gestisco: c’è di che impazzire. Eppure la soluzione per risolvere il problema dell’autenticazione è già disponibile: OpenID! Si tratta di un geniale strumento gratuito che permette di inserire una sola volta login e password e consente di accedere a tutti i siti che lo interrogano tramite apposito script/plugin. In tutta sincerità non mi spiego il perchè non abbia, almeno siano ad ora, avuto il successo che merita!

Conclusioni

A livello di user experience c’è molto da migliorare, questo credo sia un dato incontrovertibile. Penso anche che non debba e non possa essere il solo web a migliorarsi, ma che l’evoluzione debba avvenire dal basso e cioè dai sistemi operativi e dai browser.

Il web nel mercato immobiliare – Prima parte

lunedì 9 marzo 2009

Tempus fugit…

Avvertenza: tutte le considerazioni presenti in questo articolo si riferiscono solo all’ambito della Provincia di Venezia e potrebbero non essere valide per altre provincie d’Italia.

web-mercato-immobiliareSe, come me, avete la sfortunata necessità di cambiare casa, permettetemi di offrirvi un abbraccio virtuale.

Comprendo perfettamente il vostro disagio: è una attività, difficile, noiosa ed estenuante.

Presumo, non essendo ancora giunto al termine della mia ricerca, che tutto si concluda per approssimazioni; si è talmente esausti che si preferisce acquistare un’immobile che si avvicini solo formalmente a quello sognato pur di non continuare a trascorrere il proprio tempo libero con agenti immobiliari, procacciatori d’affari e strani personaggi, veri e propri alchimisti del mattone, che hanno il dono di trasformare (purtroppo solo a parole) una stamberga in una reggia, che hanno la facoltà di controllare, a piacimento, i concetti di tempo (“…a pochi passi dal centro…” – sì ma con il taxi!) e di spazio (“…un appartamento di grande metratura…” – certo se includiamo nel computo terrazze, pianerottolo antistante l’ingresso, il vano ascensore e pure il parcheggio).

All’inizio di questa avventura pensavo che il web avrebbe potuto aiutarmi nella ricerca permettendomi di risparmiare tempo prezioso. Purtroppo così non è stato!

Procediamo con ordine, possiamo distinguere ed analizzare varie tipologie di siti immobiliari:

  1. siti web di agenzie immobiliari;
  2. portali immobiliari;
  3. portali generalisti che trattano anche di immobili;
  4. portali immobiliari speculativi o garbage (vedremo poi il perché di tale definizione).

SITI WEB DI AGENZIE IMMOBILIARI

Ho analizzato mentre li consultavo (deformazione professionale, non ne posso fare a meno!) circa una cinquantina di siti web di agenzie immobiliari. Quasi tutti hanno un elemento comune: sono realizzati senza considerare minimamente il punto di vista dell’utente e cioè colui che cerca casa.

Sia i siti realizzati da web agency che, ovviamente, quelli costruiti da amatori (perdonatemi, dal mio punto di vista, consegnare un progetto così complesso – in termini di usabilità – a chi non fa web di mestiere è come decidere di farsi operare di appendicite dal pescivendolo!) dispongono di un sistema di ricerca inefficace, di descrizioni degli immobili troppo succinte e fuorvianti e della mancanza cronica di foto degli stabili.

Alcune di queste mancanze, spesso, sono costruite ad arte (imprecisioni, assenza del prezzo, ecc.) al solo scopo di ottenere un appuntamento con il cliente e fargli vedere di persona l’immobile.

Io sono convinto che, nella quasi totalità dei casi, per quanto possa essere in gamba il commerciale, il prodotto non verrà venduto se non asseconda completamente le esigenze del potenziale cliente. A maggior ragione poi se, in precedenza, lo stesso cliente è stato illuso o, al più, ingannato da una descrizione fuorviante o mendace.

Insomma, una pratica simile è un suicidio a livello commerciale: il potenziale cliente, non trovando ciò che cerca, non solo non acquista ma, probabilmente, non sarà disposto più ad ascoltare l’agente qualora si presentassero nuove proposte di vendita a, al limite, potrà anche fare del pessimo passaparola.

Far convergere tutte le attività di marketing immobiliare verso il solo appuntamento con il potenziale cliente, senza alcuna certezza che questi, poi, sia effettivamente disposto ad acquistare è un po’ come se nel Pay Per Click si utilizzasse l’impression come metro di valutazione della bontà di una campagna di Ads: non può funzionare, è la conversione che conta, la vendita!

Dal punto di vista tecnico i siti in questione si assomigliano tutti. Una home page con la dichiarazione di intenti (talvolta poco efficace, in taluni casi il sito sembra addirittura quello di una finanziaria, visto che si pone l’attenzione più sull’aspetto mutuo che sulla compravendita), sezioni chi siamo e contatti e le pagine di ricerca.

Quasi tutti i siti sono realizzati con il supporto di un database prodotti; mi sono, tuttavia, imbattuto anche in siti statici, dove le pagine vengono create a mano, una per una; mi sembra un errore grossolano, giacché l’uso del db dovrebbe essere sempre previsto per un “sito catalogo”, soprattutto in considerazione della riduzione del costo di aggiornamento delle pagine.

In genere, nel sito immobiliare, è il sistema di ricerca il vero elemento catalizzatore e lo snodo verso tutte le altre pagine.

Il fatto è che, nella quasi totalità dei siti che ho visitato, l’applicazione di ricerca non tiene conto, come dicevo, nemmeno delle esigenze più elementari dell’utente. Gli errori più comuni sono i seguenti:

  • difficoltà nel filtrare i risultati, con la conseguenza che, spesso, è necessario visualizzare centinaia di schede prodotto prima di trovare quella che, almeno potenzialmente, può interessare;
  • descrizioni poco efficaci nei link che portano alla scheda immobile. È facile imbattersi in lunghi elenchi di link le cui etichette sono qualcosa di simile a “appartamento numero 1”, “appartamento numero 2”, ecc., (esagero ma vi posso assicurare che non sono molto lontano dalla realtà). Con descrizioni simili mi chiedo come sia possibile effettuare una scrematura e giungere alla scheda immobile che interessa;
  • laddove presente, il sistema di filtro risulta, spesso, difficilmente raggiungibile, non perfettamente funzionante o privo di opzioni essenziali (come, ad esempio, la presenza di garage, di giardino, il numero delle camere, il riscaldamento centralizzato e molti altri ancora);
  • la difficoltà di filtrare la ricerca per certe zone della città. Giova sapere che il comune di Venezia è molto vasto e comprende più zone di terraferma (Mestre, Marghera). Ecco allora che in molti di questi siti (e, spesso, anticipo, anche nei portali) alcune zone non sono presenti ed è necessario scorrere tutti gli immobili del comune per trovare le schede che interessano. In alcuni casi il filtro utilizza il termine generico “periferia”. Ma come può essere stabilito a priori quali siano le zone di periferia di una città? E, nel caso di una metropoli, restringere a periferia porterebbe comunque ad un numero troppo elevato di risultati.
  • schede immobili carenti sotto tutti i punti di vista:
    • le descrizioni sono incomplete: mancano dati essenziali come l’età dello stabile, il piano, il tipo di riscaldamento, ecc.. Tale pratica mal si sposa con l’indole del navigatore, abituato a ricercare pregi e difetti del gadget dal costo di 50 euro, figuriamoci quando deve spenderne qualche centinaio di migliaia;
    • spesso mancano le foto dell’immobile o, se presenti, sono poco rappresentative. Quasi mai viene fotografato l’esterno. A tale riguardo gli agenti sostengono che è una pratica volontaria necessaria al fine di non far identificare l’immobile con la conseguenza che ci si accordi direttamente con il proprietario. Io credo, tuttavia, che vi sia, quasi sempre, la possibilità di dare almeno una indicazione fotografica “mascherata” della zona o perlomeno sia possibile creare una descrizione testuale che supplisca a tale mancanza quando questa sia assolutamente necessaria;
    • difficoltà ad ottenere feedback rapidi; a mio avviso se si pubblica una e-mail è necessario rispondere sempre alle richieste da web e in tempi rapidi. Nel mio caso ho, spesso, ottenuto risposte a distanza anche di una settimana o non ne ho proprio ottenute;
  • mancanza di un campo di ricerca libera; una tale opzione supplirebbe almeno alla metà degli inconvenienti sopra elencati, sempre se realizzata cum grano salis;
  • interfacce poche intuitive, realizzazioni di applicazioni Flash, splash page, animazioni inutili, laddove l’utente cerca, ancora più che in ogni altra tipologia di sito, informazioni in maniera rapida ed efficace;
  • gestione non troppo efficiente delle mappe (siano di Google o meno). Spesso e volentieri la mappa non identifica correttamente la zona di appartenenza dell’immobile, a volte “saltano” le api di google, a volte, addirittura, mi è capitato che la mappa riportasse, per ogni scheda, la posizione dell’agenzia immobiliare e non dell’immobile;
  • rara presenza di form immediati di contatto; ad esempio in home page o anche nelle singole schede, dove vengano richiesti pochi dati essenziali quali, ad esempio, nome e numero di telefono;
  • scarsissima attenzione al posizionamento nei motori di ricerca e al copywriting web: nove siti su dieci non applicano alcuna delle regole seo basilari, non utilizzano mod rewrite, non utilizzano segni identificatori (quali grassetto, corsivo, testi colorati, hover dei link, ecc..);
  • mancanza cronica di elementi innovativi come i video, le recensioni, il “dillo ad un amico”, i pareri di chi ha già acquistato, le newsletter.

Insomma il panorama, salvo qualche raro caso, appare, mia personalissima opinione, assolutamente desolante. E vi assicuro che potrei continuare ulteriormente…

A questo punto, per concludere, sembra utile analizzare due questioni di fondamentale importanza:

  • quale sia il motivo di un utilizzo così inefficiente del mezzo web;
  • come dovrebbe essere costruito in maniera efficace ed efficiente un sito web di una agenzia immobiliare.

Alla prima questione si può rispondere adducendo che il settore immobiliare è ancorato ad un metodo di vendita arcaico, privo di elementari forme di marketing moderno. Per anni, inoltre, si è assistito ad una ascesa inarrestabile del mercato della casa, con la conseguenza che la domanda è risultata sempre crescente e, pur di effettuare una compravendita, l’utente era disposto a trascurare le inefficienze di molti operatori del settore.

Ecco perché sono sorte agenzie immobiliari praticamente in ogni quartiere delle città, molte appartenenti addirittura alle medesime catene di franchising. Ricordo una simile proliferazione di esercizi equivalenti quando il videoregistratore diventò un prodotto di massa. Eppure ora, a distanza di pochi anni, le videoteche si possono quasi contare sulle dita di una sola mano nell’intera provincia.

Insomma, per un certo periodo di tempo, ogni attività in ambito immobiliare, anche se gestita in maniera poco abile, ha comunque portato generosi ricavi.

Oggi direi però, crisi o non crisi, che la “vena d’oro” si è ormai esaurita e, per forza di cose, molti degli operatori improvvisati dovranno, prima o poi, rendersene conto.

Quanto alla realizzazione efficace ed efficiente di un sito web immobiliare, oltre a quanto trattato in precedenza, direi che, in primo luogo, mi sembra necessario puntare sui contenuti, sulle descrizioni e sul seo e poi, eventualmente, sulla parte grafica. Insomma io che cerco casa voglio informazioni immediate e accurate, null’altro, poco mi importa di visualizzare animazioni ed ornamenti.

La ricerca dovrebbe essere del tipo “one clic and go”, scrivi ciò di cui hai bisogno e filtra, secondo successive approssimazioni, sino a raggiungere la scheda immobile che più ti interessa. Quest’ultima dovrebbe essere dotata di un buon testo descrittivo, una tabella (anche realizzata tramite un sistema di icone) che descriva le caratteristiche intrinseche dell’immobile e di una galleria immagini che permetta di visualizzare ogni singolo vano dello stesso, pure il giardino o il garage se presenti. Lo ripeto, devo spendere centinaia di migliaia di euro e, prima sprecare il mio tempo prezioso allo scopo di vedere fisicamente l’immobile voglio essere certo che sia dotato di tutte ciò che ritengo utile.

Il discorso seo è complicato, certamente non si può pensare di ottimizzare per chiavi del tipo “appartamento + città”; credo, tuttavia, che un mod rewriting realizzato per categorie – un url di esempio potrebbe essere il seguente: sito.ext/località/tipo di immobile/nome scheda – potrebbe essere comunque efficace. Non mi dilungo ulteriormente, ma ritengo dovrebbe essere imperativo l’uso dei tag H1,…,Hx, del grassetto, e di tutte quelle buone pratiche che permettono ad un sito di emergere nei motori di ricerca.

Veniamo, per concludere, ad un abbozzo di analisi costo/opportunità. Un sito con queste caratteristiche non credo abbia costi elevatissimi, costi, comunque, in ammortamento per diversi anni. Forse la voce più ingente potrebbe essere quella relativa all’aggiornamento che dovrebbe essere puntuale e costante.

Anche ammettendo, tuttavia, che quest’ultimo risultasse molto elevato io credo risulterebbe comunque inferiore al costo sostenuto tutte le volte in cui viene fatto uscire dall’agenzia un agente (telefonino, carburante, ecc.) che torna a mani vuote perché l’immobile non è risultato di gradimento al potenziale cliente proprio per la mancanza di una descrizione efficace online e/o offline.

Fine della prima parte.