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	<title>Ranked.it &#187; Google</title>
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	<description>SEO e Web Marketing</description>
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		<title>Sottodomini non più assimilabili a domini indipendenti</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/sottodomini/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/sottodomini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 17:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[serp]]></category>
		<category><![CDATA[sitelinks]]></category>
		<category><![CDATA[sottodominio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottodominio è un termine che viene, generalmente, utilizzato per definire, in maniera spicciola, un dominio di terzo livello. Ad esempio, posto che io abbia registrato il dominio www.piante.it, ho la titolarità di creare il sottodominio rose.piante.it, ma anche l&#8217;ulteriore sottodominio margherite.piante.it e via dicendo (e, in teoria, anche domini di quarto livello, di quinto, ecc.). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ranked.it/wp-content/images/sottodomini_google_big.gif" rel="lightbox"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/sottodomini_google.gif" alt="sottodomini_google.gif" title="sottodomini_google.gif" class="flotta" height="215" width="300" /></a>Sottodominio è un termine che viene, generalmente, utilizzato per definire, in maniera spicciola, un dominio di terzo livello.</p>
<p>Ad esempio, posto che io abbia registrato il dominio <strong>www.piante.it</strong>,<br />
ho la titolarità di creare il sottodominio <strong>rose.piante.it,</strong> ma anche l&#8217;ulteriore sottodominio<strong> margherite.piante.it</strong> e via dicendo (e, in teoria, anche domini di quarto livello, di quinto, ecc.).</p>
<p>Dipende poi dall&#8217;hosting stabilire se tale attività debba essere remunerata o meno.</p>
<p><strong>Tale pratica è sicuramente molto utile sia in ambito di Branding che, soprattutto, di Seo.</strong></p>
<p>Pensiamo, ad esempio, ad una società che produce cosmetici: può essere molto efficace (ragioniamo anche sull&#8217;immediatezza del ricordo della url) la creazione di sottodomini del tipo store.cosmetici.it, supporto.cosmetici.it e via dicendo.</p>
<p>Allo stesso modo, nell&#8217;ambito del posizionamento nei motori di ricerca, può essere utile utilizzare i sottodomini per separare sezioni di un sito (quelle, ad esempio, in lingua straniera) e, al limite, <strong>per realizzare tecniche più o meno evolute di spam</strong>.</p>
<p>La realizzazione di un sottodominio è peraltro un&#8217;operazione molto semplice e soprattutto poco costosa: si crea una sottocartella e quindi le si assegna il nome a dominio di terzo livello (<a href="http://www.cpanel.net/index.html">cpanel</a>, addirittura, ne permette la creazione tramite un solo clic). Gli hosting, in media, ammettono che, in un dominio, possano insistere da 5  a 10 subdomain gratuiti, i successivi, poi, devono essere remunerati, ma in misura certamente minore rispetto alla registrazione di un nuovo dominio.</p>
<p>Ma come si comporta Google (e gli altri motori di ricerca) quando deve indicizzare un sottodominio? <strong>Google attualmente considera un sottodominio alla stregua di un dominio indipendente.  Attenzione di un dominio indipendente, non di un sito indipendente!</strong></p>
<p>Di conseguenza ogni sottodominio ha delle caratteristiche intrinseche che lo fanno apparire qualcosa di estraneo al sito di provenienza, ma in cui sono presenti ancora dei legami con il suddetto.</p>
<p>Nella fattispecie:</p>
<ul type="disc">
<li>l&#8217;ip      di provenienza è il medesimo (anche se ritengo che nulla vieterebbe di      assegnare un ip esclusivo ad un sottodominio, ma verrebbe appunto meno la      convenienza per la maggioranza dei titolari di un sito);</li>
<li>un      sottodominio è la rappresentazione di una sottocartella, pur con      caratteristiche particolari (spesso, peraltro, il sottodominio risulta      accessibile sia come tale che come folder del sito; riprendendo l&#8217;esempio      iniziale, potrei arrivare alle stesse pagine digitando nel browser sia www.piante.it/rose      che rose.piante.it, senza un redirect adeguato);</li>
<li>a      livello empirico si è dimostrato che la penalizzazione di un sito      colpisce, indistintamente, tutti i suoi sottodomini (non ho però sufficienti      testimonianze che mi aiutino a stabilire, in maniera incontrovertibile, se      sia condizione necessaria e sufficiente un link tra dominio e      sottodominio); viceversa la penalizzazione di un sottodominio, in genere,      non arreca alcun danno al dominio di provenienza;</li>
<li>pur      avendo un ciclo di vita similare a quello di un nuovo sito, la stretta      correlazione con il dominio di provenienza gli consente di gestire in      maniera più agevole le fasi di indicizzazione e di eventuale <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sandbox_Effect">sandbox</a>;</li>
<li>la      trasmissione di Pagerank avviene, in genere, come per un qualsiasi nuovo      sito: se dal sito principale non vi sono link al sottodominio non vi è,      come dire, propagazione di Pr tra i due;</li>
<li>se      il sottodominio è intimamente collegato al dominio di provenienza (in      termini di struttura e gerarchia di link) esso verrà considerato alla      stregua di una sottocartella;</li>
<li>alcuni      osservazioni evidenziano che, se anche il sottodominio non dispone di      backlink dal dominio principale, viene comunque indicizzato da Google (e      qui ci troviamo di fronte ad un nonsense, in quanto Google afferma che se      un sito non dispone di link non viene incluso nell&#8217;indice);</li>
<li>adsense      e adwords, posti in un sottodominio, per la politica dello <a href="http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/2415/migliorare-il-rendimento-di-google-adsense/3/">smart      pricing</a>, possono essere inficiati da una cattiva gestione dei medesimi      nel dominio di provenienza (se, per fare un banale esempio, il dominio      principale è poco tematizzato e quindi ottiene pochi Ads pertinenti, lo      stesso trattamento subirà il sottodominio, che, magari, lo è ed in maniera      eccellente);</li>
<li><strong>non assecondano la regola del &#8220;massimo      2 risultati per serp&#8221;</strong>: ai sottodomini, in poche parole, non è      applicato quel filtro che impedisce ad un sito di comparire in una serp      per più di due volte (peraltro se i due risultati insistono nella medesima      pagina della serp, sono accorpati al di là della loro reale posizione      algoritmica).</li>
</ul>
<p align="center"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/accorpamento_risultati_google.gif" alt="Accorpamento dei risultati dello stesso sito in una serp da parte di Google" title="accorpamento_risultati_google.gif" height="197" width="346" /></p>
<p>Ebbene proprio quest&#8217;ultima caratteristica ha determinato l&#8217;uso (e, spesso, l&#8217;abuso) dello strumento dei subdomain. Numerosi siti, infatti, hanno realizzato centinaia di sottodomini allo scopo di colonizzare completamente i risultati di una serp. Kiji di Ebay rappresenta, senza dubbio, l&#8217;esempio più rappresentativo.</p>
<p>Da quanto leggo negli atti del <a href="http://www.pubcon.com/">PubCon</a> di Las Vegas, questa pratica forse non avrà più successo: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Matt_Cutts">Cutts</a> ha affermato che, a breve termine, <strong>i sottodomini <a href="http://www.seroundtable.com/archives/015621.html">verranno declassati al rango di sottocartelle e asseconderanno la regola del 2</a>!</strong></p>
<p>Così, ad esempio, non dovrebbe più essere possibile individuare serp come la seguente. I primi due risultati dovrebbero sparire, cannibalizzati dai secondi due più attinenti alla chiave ricercata.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/sottodomini_serp_tpu.gif" alt="Con la nuova gestione dei sottodomini Google eliminerà tutti i risultati da uno stesso sito oltre i canonici 2" title="Con la nuova gestione dei sottodomini Google eliminerà tutti i risultati da uno stesso sito oltre i canonici 2" height="301" width="459" /></p>
<p>I siti che dispongono di <a href="http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/2352/cosa-sono-i-google-sitelinks/1/">Sitelinks</a> risulteranno certamente meno penalizzati rispetto a quelli che non possiedono tale strumento. Tuttavia, a mio avviso, a fronte di una minima distorsione, si potranno ottenere serp più &#8220;pulite&#8221; e meritocratiche (considerate, ad esempio, il pattume presente in <a href="http://www.google.com/search?hl=it&amp;q=ripetizioni+latino+pisa&amp;btnG=Cerca&amp;lr=">questa</a>).</p>
<p>Ovviamente sta a Google stabilire quali e quanti siti possano non essere inficiati da tale filtro. Io sono dell&#8217;avviso che il filtro dovrebbe essere disattivato solo quando è universalmente manifesta l&#8217;utilità di ottenere più di due risultati afferenti allo stesso sito per serp, al di là del marchio e, soprattutto, del potere delle aziende a cui i domini appartengono.</p>
<p>A tale riguardo è importante sottolineare che questa modifica non riguarderà siti quali Blogspot o WordPress.com, lo stesso Google e, certamente, brand del calibro di Apple o Microsoft.</p>
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		<title>Analisi chirurgica di un Back Link</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/analisi-backlink/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/analisi-backlink/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 12:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella perpetua caccia al Back link credo si debbano tenere presenti alcuni principi fondamentali che permettano di stabilire se una fonte è buona o meno. Lo scopo è quello di non sprecare del tempo prezioso nella ricerca di link che non garantiscono alcun valore aggiunto al nostro sito web. A mio avviso un BL comunica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/analisi_backlink.jpg" alt="Analisi chirurgica di un BL" title="Analisi chirurgica di un BL" class="flotta" height="190" width="300" />Nella perpetua caccia al Back link credo si debbano tenere presenti alcuni principi fondamentali che permettano di stabilire se una fonte è buona o meno. Lo scopo è quello di non sprecare del tempo prezioso nella ricerca di link che non garantiscono alcun valore aggiunto al nostro sito web.</p>
<p>A mio avviso un BL comunica a Google tre distinte informazioni sul nostro sito:</p>
<ul type="disc">
<li>autorevolezza      (PR)</li>
<li>affidabilità      (TR)</li>
<li>significato</li>
</ul>
<p>L&#8217;ultimo credo sia il parametro più importante per il motore di ricerca.</p>
<p>Un esempio può chiarire il concetto: possiedo un sito che tratta, guarda caso, di frutta, e ricevo un BL da un altro sito di frutta con anchor &#8220;banane&#8221;.</p>
<p>Proviamo ad ipotizzare come Google valuta questo link.</p>
<p>Gbot raggiunge la pagina del sito che ci linca conoscendone già i contenuti, la frutta; di conseguenza si aspetta di trovare link in uscita che siano in qualche modo collegati a questo tema. Inoltre, il sito lincante ha già un PR e un TR ben definiti, ovverosia un indice di popolarità e di affidabilità che il motore utilizza per posizionare le sue pagine nelle Serp.</p>
<p>Arrivato sul link che porta al nostro sito, decide di seguirlo ed arriva alla nostra pagina.</p>
<p>Nel passaggio trasferisce delle informazioni; il ragionamento alla base è il seguente: il sito a monte ha per Google un valore pari ad x, questo linca il sito a valle con un anchor a tema. Google presume pertanto che l&#8217;autore del sito a monte trovi rilevante il sito a cui ha assegnato il link: quest&#8217;ultimo deve trattare, per forza di cose, dello stesso argomento, la frutta.</p>
<p>Il BL, insomma, ha apportato al nostro sito un triplice vantaggio: gli ha assegnato della <strong>rilevanza</strong> <strong>grazie al passaggio del PR</strong>, dell&#8217;<strong>autorevolezza</strong> <strong>grazie al passaggio di TR</strong> e, soprattutto, ha sancito che tratta di un <strong>argomento correlato</strong> a quello del sito a monte.</p>
<p>Per dirla alla maniera dei semiotici e di chi si occupa di linguistica: <strong>i BL attribuiscono significato al nostro significante-sito, che come un contenitore vuoto si vede riempire di significato e valenza</strong>.</p>
<p>Di conseguenza condivido in pieno la tesi di coloro che sostengono che sia decisamente più proficuo tentare di ottenere BL mirati e a tema. Condanno senza appello, però, coloro che trasformano questa pratica in integralismo.<br />
Anche un collegamento non a tema, a mio modesto avviso, può essere utile al nostro sito!</p>
<p>Se una pagina web riceve un BL da un sito non a tema ad elevato PR e TR, riceve comunque dei benefici in termini di PageRank e di TrustRank. Ovviamente a livello di significato il beneficio sarà nullo: Google, conclusa l&#8217;analisi, avrà individuato che le due fonti trattano di temi distinti.</p>
<p>Insomma, in ogni caso il link (se non proveniente da fonti ritenute &#8220;indegne&#8221; da Google) è sempre utile.</p>
<p>Forse in futuro la discrepanza di &#8220;significato&#8221;, considerata nell&#8217;ultimo esempio, potrebbe rappresentare una delle armi di Google per combattere i BL non spontanei: in effetti un sito che tratta di macchine agricole, per esempio, non dovrebbe avere alcun legame con uno che tratta di prenotazioni alberghiere e quindi nemmeno dei collegamenti.</p>
<p><em><strong>Questo articolo è stato scritto dal mio amico Marek Dimitrovic.</strong></em></p>
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		</item>
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		<title>SEO e Motori di Ricerca del futuro &#8211; PARTE SECONDA</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-2/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 18:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[A voi, amici, la seconda parte dell&#8217;articolo sul futuro del SEO e dei Motori di Ricerca. Mi piacerebbe che ciascuno di voi, poi, presentasse il suo personale scenario: i commenti sono a vostra disposizione! Analisi, test, feedback La conoscenza del comportamento degli utenti, l&#8217;analisi delle loro abitudini, dei loro gusti e delle loro preferenze assumerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #153448"><strong>A voi, amici, la seconda parte dell&#8217;articolo sul futuro del SEO e dei Motori di Ricerca. Mi piacerebbe che ciascuno di voi, poi, presentasse il suo personale scenario: i commenti sono a vostra disposizione!</strong></p>
<h2><strong>Analisi, test, feedback</strong></h2>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_futuro_big.jpg" title="SEO e Motori di ricerca nel fututo"><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_futuro.jpg" alt="Seo e Motori di Ricerca nel futuro" height="228" title="Seo e Motori di Ricerca nel futuro" class="flotta" /></a>La conoscenza del comportamento degli utenti, l&#8217;analisi delle loro abitudini, dei loro gusti e delle loro preferenze assumerà un ruolo sempre più importante. Si renderà necessario condurre test, panel, analisi estensive su campioni di utenti che condividono caratteristiche comuni.</p>
<p>Non solo, anche lo studio delle <strong>correlazioni semantiche che intercorrono tra date tipologie di utenti</strong> risulterà elemento imprescindibile per effettuare un buon posizionamento. Ecco allora che diventeranno sempre più importanti le aziende che dispongono delle risorse e della competenza per effettuare questo tipo di ricerche. Il feedback di chi arriverà alle nostre pagine dai motori di ricerca diventerà merce preziosissima. <strong>Ogniqualvolta un utente ci visita ci dovremo chiedere chi è, da dove viene, che mestiere fa, a che classe sociale appartiene</strong>, corrisponde ad un gruppo di user che abbiamo già &#8220;tracciato&#8221;?</p>
<h2><strong>Software di analisi del posizionamento, log e metriche</strong></h2>
<p>Come si diceva l&#8217;analisi del traffico dai motori rappresenterà una attività di fondamentale importanza. <strong>Mi auguro che, a breve, sarà possibile individuare ciascun utente in maniera più efficace, attraverso la geolocalizzazione.</strong> Attualmente i software di statistiche fanno difficoltà a tracciare un utente che utilizza un IP dinamico, generalmente messo a disposizione dalle adsl economiche. Ma, in un futuro molto vicino, potrebbe essere sviluppato da queste stesse applicazioni un algoritmo più efficace che effettui operazioni quali l&#8217;individuazione del range di IP dell&#8217;utente (ogni adsl, in ciascuna sessione di navigazione, assegna, infatti, degli IP compresi in un dato intervallo), consideri parametri quali il browser utilizzato, la provenienza geografica, il tempo di navigazione, ecc, per tracciare, con un modesto margine di errore, ciascun utente.</p>
<p>Di contro, <strong>risulterà molto difficile definire delle metriche SEO efficaci</strong>. La posizione nelle serp non potrà più essere utilizzata quale parametro di valutazione dell&#8217;efficacia di una campagna. I software attuali che, sulla base di una lista di chiavi, individuano la posizione delle pagine nei motori, potranno essere tranquillamente disinstallati, non essendo in grado che di offrire la visione dei risultati relativi ad utenti appartenenti a date tipologie. Lo ribadisco: <strong>si deve ragionare in tre dimensioni, utente/chiave/posizione!</strong></p>
<p>Ammettiamo, in ogni caso, che vengano implementati software di posizionamento in grado di condurre report su base tridimensionale: anche per la query più banale, sarebbero necessarie decine e decine di interrogazioni che simulino classi di utenti diverse, insomma, vi sarebbe il rischio concreto di saturazione della banda dei Motori di Ricerca. Pertanto, presumo che simili applicazioni sarebbero immediatamente bandite da Google e tutti gli altri Search Engine.</p>
<p>Ecco allora, che in mancanza di dati certi, i SEO &#8211; e gli stessi software di Posizionamento &#8211; non potranno che affidarsi all&#8217;analisi a posteriori dei log. Teorizzo anche la nascita di<strong> piattaforme di condivisione dei log che permettano </strong>di classificare gli utenti e, quando possibile, di attribuire l&#8217;uso di certe keyword a ciascuna classe. Per concludere, l&#8217;analisi statistica e la Web Analytic diverranno argomenti di importanza assoluta.<strong> </strong></p>
<h2><strong>Fattori di Posizionamento</strong></h2>
<p>Già ora, senza adeguati capitali e tempo, il posizionamento per chiavi competitive è un&#8217;operazione molto complessa e, soprattutto, costosissima. Ma pensiamo a quello che succederà fra qualche anno.</p>
<p><em>Pensiamo, ad esempio, ad una ricerca per la chiave &#8220;cinema&#8221;: le serp muteranno spostandosi di pochi chilometri. Interverrà, infatti, la geolocalizzazione allo scopo di presentare risultati coerenti con l&#8217;area geografica in cui l&#8217;utente si trova; ma interverrà pure la personalizzazione: l&#8217;utente, se &#8220;conosciuto&#8221; dai motori, potrà ottenere in cima alle serp siti relativi a cinema che proiettano, in quella data settimana, film comici, proprio perché sono quelli che preferisce. E, ancora, in posizione intermedia, potrebbero essere presenti collegamenti a video contenenti i trailer di quei stessi film&#8230;</em></p>
<p><strong>I fattori da considerare per effettuare un posizionamento saranno troppi e difficilmente misurabili.</strong> Ecco allora che sarà ancora più conveniente effettuare politiche di <a href="http://www.ranked.it/seo/seo-long-tail/">Long Tail Optimization</a>. Individuare, cioè, enormi quantità di chiavi settoriali e di nicchia, dove il campione di utenti che ne fa uso risulterà ridotto e dove i motori non saranno in grado di disporre di dati certi per personalizzare la ricerca.</p>
<p>Quanto al codice, non credo si potrà fare molto! Sicuramente sarà necessario effettuare analisi più approfondite dei competitor, dei loro fattori on page e off page. Il link tematico avrà valenza superiore e, all&#8217;aumentare delle capacità semantiche dei motori, sarà possibile stabilire correlazioni tra siti web che, attualmente, agli occhi degli stessi motori, non hanno alcun elemento comune.</p>
<p>Quanto alla promozione online, si dovrà passare dall&#8217;ottica di link popularity a quella di <a href="http://www.ranked.it/seo/social-popularity/">social popularity</a>. Le strategie per ottenere link e trust saranno quelle che possono fare la differenza: link baiting, word of mouth, buzz diventeranno termini ancora più importanti di ora per tutti i SEO. Mi viene da pensare, infine, che l&#8217;attività di Posizionamento nei Motori di Ricerca sarà molto più costosa, soprattutto in termini di tempo e, forse, di studio e dedizione.</p>
<h2><strong>Varie</strong></h2>
<p>Da qualche mese sono stati implementati i cosiddetti <a href="http://technorati.com/posts/tag/indicizzazione+google+risultati+supplementari">risultati supplementari</a> da parte di Google.</p>
<p>Ammetto di non aver compreso appieno il loro funzionamento; l&#8217;unica certezza, ad oggi, <a href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/981-risultati-supplementari-parliamone.html">è che sono del tutto inefficaci</a>. Ad ogni modo prevedo che, col passare degli anni, si svilupperanno sempre più differenziazioni tra serp di serie A e serp di serie B; quando l&#8217;algoritmo riterrà che una pagina presenti contenuti non del tutto nuovi e/o comunque interessanti per l&#8217;utente provvederà ad estrometterla dai risultati principali ma, in mancanza di dati certi in merito ad una sua violazione delle linee guida, sarà obbligato ad indicizzarla comunque in un altro indice, meno importante. Solo fra qualche tempo si potrà valutare l&#8217;efficacia di queste operazioni: temo che, per un certo periodo, metaforicamente parlando, molte pagine meritevoli del Paradiso, saranno costrette a dimorare, ingiustamente, nel Purgatorio&#8230;</p>
<p>Della Privacy ho parlato a più riprese. Aggiungo solo che mi sembra possibile che, fra qualche tempo, la ricerca personalizzata intervenga anche sugli IP statici e quindi, a distanza di qualche tempo, se le mie previsioni sono corrette, anche sugli IP dinamici. Insomma, prima o poi, ma posso sbagliare, il meccanismo sarà attivo anche quando non abbiamo effettuato un accesso all&#8217;account di Google (e degli altri motori che implementeranno applicazioni similari).</p>
<h2><strong>Sem e Seo</strong></h2>
<p>A mio avviso, uno degli scopi della ricerca personalizzata è favorire la ricerca a pagamento, il Pay per Click (o altra forma prevista tra qualche anno). Mi sto domandando se, in questo scenario futuro, <strong>sarà più semplice e meno costoso effettuare del buon SEM</strong> piuttosto che avventurarsi in una complessa campagna di posizionamento. Onestamente non so rispondere a questo quesito. Le campagne SEM potrebbero aumentare a scapito di quelle SEO. Potrebbe accadere che, ad un aumento della domanda di ADS verrebbe a corrispondere una diminuzione del loro costo per le economie di scala, questo determinerebbe un ulteriore effetto volano. Ma potrebbe accadere anche l&#8217;esatto opposto, come molti affermano: l&#8217;aumento della richiesta di ADS potrebbe portare alla saturazione degli spazi espositivi e quindi a costi a click proibitivi, dirottando nuovamente molti investimenti verso il posizionamento organico.</p>
<p>L&#8217;esperienza, tuttavia, insegna: quando il PPC fu introdotto per la prima volta numerosi siti e blog titolavano &#8220;il SEO è morto&#8221; e, in tutta onestà, questo non è avvenuto.</p>
<h2><strong>Lo spam</strong></h2>
<p>Leggo di continuo proclami dei ricercatori dei motori di ricerca: dicono di essere vicini a sistemi per arginare lo spam, eppure il fenomeno non si arresta. Tutt&#8217;altro.</p>
<p>Attualmente, circa l&#8217;11% dei risultati delle serp statunitensi è composto da pagine prive di contenuti e ricolme di ads. E, tale percentuale non tiene conto di molte altre categorie di &#8220;junk pages&#8221;. <strong>Insomma, diciamocelo, oggi lo spam dilaga.</strong></p>
<p>In futuro? Uso l&#8217;immaginazione&#8230; Da una parte i motori potrebbero divenire più intelligenti ed eliminare molti siti che &#8220;sporcano le serp&#8221;, dall&#8217;altra l&#8217;aggiunta della dimensione utente potrebbe rendere gli attuali spam engine molto meno efficaci e quindi meno redditizi.</p>
<p>Tuttavia, potrebbe anche accadere che il fenomeno si espanda anche in considerazione delle economie di scala che si possono attuare creando spam engine. Lo spammer, per mantenere inalterato il suo guadagno, potrebbe aumentare l&#8217;offerta di siti spam, sembra logico!</p>
<p>Inoltre, come sta avvenendo per i motori, stanno proliferando nuove tipologie di spam engine verticalizzate.</p>
<p>In definitiva, lo spam, come molte altre attività perniciose, segue il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principi_della_dinamica#Terzo_principio_o_principio_di_azione_e_reazione">Terzo Principio della Dinamica</a>.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p><strong>Il Posizionamento è una attività in via di estinzione?</strong><br />
Non credo. Per meglio dire, è una attività che nei prossimi anni subirà una incredibile evoluzione.<br />
I SEO dovranno essere sempre più polivalenti e specializzati, ottimi copywriter, attenti all&#8217;analisi, alla statistica, alla Web Analytic, ai trend: insomma, degli esperti di comunicazione tout court. Non ci si potrà più improvvisare esperti di Posizionamento, lo spero almeno&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img width="459" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/ultimo_seo.jpg" alt="ultimo_seo.jpg" height="109" title="ultimo_seo.jpg" /></p>
<p>E se il futuro fosse talmente infausto quasi a voler dire che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Highlander_%28film%29">ne resterà uno solo</a>, beh, allora, mi auguro di essere <strong>IO</strong> quell&#8217;unico sopravissuto!</p>
<p align="center"><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/the_end.jpg" alt="La fine del SEO?" height="104" title="La fine del SEO?" /></p>
<p><em style="color: #153448">L&#8217;articolo è disponibile anche in PDF, convertito e lavorato in tale formato <strong>interamente a mano</strong>. Potete leggerlo, pubblicarlo, farci quello che vi pare, vi chiedo solo un link a questo blog in cambio&#8230;</em><strong><span style="color: #153448"><br />
[<a rel="nofollow" href="http://www.ranked.it/wp-content/pdf/SEO-motori-ricerca-futuro.pdf" title="Seo e Motori di Ricerca del futuro in PDF fatto a mano">Scarica articolo</a> - PDF 100 KByte]</span></strong><em style="color: #153448"><br />
</em><br />
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		<title>SEO e Motori di Ricerca del futuro &#8211; PARTE PRIMA</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-1/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jul 2007 18:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/generale/seo-e-motori-di-ricerca-del-futuro-parte-prima/</guid>
		<description><![CDATA[Introduzione Negli ultimi mesi Google Inc. ha annunciato (e in parte implementato) numerose nuove funzionalità per il suo motore di ricerca: Universal Search, Ricerca Verticale dei risultati e Ricerca Personalizzata. Credo vi siate resi conto che nutro un interesse quasi morboso per questi argomenti, soprattutto per l&#8217;ultimo. Ma, a torto, forse? Sono applicazioni che sconvolgeranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p><a href="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_ricerca_big.jpg" title="Come sarà il SEO in futuro? Come saranno i Motori di Ricerca?" rel="lightbox"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/seo_motori_ricerca_futuro.jpg" alt="seo_motori_ricerca_futuro.jpg" title="seo_motori_ricerca_futuro.jpg" class="flotta" height="208" width="300" /></a> Negli ultimi mesi Google Inc. ha annunciato (e in parte implementato) numerose nuove funzionalità per il suo motore di ricerca: <strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2007/05/universal-search-best-answer-is-still.html">Universal Search</a></strong>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vertical_search">Ricerca Verticale</a> dei risultati e <strong><a href="http://www.ranked.it/google/la-ricerca-personalizzata-di-google/">Ricerca Personalizzata</a></strong>.</p>
<p>Credo vi siate resi conto che nutro un interesse quasi morboso per questi argomenti, soprattutto per l&#8217;ultimo. Ma, a torto, forse? Sono applicazioni <strong>che sconvolgeranno totalmente il modo di operare in ambito SEO</strong>!</p>
<p>Non mi riferisco, certamente, a quei surrogati di ricerca personalizzata che mostrano Google e compagnia in questi giorni, ma a quello che sarà visibile e utilizzabile fra qualche anno: una rivoluzione!<br />
Immaginiamoci davanti al nostro computer fra qualche anno: ogni nostra ricerca differirà sensibilmente da quelle effettuate dai nostri colleghi, amici, connazionali.<br />
Ma anche i nostri stessi risultati muteranno, a loro volta, da un luogo ad un altro e, ancora, verranno visualizzati (del resto già avviene) non solo link a siti web, ma anche a immagini, video, file musicali, mappe&#8230;</p>
<p>Date queste premesse lo scopo dell&#8217;articolo è quello di individuare un possibile scenario che descriva il SEO dei prossimi anni. Alcune delle implementazioni descritte sono già attive e quindi le mie sono previsioni piuttosto spicciole, lo ammetto. Ma ho tentato anche di spingermi oltre di immaginando come potrà essere il mio lavoro fra qualche anno.</p>
<p>Prima di iniziare, una precisazione: d&#8217;ora in avanti, forse impropriamente, considererò come personalizzate quelle serp che condividono le seguenti caratteristiche:</p>
<ul type="disc">
<li>mostrano risultati      che tengono conto delle ricerche precedenti effettuate da un utente;</li>
<li>mostrano risultati      che tengono conto della posizione geografica dell&#8217;utente;</li>
</ul>
<h2>Ottimizzare per gli utenti, non per i motori</h2>
<p>Da anni si sostiene l&#8217;importanza di un&#8217;ottimizzazione che tenga conto principalmente delle <strong>esigenze degli utenti</strong> e, solo quando abbia soddisfatto questo aspetto, possa, poi, considerare i motori.  Spesso, per varie ragioni, questo principio è disatteso anche dai Seo più famosi e capaci.</p>
<p>Ma in futuro, quando le serp cambieranno di continuo, presumo sarà indispensabile concentrarsi, molto più di adesso, <strong>sull&#8217;effettiva utilità dei contenuti e sull&#8217;usabilità</strong>.</p>
<p>Pensiamo all&#8217;attività che sta alla base del posizionamento: <strong>l&#8217;individuazione delle keyword</strong>.<br />
Oggi, generalmente il cliente propone un argomento ed il SEO effettua delle ricerche allo scopo di individuare una lista di chiavi a questo correlate sulle quali ottimizzare poi il sito. Presumo che non sarà più possibile operare in questa modalità!<br />
Anzi, la campagna di posizionamento dovrà essere concepita in modo diametralmente opposto: sulla base dell&#8217;argomento prescelto, dovremo individuare un insieme di utenti che <strong>condividono esperienze e caratteristiche</strong> <strong>comuni</strong> e, solo al termine di questa operazione, potremo definire una lista di chiavi a questi correlate.<br />
La fase di individuazione della tipologia di utente risulterà fondamentale. <strong>Si dovranno aggregare gli utenti per abitudini, per stili di vita, per appartenenza ad una data classe sociale e ad un certo ambiente lavorativo.</strong></p>
<p>Chiariamo il concetto con un esempio: poniamo vi siano due individui che effettuino una stessa ricerca, ma mentre il primo è un medico, il secondo è un utente qualsiasi che vuole informarsi su una data patologia. A ricerca personalizzata attiva, i risultati saranno molto diversi sulla base della quantità di dati relativi a questi stessi utenti di cui il motore dispone. Per il professionista verranno mostrate serp tecniche, è un esperto del settore, vuole approfondire, vuole studiare, aggiornarsi.<br />
L&#8217;utente comune, invece, è interessato a disquisizioni meno dotte, insomma a conoscere semplicemente le caratteristiche di una patologia.</p>
<p>Di conseguenza il SEO sarà costretto ad abbandonare una logica prettamente bidimensionale  &#8211; chiave/posizione &#8211; in luogo di una tridimensionale che tenga conto di un ulteriore variabile: l&#8217;utente!.</p>
<p><strong>Non sarà più possibile affermare che un sito è in prima posizione per una certa keyword, ma piuttosto che è in prima posizione per una certa chiave sulla base di una data percentuale di utenti.</strong></p>
<h2>Ricerca Universale</h2>
<p>Da circa due mesi Google ha annunciato <strong>Universal Search</strong>, la presentazione dei risultati che elenca non solo collegamenti a siti web, ma anche a video, immagini, mappe, libri, ecc..</p>
<p>Onestamente tale modalità di visualizzazione delle serp non mi convince: credo che, attualmente, più del 95% degli utenti sia interessata a individuare, tramite una ricerca, solamente link a siti web e non ad altre risorse.</p>
<p>In futuro, però, le cose potrebbero cambiare radicalmente e quindi il SEO dovrà essere in grado di <strong>ottimizzare contenuti molto diversi da quelli elencati nelle serp attuali</strong>.<br />
Ad esempio i contenuti video, attraverso trascrizioni ottimizzate dei dialoghi (almeno sino a quando gli algoritmi non saranno in grado di effettuare analisi vocali), tagging e via dicendo; ma anche i  <strong>meta delle immagini</strong> (quelle informazioni specifiche che si ottengono, ad esempio in Windows, mediante la pressione del tasto destro sul file immagine e la selezione dell&#8217;opzione proprietà) a cui i motori presumo attribuiranno un peso specifico ben più elevato. Quindi file audio, mappe e via dicendo.</p>
<h2>Verticalizzazione dei risultati</h2>
<p>Il web cresce in maniera esponenziale ogni giorno: nuove pagine, nuovi siti, nuovi contenuti. All&#8217;aumentare della complessità informativa si rendono necessarie nuove attività di catalogazione e di distribuzione delle informazioni: il caro, vecchio concetto del Divide et Impera.</p>
<p>Ebbene a questo riguardo, già ora, Google e tutti gli altri motori stanno attuando in maniera sempre più massiccia la cosiddetta <strong>verticalizzazione dei risultati</strong>.  Danny Sullivan la definisce <a href="http://searchengineland.com/070516-143312.php#what">ricerca specializzata</a>: i siti e tutte le altre risorse vengono raggruppati per topic, ad esempio finanza, medicina, cucina, ecc..<br />
Così, per effettuare una ricerca, dapprima si determina la sezione del motore afferente ad un dato topic (o si seleziona una macrocategoria o, ancora, si utilizza un&#8217;opzione di tipo &#8220;search within&#8221; all&#8217;interno di una serp) e quindi si digita la query ottenendo, ovviamente, risultati intimamente legati al tema prescelto.</p>
<p>Questo sistema, credo, risulterà di indubbia utilità per l&#8217;utente; un esempio può chiarire il concetto: digitando, in un motore di ricerca, il termine &#8220;safari&#8221; si ottengono, in testa alle serp, risultati afferenti al famoso browser di Apple. Risultati del tutto privi di utilità per un utente interessato ad informazioni sui &#8220;Safari in Africa&#8221;. Ecco, allora, che una ricerca specializzata a tema &#8220;viaggi e tempo libero&#8221; potrebbe eliminare i risultati non pertinenti in favore di quelli che realmente lo sono.</p>
<p>A questo riguardo il SEO, per sua sfortuna, dovrà applicarsi ancora più di oggi nella <strong>tematizzazione della pagina</strong> nelle sue componenti on page, ma anche e soprattutto in quelle off page. Dovrà essere posta molta più attenzione ai link in entrata, un numero considerevoli di questi non a tema potrebbe essere molto deleterio. I motori,  probabilmente, presteranno molta più attenzione ai link in uscita, come a dire: &#8220;dimmi con chi vai e ti dirò chi sei&#8221;.</p>
<p><strong>Fine della prima parte</strong></p>
<p>Nella seconda si tratterà di:</p>
<ul type="disc">
<li>Analisi,      test, feedback</li>
<li>Software      di analisi del posizionamento, log e metriche</li>
<li>Fattori      di Posizionamento</li>
<li>Varie</li>
<li>Sem      e Seo</li>
<li>Lo      spam</li>
<li>Conclusioni</li>
</ul>
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		<title>In Rank we Trust</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/trustrank/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 12:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiacchierata amichevole sul TrustRank Ammetto di non essere una persona che si documenta sul mondo del Seo andando a spulciarsi tutti i forum italiani ed esteri, traducendo brevetti o conducendo decine di esperimenti. In effetti il Posizionamento nei motori di ricerca non è la mia attività principale, ma solo un mezzo grazie al quale riesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Chiacchierata amichevole sul TrustRank</h2>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.ranked.it/wp-content/images/trustrank_big.jpg" title="Il TrustRank di Google, indicatore di affidabilità di un sito web"><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/trustrank.jpg" alt="TrustRank di Google" height="219" title="TrustRank di Google" class="flotta" /></a>Ammetto di non essere una persona che si documenta sul mondo del <strong>Seo</strong> andando a spulciarsi tutti i forum italiani ed esteri, traducendo brevetti o conducendo decine di esperimenti.</p>
<p>In effetti il <strong>Posizionamento nei motori di ricerca</strong> non è la mia attività principale, ma solo un mezzo grazie al quale riesco a promuovere il mio lavoro; per questo motivo devo ammettere di non aver studiato approfonditamente il concetto di TrustRank.</p>
<p>Dispongo, tuttavia, di una valida giustificazione: il TrustRank è qualcosa di addirittura più intangibile del <strong><a href="http://www.ranked.it/google/il-meraviglioso-mondo-del-pr/">PageRank</a></strong>, indicatore che per molti corrisponde semplicemente alla lunghezza della famosa barretta verde, ma che, in effetti, è tutt&#8217;altro!</p>
<p>Non essendo né un matematico, né tantomeno un programmatore, cerco di  usare la logica, la deduzione ed il buon senso per tentare di individuare il funzionamento dei vari algoritmi dei motori di ricerca.</p>
<p>Così ho operato per il concetto di Trust. <strong>Credo che il termine sia sinonimo di affidabilità</strong>. Per analizzarlo potrebbe essere utile utilizzare un&#8217;analogia con il mondo che ci circonda.</p>
<p>Siamo esposti quotidianamente ad quantità impressionante di informazioni, spesso discordanti tra loro; il nostro compito, a conti fatti, è quello di interpretarle secondo le nostre capacità e finalità. Per far questo, ricorriamo a diverse strategie euristiche, una delle quali è quella di assegnare una certa affidabilità alle fonti di informazione che nel passato per merito, o per convenzione, si siano rivelate degne di possedere tale qualità. Di conseguenza, tendiamo ad attribuire maggior rilevanza alle notizie del TG1 rispetto a quelle di uno scalcinato magazine di un&#8217;emittente locale.</p>
<p>Al di là della precisione del principio su cui si basano queste scorciatoie cognitive, è interessante notare che, anche nel marketing, si ponga l&#8217;accento sull&#8217;universo di marche conosciute dal consumatore, il quale le classifica secondo gradi di importanza: ad esempio, se devo comprare degli spaghetti, richiamerò alla mente prima i prodotti Barilla, poi quelli di Voiello e così via.</p>
<p><strong>E dovessi trovarmi di fronte a due descrizioni contrastanti di un medesimo evento tenderò a ritenere più valida quella fornita dalla fonte più affidabile.</strong></p>
<p>Io credo che il concetto del Trust Rank sia esattamente questo:  se il mio sito è linkato da pizza e fichi, il motore  pensa una cosa, <strong>ma se è linkato da un sito che il motore riconosce come fonte autorevole, allora penserà di me tutto il bene possibile.</strong></p>
<p>Mi è capitato, tempo fa, di ricevere un link da un sito che era direttamente linkato dal sito di un prestigioso quotidiano americano. Bene, in poco tempo il mio sito ha scalato serp anche abbastanza competitive ed è aumentato, di conseguenza, anche il numero di visitatori.</p>
<p>Questo mi ha fortemente persuaso, qualora ve ne fosse la necessità, che non solo il TR esiste, ma che, probabilmente, conta un bel po&#8217; più del PR. Aggiungo anche che, invariabilmente, le fonti che Google avrà scelto per attribuirgli il massimo grado di Trust saranno sicuramente siti a PR elevato. Di conseguenza, un link da un sito con forte Trust porta con sé vantaggi sia in termini di PR che di TR. Gli effetti di quest&#8217;ultima variabile sono molto più marcati di quanto si possa pensare.</p>
<p>In poche parole penso che Google si comporti proprio come noi quando deve analizzare e riordinare l&#8217;enorme mole di dati che ha a disposizione: prima passa in rassegna il singolo sito web, poi va a controllare cosa ne &#8220;pensano i suoi siti amici&#8221;.</p>
<p>A questo punto arrivo ad un&#8217;ulteriore considerazione riguardo l&#8217;attributo nofollow: se Google ha scelto alcuni siti a cui attribuire il massimo grado di Trust e dai quali propagarlo a cascata, come si comporterà quando in uno o più di questi ultimi viene adottato l&#8217;attributo nofollow? In prima istanza potrebbe ignorare il link, ma allora verrebbe mancare la diffusione del Trust su cui gli ingegneri di Mountain View tanto confidano; oppure potrebbe navigare comunque il link, attribuendogli Trust ma non PR, ma questo mi pare poco probabile; o, ancora, potrebbe semplicemente  seguire il link ignorando l&#8217;istruzione nofollow.</p>
<p>Non ho mai compiuto esperimenti in merito, ma, con la sola deduzione, arrivo alla conclusione che questo attributo di cui molto si discute, sia realmente inefficace ed inefficiente. Se Google dovesse rispettarlo incorrerebbe in una grossa perdita nel caso in cui i siti coinvolti siano dotati di un elevato Trust. Se, come credo, non dovesse invece rispettarlo allora sarebbe totalmente inutile la sua applicazione!</p>
<p>Per concludere voglio sottolineare che, con l&#8217;introduzione del TrustRank, Google ha compiuto una svolta. Il suo utilizzo garantisce un po&#8217; di umanità al pensiero logico e iperrazionale degli algoritmi del motore californiano e, soprattutto, porta benefici ulteriori a quelle che considero essere le serp più affidabili del web.</p>
<p><em><strong>Questo articolo è stato scritto dal mio amico Marek Dimitrovic.</strong></em></p>
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		<title>Il meraviglioso mondo del PR</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 16:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendo spunto da questo post su TPU per condurre una breve analisi sul celebre, e per molti famigerato, Page Rank di Google. Parto da una semplice considerazione: i Seo sono decisamente vittime delle mode. Ogni sei mesi ne nasce una nuova: lo scambio link a tutti i costi, il periodo delle directory, dei commenti spammosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ranked.it/wp-content/images/pagerank_big.jpg" rel="lightbox"><img rel="lightbox" width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/pagerank_pr.jpg" alt="Il pagerank di Google" height="299" title="pagerank_pr.jpg" class="flotta" /></a>Prendo spunto da <a href="http://www.tutti-per-uno.org/webmarketing-e-motori-di-ricerca/431-quanto-conta-il-pagerank.html">questo post</a> su TPU per condurre una breve analisi sul celebre, e per molti famigerato, Page Rank di Google.</p>
<p>Parto da una semplice considerazione: <strong>i Seo sono decisamente vittime delle mode</strong>. Ogni sei mesi ne nasce una nuova: lo scambio link a tutti i costi, il periodo delle directory, dei commenti spammosi su blog e forum, sino ad arrivare alle recensioni e ai comunicati stampa, e così via.</p>
<p>In effetti il SEO è, senza dubbio, un lavoro difficile, senza alcun punto di riferimento, non si conoscono regole e metodi certi, serve intuito, esperienza e, in ogni caso, c&#8217;è un contratto da onorare. E quindi ogni giorno una nuova gara, una nuova strategia per ottenere velocemente link verso il proprio sito.</p>
<p>Link che, se in numero sufficiente, possono aumentare il famoso PageRank e la rilevanza del sito agli occhi di Dr. Google, signore e padrone delle nostre vite sul web, l&#8217;unico in grado di decretare il successo o la rovina di un sito.</p>
<p>Ultimamente, sembra incredibile, come sottolinea giustamente Fabio Dell&#8217;Orto, <strong>si sta diffondendo la moda di trascurare il PR</strong>, e sui forum e i blog di mezzo mondo si possono trovare commenti il cui contenuto si può riassumere con queste proposizioni: &#8220;Il PR non conta niente&#8221;, &#8220;Lasciate perdere sto PR e concentratevi sui contenuti&#8221;, &#8220;Ormai il PR è morto, dovete occuparvi di migliorare il Trust Rank&#8221;.</p>
<p>Del resto si è pure radicata la credenza che lo scambio link reciproco non porti nessun vantaggio, anzi alcuni sostengono sia pure penalizzante&#8230;</p>
<p>Io non sono d&#8217;accordo con nessuna di queste affermazioni, a mio avviso il PR conta non molto ma moltissimo, ed è ancora uno dei cardini di un buon posizionamento.</p>
<p>Certamente qualcosa è cambiato negli ultimi tempi: gli ingegneri di Google hanno maturato la consapevolezza che il Pagerank presenta diverse lacune di carattere &#8220;semantico&#8221; (come precisa Ryan Giggs 79: &#8220;lo so che Google è ancora un motore lessicale, non vi preoccupate!&#8221;).</p>
<p>Analizziamo nel dettaglio il concetto: Google ha basato il suo successo e la validità delle sue Serp sul concetto arcinoto della rilevanza dei siti web: ad esempio, ponendo esistano due siti che parlano di pomodori verdi fritti, quale dei due deve primeggiare nelle serp? Semplice! Viene classificato per primo quello che ha più link, deve essere valido per forza di cose se in molti decidono di citarlo.</p>
<p>Questa è il cardine del ragionamento di Google, ed è secondo me la base immutabile a cui ogni Seo deve sempre far riferimento quando inizia a fare i suoi ragionamenti su PR, TR e compagnia bella.</p>
<p><strong>Col tempo, gli algoritmi si sono raffinati, hanno iniziato a valutare le anchor con cui un sito veniva linkato, e il PR veniva pesato, nel senso che ovviamente un link da un sito a PR elevato portava al sito un vantaggio molto più significativo rispetto ad un link a basso PR.</strong></p>
<p>Ed in effetti, fino a poco tempo fa avere un sito a PR 6 o magari 7 poteva fare le gioie e le ricchezze di un qualsiasi webmaster. Sul forum di TPU hanno scritto la seguente frase: &#8220;fino a poco tempo fa pensavo che se uno aveva un dominio a pr7 bastava che pubblicasse la sua lista della spesa per apparire primo con qualsiasi chiave. Oggi penso che se lo facesse apparirebbe primo solo con quella che Google pensa sia la sua lista della spesa&#8230;.&#8221; che racchiude tutto il mio pensiero.</p>
<p>Le migliorie apportate da Google al suo algoritmo, hanno portato a pensare che sia inaccettabile che un sito &#8220;forte&#8221; possa dominare anche le serp in cui, a rigor di logica, non dovrebbe comparire.</p>
<p>Di conseguenza, è stato sviluppato un meccanismo che cerca di &#8220;comprendere&#8221; il tema di un sito, in modo tale da posizionarlo in maniera congrua nelle serp appropriate escludendolo dalle altre.</p>
<p>Se ci soffermiamo ad analizzare l&#8217;applicazione Google Sitemaps, ad esempio, possiamo verificare che Google &#8220;interpreti&#8221; il nostro sito: ci propone un insieme di chiavi che, a suo avviso, sono ad esso correlate.</p>
<p>Se utilizzate anche AdWords, non vi sarà sfuggito come, al momento della selezione delle parole chiave da &#8220;acquistare&#8221;, Google stesso faccia una veloce scansione del sito da promuovere e presenti di sua spontanea iniziativa un elenco di key che potrebbero risultarci utili nella nostra campagna, elenco tratto, mi preme ripeterlo, dall&#8217;analisi del nostro sito.</p>
<p>Il motore quindi è ancora lessicale, ma si iniziano ad intravedere dei principi semantici, e sono sicuro che questa &#8220;idea&#8221; che Google si è fatto del nostro sito ce la riproponga anche nelle sue Serp.</p>
<p><strong>La conseguenza naturale di tutto ciò è che un sito a PR alto comanderà nelle Serp collegate all&#8217;argomento di cui il sito parla, ma non riuscirà ad ottenere lo stesso successo su più Serp.</strong></p>
<p>In pratica, &#8220;se Google pensa che il mio sito parla di banane, tutto il peso del mio PR 5 si abbatterà come uno strale sul povero sito di banane con pr4, ma non farà un baffo al sito di kiwi con pr3&#8243;.</p>
<p>E&#8217; questa nuova attribuzione di significato ai siti web, con conseguente riordino delle Serp, che ha indotto in equivoco tutti i Seo che hanno subito iniziare a parlar male del PR e a dichiararne la morte prematura, mentre invece il PR conta e conterà sempre tantissimo, perché sta proprio alla base stessa della struttura di Google, che nel tempo sarà sempre più efficiente e performante, ma si reggerà sempre sul numero e la qualità dei link, elementi per cui è nato e su cui ha fondato il suo successo.</p>
<p style="color: red">Questo articolo è stato scritto dal mio amico <strong>Marek Dimitrovic.</strong></p>
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		<item>
		<title>La Ricerca Personalizzata di Google</title>
		<link>http://www.ranked.it/google/la-ricerca-personalizzata-di-google/</link>
		<comments>http://www.ranked.it/google/la-ricerca-personalizzata-di-google/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2007 22:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ranked.it/google/la-ricerca-personalizzata-di-google/</guid>
		<description><![CDATA[Ho inaugurato Ranked.it teorizzando sui possibili rischi che può correre la nostra Privacy nell&#8217;era della ricerca personalizzata di Google; ora passo a descrivere le funzionalità di questo servizio dal punto di vista tecnico. La ricerca personalizzata è costituita da tre componenti: l&#8217;home page personalizzata; i risultati della ricerca personalizzata; la cronologia della ricerca. Di queste, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho inaugurato Ranked.it teorizzando sui possibili rischi che può correre la nostra Privacy nell&#8217;era della ricerca personalizzata di Google; ora passo a descrivere le funzionalità di questo servizio dal punto di vista tecnico.</p>
<p>La <strong>ricerca personalizzata</strong> è costituita da tre componenti:</p>
<ol type="1">
<li>l&#8217;home page personalizzata;</li>
<li>i risultati della ricerca personalizzata;</li>
<li>la cronologia della ricerca.</li>
</ol>
<p>Di queste, solo la prima è totalmente configurabile e gestibile dall&#8217;utente, per le altre il grado di personalizzazione è minore.</p>
<p>La ricerca personalizzata si attiva ogniqualvolta si accede al proprio account Google, pertanto è necessario effettuare la procedura di log out se si intende ritornare a navigare alla maniera tradizionale.</p>
<h2>Home page personalizzata</h2>
<p>Di questa componente hanno parlato in molti e, pertanto, non ho null&#8217;altro da aggiungere a quanto già è stato detto. Prenderò invece in esame le altre&#8230;</p>
<h2>I risultati della ricerca personalizzata</h2>
<p>Analizziamo le caratteristiche di questo strumento, anche alla luce di quanto affermato da <a href="http://www.google.com/corporate/execs.html#marissa">Marissa Mayer</a> in una recente intervista di Gord Hotchkiss:</p>
<ul type="disc">
<li>solo due risultati su dieci sono personalizzati;</li>
<li>il primo risultato di una serp è sempre generico;</li>
<li>la ricerca personalizzata si attiva generalmente per ricerche frequenti;</li>
<li>in media vengono proposti risultati personalizzati una volta ogni cinque ricerche;</li>
<li>circa il 20% delle ricerche vengono stimate personalizzabili;</li>
<li>se la ricerca personalizzata è attiva i risultati delle serp che sono stati selezionati dall&#8217;utente presentano un campo che segnala il numero di volte in cui si è navigato in quel determinato sito e l&#8217;ora dell&#8217;ultima visita.</li>
</ul>
<p>Consideriamo ciascun punto singolarmente.<br />
Quanto al primo, non riesco a trovare una ragione logica circa il limite di <strong>due risultati personalizzati su dieci</strong>. Sembra quasi un compromesso per non disorientare troppo l&#8217;utente. Eppure nelle intenzioni di Google la ricerca personalizzata non doveva rappresentare uno strumento atto a migliorare la user experience?<br />
Anche il secondo punto mi lascia perplesso. <strong>Perché il primo risultato deve essere identico in tutte le serp?</strong> Forse perché è il più rilevante? Se questa è la ragione, percepisco una forte contraddizione con quanto Google ha più volte dichiarato (Matt Cutts, in primis) e cioè che la prima posizione nelle serp non è poi così importante.<br />
Il terzo punto è piuttosto banale.<br />
È ovvio che la ricerca personalizzata si attivi molto più facilmente quando sono presenti molti dati che riguardano la nostra navigazione, situazione che si verifica quando sono state effettuate numerose ricerche per lo stesso argomento.<br />
Circa il 4° punto, sono costretto ad ammettere di non aver intuito se tale limite sia il risultato di un calcolo statistico o, invece, una caratteristica intrinseca dello strumento.<br />
Il punto 5, invece, rappresenta proprio un valore statistico.<br />
Per l&#8217;ultimo punto, direi che è sufficiente l&#8217;immagine che segue.</p>
<p align="center"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/ricerca_personalizzata_1.gif" alt="Ricerca personalizzata di Google" title="Ricerca personalizzata di Google" border="0" height="406" width="476" /></p>
<p>Per concludere devo sottolineare che non esiste alcuna possibilità di disattivare la ricerca personalizzata se rimane attivo il proprio Google Account.</p>
<h2>La cronologia della ricerca</h2>
<p>Per accedere a questa funzione è necessario aver effettuato l&#8217;autenticazione in Google Account. A questo punto, al termine di una ricerca qualsiasi, comparirà, in altro a destra, il link cronologia ricerche.</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/attivazione_cronologia_1.gif" alt="Attivare la cronologia delle ricerche di Google" title="attivazione_cronologia_1.gif" height="46" width="437" /></p>
<p>La sezione cronologia presenta numerose opzioni. Descriverò le più importanti. A tale scopo, di seguito propongo un&#8217;immagine che, per ragioni di layout, ho dovuto pesantemente modificare (è sufficiente un click su di essa tuttavia per visualizzare la versione integrale).</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.ranked.it/wp-content/images/schermata_cronologia_ricerche_1.gif" alt="Cronologia ricerche di Google" title="schermata_cronologia_ricerche_1.gif" height="330" width="480" /></p>
<p>Come si evince la schermata è suddivisa in tre colonne: la colonna sinistra contiene le opzioni disponibili, la colonna centrale mostra le serp delle ricerca (anche immagini, mappe o video) e la colonna destra presenta un calendario che consente di accedere alle pagine delle cronologie precedenti.</p>
<p>In questa sede analizzerò le opzioni della prima colonna.</p>
<p>La prima opzione permette, tramite l&#8217;apposizione di uno più segni di spunta, di visualizzare risultati per tutte o solo per certe tipologie di ricerca (Web, Immagini, News. Ecc.).</p>
<p>Seguono opzioni che permettono di sospendere il servizio di raccolta di tutti i dati di navigazione o solo di alcuni di essi.</p>
<p>&#8220;Tendenze&#8221; mostra statistiche, anche grafiche, delle principali ricerche effettuate, delle chiavi utilizzate e dei siti visualizzati. Articoli interessanti mostra, invece, una rassegna di articoli correlati agli argomenti delle proprie ricerche.</p>
<p>&#8220;Segnalibri&#8221;, infine, rappresenta un elementare servizio di bookmarking.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La <strong>ricerca personalizzata</strong> di Google è uno strumento interessante sotto alcuni punti di vista, meno sotto altri. Sottolineo che non ho potuto effettuare test per valutare la differenze nelle serp con o senza Google Account attivo. Ho però letto molto sull&#8217;argomento e sono costretto ad ammettere che alcune sue caratteristiche mi lasciano alquanto perplesso. Alcuni blog sostengano, addirittura, che si tratti di una versione beta rilasciata, prematuramente, a scopo di test.</p>
<p>La ricerca personalizzata teorizzata da Google, a mio avviso, può rappresentare un punto di arrivo irrinunciabile per migliorare il modo di effettuare ricerche, ma questo può avvenire solo ed esclusivamente se l&#8217;utente è adeguatamente avvertito che i suoi dati di navigazione vengono inseriti nei database dell&#8217;azienda di Mountain View.</p>
<p>La procedura di rimozione, infine, è, discutibilmente, non accessibile dal proprio Google Account, (io, almeno, lì non l&#8217;ho trovata).</p>
<p>Mi è stato però sufficiente navigare qualche secondo e ed ecco il link che vi permette di <a href="https://www.google.com/accounts/DeleteService?service=hist">disattivare completamente il servizio di ricerca personalizzata</a>.</p>
<h2>Per chi vuole approfondire</h2>
<p>Intervista di <a href="http://www.outofmygord.com/" title="Blog di Gord">Gord Hotchkiss</a> a <a href="http://www.outofmygord.com/archive/2007/02/23/Marissa-Mayer-Interview-on-Personalization.aspx" title="Ricerca personalizzata - Intervista a Marissa Meyer">Marissa Mayer</a> e a <a href="http://www.outofmygord.com/archive/2007/03/02/Matt-Cutts-Interview-on-Personalization-and-the-Future-of-SEO.aspx" title="Ricerca personalizzata - Intervista a Matt Cutts">Matt Cutts</a> sulla <strong>ricerca personalizzata</strong> di Google.</p>
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		<title>Privacy, Google e la Ricerca Personalizzata</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2007 10:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Ladogana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho un&#8217;ossessione: la Privacy! Fosse per me, riformulerei la struttura degli oroscopi. Ad amore, salute e lavoro aggiungerei proprio la voce Privacy. Non credo negli influssi astrali, ma, come tutti, dal barbiere o dal medico, sfoglio una rivista e, talvolta, leggo proprio la rubrica degli Oroscopi. Pensate che meraviglia poter leggere che domani riceverò solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" src="http://www.ranked.it/wp-content/images/gcalderone.jpg" alt="gcalderone.jpg" height="276" title="gcalderone.jpg" class="flotta" />Ho un&#8217;ossessione: <strong>la Privacy</strong>! Fosse per me, riformulerei la struttura degli oroscopi. Ad amore, salute e lavoro aggiungerei proprio la voce Privacy. Non credo negli influssi astrali, ma, come tutti, dal barbiere o dal medico, sfoglio una rivista e, talvolta, leggo proprio la rubrica degli Oroscopi. Pensate che meraviglia poter leggere che domani riceverò solo 5 messaggi di spam e che nessuno mi telefonerà per propormi un nuovo, esclusivo contratto che rivoluzionerà il mio modo di navigare nel web!<br />
Illusioni, certo! Però mi metterebbero di buon umore per una manciata di minuti: di questi tempi non è poco!</p>
<p>Questa personalissima introduzione per confessarvi che ho il timore che, un giorno,<br />
una applicazione possa essere messa in grado di conoscere i miei gusti, le mie preferenze e i miei sentimenti. Non solo, sono terrorizzato dall&#8217;idea che questa stessa applicazione possa predire il mio comportamento ed anticipare le mie scelte.<br />
<strong>In poche parole che &#8220;rubi&#8221; la mia anima.</strong></p>
<p>La mia ipotesi è che Google, fra qualche tempo, possa arrivare a questo risultato!<br />
Attenzione dico che potrebbe non che sia una sua nelle sue intenzioni farlo, un pericolo potenziale insomma.</p>
<p>A questo punto introduciamo il concetto di <strong>ricerca personalizzata di Google</strong>.<br />
Di che si tratta? Semplicemente di mostrare all&#8217;utente serp, cioè le pagine risultato di una ricerca, che assecondino i suoi gusti, le sue preferenze ed eventualmente anche le sue inclinazioni.</p>
<p>Lo scopo dichiarato da Google è quello di migliorare il suo sistema di ricerca. Forse è così. Ma è ovvio che l&#8217;obiettivo reale è quello di targhettizzare il più possibile i suoi ads.<br />
Del resto, banalità per banalità, <strong>la mission di Google è vendere pubblicità nel web</strong>.</p>
<p>Come può possedere questo motore di ricerca una conoscenza così approfondita di ciascun utente tale da consentirgli di fornire un simile servizio? È evidente, attraverso i suoi servizi gratuiti, per meglio dire attraverso l&#8217;uso che ciascun utente fa di questi ultimi.</p>
<p>E chi tra noi, esperto o meno, non utilizza uno tra gli innumerevoli tool di Google? Forse solo coloro che non dispongono di un pc!</p>
<p>Quali sono le informazioni a sua disposizione?</p>
<ul>
<li>Conosce le nostre ricerche sul web (Google Search e Alert).</li>
<li>Conosce i siti che visitiamo più spesso (Google Toolbar), quanto tempo vi trascorriamo, che link selezioniamo e via dicendo.</li>
<li>Conosce i nostri siti (Google Webmaster Tool), sa chi li visita, chi vi acquista e perché (Google Analytics), a volte addirittura li ospita (GooglePages &amp; Blogger).</li>
<li>Conosce le nostre transazioni online e il numero della nostra carta di credito (Google Checkout).</li>
<li>Può leggere indisturbato la nostra posta elettronica (Google Gmail).</li>
<li>Può leggere i nostri documenti (Google Docs &amp; Spreadsheet).</li>
<li>Sa in quali locali vorremmo cenare il sabato (Google Maps).</li>
<li>Può pure fotografarli (Google Earth).</li>
<li>Conosce le nostre letture preferite (Google Books).</li>
<li>Sa di che complementi di arredo vorremmo dotare il nostro nuovo appartamento (Google Catalog).</li>
<li>Conosce i nostri appuntamenti (Google Calendar).</li>
<li>Conosce l&#8217;intero contenuto del nostro hard disk (Google Desktop).</li>
<li>Sa se siamo interessati alla Borsa e a che azioni (Google Finance).</li>
<li>Sa quali potrebbero essere i nostri prossimi acquisti (Google Froogle).</li>
<li>Sa chi sono i nostri amici, le nostre inclinazioni e i nostri interessi (Orkut).</li>
<li>Sa quali sono le nostre foto preferite (Google Picasa).</li>
</ul>
<p>Ok, ora mi fermo. Vi assicuro, però, che potrei continuare a scrivere per molto tempo ancora.</p>
<p>Ribadisco che la minaccia è solo potenziale. Però è indubbio che queste informazioni siano fisicamente a disposizione dell&#8217;azienda di Mountain View. Quale uso questa azienda, poi, intenda farne, non è possibile prevederlo.</p>
<p>Aggiungo anche che la raccolta di dati effettuata da Google è totalmente legittima.<br />
Quando si apre un account Gmail, ad esempio, viene più volte ribadito che il contenuto delle e-mail che si ricevono potrà essere utilizzato a fini statistici proprio per garantirci una ricerca personalizzata.<br />
A questo proposito, poco tempo fa, Marissa Mayer, celebre Vice Presidente di Google, ha affermato che, al momento, la ricerca personalizzata non intende però avvalersi dei contenuti di Gmail. <strong>Al momento, aggiungo io&#8230;</strong></p>
<p>Sono pessimista per natura e suggestionato dalla lettura di catastrofici romanzi di fantascienza in cui l&#8217;uomo viene soggiogato e dominato dai computer. Forse sono questi i motivi per cui non riesco a togliermi dalla mente un&#8217;immagine: vedo un enorme calderone, dei Brin e Page meccanici che danzano selvaggiamente attorno ad esso e decine di Vice Presidenti di Google che, a turno, aggiungono ingredienti (i nostri dati personali) alla pietanza che bolle. Ecco, ad un certo punto, Page immerge la mano dentro il pentolone e se ne esce con la certezza assoluta che io, Enrico Ladogana, avrò intenzione di acquistare, la settimana prossima, l&#8217;ultimo libro di John Grisham.</p>
<p>Sono paranoico? Può essere. Google però dispone di una quantità enorme di dati che mi riguardano. Manca solo la tecnologia predittiva.<br />
<strong>Già ora, però, è sufficiente incrociare alcuni dati per individuare quasi tutti i miei movimenti passati nel web</strong>. Nei prossimi anni è lecito supporre che si potranno prevedere i miei movimenti futuri.</p>
<p>Del resto, anche ammettendo che Google non arrivi a questo traguardo con le proprie risorse interne, è certo che andrebbe ad acquisire l&#8217;azienda che vi riuscisse. Niente di male, lo fa pure Microsoft da decenni!</p>
<p><strong>A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi se io raccomandi di non utilizzare i servizi di Google.</strong> No, ci mancherebbe! Se una risorsa è palesemente utile sarei uno stupido a non utilizzarla. La ricerca di Google rimane la più efficace. Analytics è un sistema di statistiche eccellente. Webmaster Tool è un&#8217;applicazione molta valida per indicizzare un nuovo sito e a conoscerne la sua performance nel tempo.<br />
Tuttavia bisogna essere consapevoli che c&#8217;è un prezzo da pagare, la rinuncia a parte della nostra Privacy. Nei casi in cui invece l&#8217;utilizzo di applicazioni di Big G non mi garantiscano del reale valore aggiunto cercherò senz&#8217;altro delle alternative.</p>
<p>Qualche esempio? Ho disinstallato la Google Toolbar (che, ricordiamolo, è uno spyware legalizzato), non uso Gmail, non userò Docs &amp; Spreadsheet (c&#8217;è Open Office che è gratuito e non raccoglie dati), infine, navigherò per quanto possibile con il mio account disattivato. Probabilmente quest&#8217;ultima precauzione sarà difficile da mettere in pratica. È probabile che, a breve, tale funzionalità venga ad attivarsi automaticamente ogniqualvolta si procederà all&#8217;identificazione in uno qualsiasi tra i servizi offerti da Google. Attenzione, è una procedura di opt-out: dobbiamo essere noi a disattivare il servizio!</p>
<p>Lo ripeto per l&#8217;ennesima volta: io, forse, non faccio testo, influenzato come sono dalle mie letture ed ossessionato dalla Privacy. Mi si dimostri però, senza ombra di dubbio, che quanto pavento non si verificherà mai. A quel punto &#8211; e solo a quel punto &#8211; sarò disposto allora a cambiare la mia opinione.</p>
<p>Consentitemi un&#8217;ultima provocazione. Il motto di Google è &#8220;Don&#8217;t Be Evil&#8221;, <strong>non Essere Malvagio. Che c&#8217;è di più malvagio del Diavolo (guarda caso [D]Evil in inglese)? E come immaginate questo essere? </strong>Io me lo raffiguro come una persona dal fascino irresistibile, sottilmente tentatore, disponibile a regalarmi tutto ciò che bramo per poi rubarmi l&#8217;anima.<br />
Lo ammetto Google regala solamente dei software e delle applicazioni, non macchine sportive e modelle di Victoria Secrets. Soddisfa forse piccoli bisogni e si prende in cambio (legittimamente), solo un piccolo pezzetto della nostra vita, i miei e i vostri dati personali.<br />
Nonostante questo, io una piccola similitudine con l&#8217;immagine di prima riesco a intravederla. <strong>E voi?</strong></p>
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